ZenFone AR, primo smartphone per la realta' aumentata di Google

(Torino)ore 14:12:00 del 14/08/2017 - Categoria: , Tecnologia

ZenFone AR, primo smartphone per la realta' aumentata di Google

Non è una di quelle novità che lasciano a bocca aperta nell’immediato ma l’uscita del primo smartphone capace di far girare Project Tango e Daydream VR va vista nel lungo periodo.

Non è una di quelle novità che lasciano a bocca aperta nell’immediato ma l’uscita del primo smartphone capace di far girare Project Tango e Daydream VR va vista nel lungo periodo. Solo così lo ZenFone AR assume un senso: guardando avanti. Appena sbarcato sul mercato Usa a 648 dollari, il cellulare di Asus si distingue per una scocca nera che cattura l’occhio ma soprattutto per un hardware di livello. Dietro al display da 5,7 pollici con risoluzione di 2.560x1.440 pixel spunta il processore Snapdragon 821 da 2,35GHz, Gpu Adreno 530 ma soprattutto 8Gb di Ram e 128Gb di memoria fisica. La grande batteria invece arriva a 5.000 mAh.

Parola d’ordine: mixed reality

A cosa serve tutta questa potenza? Facile, per reggere i pesanti processi della mixed reality, cappello sotto cui cadono le due realtà alternative del momento, quella virtuale e quella aumentata. La vera chicca dello ZenFone AR infatti è nel poter supportare i due standard di Google che applicano elementi virtuali alla realtà, il Project Tango e il Daydream VR di cui sopra. Ecco quindi che dietro le fotocamere non sono più una o due ma ben tre. Insieme infatti non riprendono solo la scena e la riportano sullo schermo ma misurano esattamente le dimensioni degli oggetti e le proporzioni spaziali degli stessi. L’idea è che, grazie anche alle tecnologie di Big G, il telefono non è solo in grado di aggiungere elementi virtuali ma di farlo in modo corretto, rispettando dimensioni e prospettiva.

Uno smartphone a prova di visore

Sul fronte virtuale invece ecco DaydreamVR. È la seconda piattaforma di Big G per il virtuale dopo la low cost Google Cardboard e promette di traghettare i telefoni al livello dei visori concorrenti. Presto sarà disponibile anche su Moto Z2 Force e Samsung Galaxy S8 ma soprattutto è in grado di funzionare anche da sola. Vale a dire che si possono creare dispositivi indipendenti e che non pesano più su schermo e motore dello smartphone. A quanto pare Qualcomm, HTC e Lenovo sono già della partita e presto vedremo i frutti di questa collaborazione. Tornando allo ZenFone AR, il suo maggior pregio è di racchiudere per primo due delle più avanzate tecnologie per la mixed reality in un solo dispositivo (Il Lenovo Phab 2 Pro supportava Tango ma non Daydream Vr) e sebbene oggi non è che ci si possa fare molto, è pur sempre un passo avanti per il futuro, la conferma che presto tanti altri dispositivi saranno a pronti a trasformarsi in autentici portali per realtà parallele.

Da: QUI

Autore: Gregorio

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