Yooka Laylee, recensione ufficiale

(Bari)ore 07:49:00 del 13/04/2017 - Categoria: , Videogames

Yooka Laylee, recensione ufficiale

Naturalmente, oltre alle Pagie, i due dovranno trovare anche diversi altri collezionabili, una presenza costante in quasi tutti i platform vecchio stile prima ancora che questo termine venisse anche solo coniato, ed è composto da piume e upgrade per il no

Yooka e Laylee sono i due protagonisti della storia: il primo è un camaleonte verde che tutti scambiano per una lucertola, e il secondo è una pipistrella viola, sua amica, e insieme formano un duo inseparabile. La storia, che poi è solo il solito pretesto per comporre l’avventura, prevede che il cattivissino Capital B, assieme al suo assistente Dr. Quack – una testa di anatra infilata dentro un distributore di chewing-gum, creano un macchinario per risucchiare tutti i libri del mondo, tra cui il cosiddetto Libro Unico, libro che i due protagonisti trovano in una vecchia nave naufragata che è diventata la loro nuova casa, e che è dotato di poteri inimmaginabili. Inutile dire che il piano di Capital B è quello di usare il Libro Unico per riscrivere l’universo, ma i suoi piani verranno intralciati dal fatto che le Pagie, pagine dorate cui il libro è composto, si disperdano nei vari mondi di gioco, e spetterà al giocatore scovarle e mandare a monte per sempre i malvagi piani del cattivone di turno.
Naturalmente, oltre alle Pagie, i due dovranno trovare anche diversi altri collezionabili, una presenza costante in quasi tutti i platform vecchio stile prima ancora che questo termine venisse anche solo coniato, ed è composto da piume e upgrade per il nostro alter-ego. Mentre gli upgrade consentono di ottenere bonus come salute ed energia extra, le piume sono importanti in quanto sono la moneta di scambio con cui comprare mosse aggiuntive da Trowzer, un simpatico serpente truffaldino. Tali mosse non sono solamente cose relegate al combattimento, ma sono praticamente tutte mosse e abilità che migliorano e ampliano l’esplorazione e l’interazione con l’ambiente, e sono fondamentali per proseguire nell’avventura e per prendere quante più Pagie possibili, come il potersi arrotolare e affrontare i pendii più insidiosi senza scivolare oppure il poter ingurgitare bacche speciali e usarle come armi per difendersi o risolvere puzzle.
Le Pagie stesse sono praticamente la ricompensa non solo di una esplorazione scrupolosa, ma anche e soprattutto della risoluzione dei vari puzzle, mini giochi (come quella di fare una corsa su un vecchio carrello minerario) e del completamento delle missioni secondarie affidate ai numerosi NPC che popolano i vari mondi. Molti degli enigmi ambientali richiedono una buona osservazione dell’ambiente, in quanto gli indizi non vengono mai consegnati al giocatore, il quale deve capire da sé cosa fare, anche se alla fine la soluzione dell’enigma è sempre vicino alla Pagie stessa, e se non la si trova, quasi sicuramente è perché semplicemente non si ha ancora imparato una mossa indispensabile per portarla a termine.

Chi conosce a menadito gli antesignani di Yooka-Laylee ha dunque già compreso quanto la struttura di gioco sia sostanzialmente identica, qui riprodotta per filo e per segno e senza alcun tipo di inutile compromesso. Giocare al titolo di Playtonic, per chi ha amato Banjo-Kazooie significa lasciarsi travolgere dalla nostalgia, avere davvero per le mani un suo seguito spirituale e ritrovare tutti gli elementi che hanno decretato la fortuna delle opere di quell'era. Oltretutto, gli sviluppatori hanno voluto omaggiare altri mostri sacri del periodo d'oro dei platform, e ciò diventa sempre più evidente quando progredirete nell'avventura, che sa essere davvero molto varia e accattivante, pur non regalando mai momenti memorabili o sopra le righe.

Quelli belli, quelli di una volta

Sarebbe solo uno sfoggio di conoscenza fine a se stessa indicare tutti i parallelismi che intercorrono tra Banjo-Kazooie e Yooka-Laylee, ma pensare a un progetto copiato di sana pianta sarebbe ad ogni modo un grave errore, perché quest'ultimo rappresenta a tutti gli effetti la vera evoluzione di quella vecchia concezione, seppur timida ma evidente, rispettosa e conservatrice, non banale e ancorata ai vecchi stilemi. Se i giocatori moderni apprezzeranno o meno questa struttura – caduta in disuso ma ancora molto valida - rimane un mistero, ma se pensate di trovarvi davanti a un platform semplice, permissivo e poco impegnativo, siete davvero fuori strada. Per completarlo a 100% ci vuole infatti una buona dose di dedizione, abilità e uso del pensiero laterale, perché il titolo di Playtonic non è solo salti su piattaforme e corse contro il tempo: è molto di più e comprende al suo interno una serie di attività che necessitano di sperimentazione e pazienza, per un tempo totale di gioco che francamente non riusciamo a quantificare e che è in grado di variare sensibilmente a seconda di quanto vogliate approfondire l'avventura.

Per ovvie ragioni, in un gioco del genere è fondamentale la precisione del sistema di controllo e la corretta gestione della telecamera, entrambi aspetti che ci avevano creato non pochi problemi durante le prime fasi della prova. Dopo qualche giorno, però, gli sviluppatori hanno messo a disposizione una patch correttiva che ha sistemato in modo evidente i problemi più critici, che l'utente finale dunque non vedrà mai. 

Detto ciò, qualche problema è comunque rimasto, e non si può far finta che la telecamera faccia sempre il proprio dovere o che i controlli siano fluidi, sempre reattivi e impeccabili. Sebbene ci sia la possibilità di reimpostare l'inquadratura alle spalle del dinamico duo in ogni momento, capita talvolta che la telecamera si riposizioni da sola creando qualche disguido; per quanto riguarda la morbidezza del sistema di controllo, invece, abbiamo notato delle nette migliorie, e i movimenti ingessati dei primi giorni sono d'improvviso diventati un brutto ricordo. Tuttavia, Yooka-Laylee non può essere considerato un platform che fa dell'accuratezza del gameplay il proprio miglior vanto, perché ad onor del vero, soprattutto durante alcune missioni, emergono alcune problematiche che vi costringeranno a ripeterle più di una volta e per motivi non proprio correlati alla vostra inettitudine.

Eppure Yooka-Laylee funziona, diverte e appassiona come quei platform che sembrano cristallizzati nel tempo; non innova perché si rifiuta di farlo e non asseconda le esigenze del nostro tempo perché sa che non collimano coi requisiti che hanno dato vita a questo progetto.

Graficamente il lavoro è buono ma non eccelso, e bisogna ammettere che su Unity si poteva fare qualcosa in più sia per quanto riguarda la modellazione di alcuni elementi degli scenari, sia per quanto riguarda la qualità delle texture, che mostrano la loro reale faccia quando le inquadrature diventano molto ravvicinate. Ottime invece le musiche, in grado catturare lo spirito dei titoli Rare con motivetti orecchiabili e mai fastidiosi, generando in voi - senza che nemmeno ve ne accorgiate – grande spensieratezza e un sognante senso di nostalgia.

Autore: Samuele

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