Yakuza 5 The Song Of Life, cosa sapere

(Torino)ore 23:23:00 del 10/02/2018 - Categoria: , Videogames

Yakuza 5 The Song Of Life, cosa sapere

Kamurocho, insomma, come del resto Yakuza stesso, è un enorme parco giochi costruito sul confine tra paradiso e inferno, e in cui a sopravvivere è solamente chi ha le palle quadrate ed è pronto a tutto per difendere ciò che gli sta a più a cuore, sia per

Non ha importanza quanti capitoli di Yakuza abbiamo giocato: ogni volta che si rimette piede a Kamurocho è come tornare - metaforicamente parlando - nella vecchia cameretta della propria casa d'infanzia.

Un luogo familiare in cui la propria anima più fanciullesca può liberamente riaffiorare e vivere un'esperienza all'insegna dell'immaginazione e del puro desiderio ludico, destandosi solamente quando la cornice narrativa, ben più matura e cruda, fa capolino tra una Seven Stars fumata al bancone del Serena, un ritornello strillato al Karaoke, e una sensuale live chat con qualche avvenente fanciulla.

Da Nakamichi Street al Champion District, da Pink Street a Theatre Avenue, questo crogiolo digitale suburbano, ispirato al celebre quartiere a luci rosse di Tokyo, è sempre pronto ad accogliere il giocatore tra le sue braccia calorose, per poi stritolarlo quando meno se lo aspetta. Dapprima, infatti, lo inebria con tutti quei sapori, profumi e input visivi tipici di uno spaccato culturale che vive a metà tra gli anni 80 e il ventunesimo secolo; successivamente, attraverso una delle innumerevoli zuffe criminali in cui finirà inevitabilmente coinvolto, gli fa assaggiare il gusto del sangue, lo stesso che spesso, tra quelle strade, lascia un segno indelebile sull'asfalto, accanto alle sagome di gesso di chi - da quella vita - si è lasciato sopraffare. Kamurocho, insomma, come del resto Yakuza stesso, è un enorme parco giochi costruito sul confine tra paradiso e inferno, e in cui a sopravvivere è solamente chi ha le palle quadrate ed è pronto a tutto per difendere ciò che gli sta a più a cuore, sia per semplice ambizione o per amore vero. Questa filosofia, che, nel bene e nel male, ha animato tutti e cinque i precedenti capitoli principali del franchise, ritornerà naturalmente in Yakuza 6: The Song of Life. In attesa della release definitiva, slittata da pochi giorni al 17 aprile, Koch Media ci ha invitati nei suoi uffici per mettere le mani su una build praticamente definitiva del titolo: un piccolo assaggio che ci ha permesso di addentrarci un po' più a fondo nelle vicende che innescano la storyline principale.

L'ultima danza del Drago

Come da tradizione per la serie, le prime ore di Yakuza 6 vengono per lo più spese nella fruizione di lunghe cutscene introduttive. Nello specifico, dopo un brevissimo intermezzo in cui Kiryu, a Hiroshima, si trova, senza apparenti motivi, a menare le mani con un ignoto sgherro nel bar di una certa Kiyomi, il giocatore viene immediatamente catapultato indietro nel tempo. Un flashback di ben 4 anni, che non solo serve a esaltare in maniera decisa il balzo grafico generazionale compiuto nella realizzazione di questo primo capitolo interamente sviluppato per PlayStation 4, ma che permette soprattutto ai novizi della serie di vivere in prima persona la transizione tra il finale di Yakuza 5 e l'incipit Yakuza 6.

Se siete perciò al vostro primo appuntamento con la serie, e non avete l'opportunità né il desiderio di recuperare i vecchi capitoli pubblicati per PS2 e PS3 (ma anche i più recenti Yakuza 0 e Yakuza Kiwami su PS4), non dovreste avere troppi problemi a calarvi nella narrazione di gioco. Peraltro anche questa nuova avventura, per quanto condivida con le precedenti alcuni protagonisti e altri ovvi riferimenti al contesto sociale, politico e mafioso, è auto conclusiva. Ma non solo: come sicuramente saprete, questo sarà l'ultimo capitolo con Kazuma Kiryu come protagonista. Il flashback introduttivo, dicevamo, si divide in due momenti ben distinti ma comunque complementari: da una parte troviamo un Kiryu appena uscito da uno scontro quasi mortale, e ora intenzionato a lasciare la Yakuza per gettarsi anima e corpo nella gestione del suo piccolo orfanotrofio di Okinawa, il Morning Glory, mentre dall'altra c'è Haruka Sawamura, la dolce ragazzina, divenuta ormai una celebre idol di Tokyo, di cui Kiryu si è preso cura dopo la morte dei genitori. Proprio nel bel mezzo di un suo concerto al Tokyo Dome, Haruka annuncia in diretta nazionale la sua volontà di ritirarsi dalle scene, con l'intenzione di andare a vivere con nientepopodimeno che Kazuma Kiryu, il celebre Drago di Dojima, noto alle cronache per essere uno dei più feroci e spietati esponenti della criminalità organizzata giapponese. Inutile dire che la confessione della giovane celebrità lascia di sasso l'opinione pubblica, che non riesce minimamente a tollerare che una delle star nipponiche più solari e promettenti abbandoni i suoi fan per colpa di un rifiuto della società.  È proprio a questo punto che Kiryu prende una decisione tanto dolorosa quanto necessaria: finire in prigione volontariamente (per la seconda volta, dopo la lunghissima detenzione del primo capitolo), così da far calmare le acque attorno ad Haruka e al Morning Glory, dove la giovane cantante si è ritirata in seguito allo shockante annuncio. 

Ora Kiryu è finalmente pronto ad assumersi una volta per tutte delle responsabilità più umane, quasi come fosse un normale civile; dopotutto, glielo deve, non soltanto perché lei è la cosa più vicina a una famiglia che abbia mai avuto, ma anche perché rappresenta uno dei suoi più grandi (forse l'unico?) motivi d'orgoglio come essere umano.

Avendo ridotto i posti in cui muoversi, Yakuza 6 preferisce concentrarsi sui particolari. Rispetto al passato sono molti di più i negozi in cui entrare o le attività da fare. Non ci sono più caricamenti quando entriamo e usciamo dai locali o dai minimarket e nemmeno quando sulla nostra strada incontriamo dei brutti ceffi che non vedono l'ora di menare la mani con noi. Esatto, una delle piaghe della serie, ovvero aspettare un caricamento quando si tratta di passare all'azione, è scomparsa del tutto. Va detto che tale caratteristica è stata limata sempre di più nei vari capitoli, ma ora è storia passata. Stavo camminando per andare a provare il karaoke (c'è, c'è, tranquilli) quando una serie di bulli mi è corsa incontro. Ho subito premuto il tasto quadrato per prenderli a pugni, l'incontro è iniziato, stesi velocemente. Mentre l'esperienza accumulata veniva calcolata dal gioco la mia corsa al karaoke era già ripresa. Bellissimo, anche perché rende molto più godibile la necessità di girovagare per la città in cerca di combattimenti per accumulare punti exp da usare su Kazuma (per potenziarne i vari aspetti: attacco, difesa, energia vitale...). Le città sono esplorabili in lungo e in largo, e come nella demo di Yakuza Kiwami 2 (uscito da pochissimo in Giappone e secondo titolo della serie nato solo per PS4) la sensazione di stare vivendo la città e la cultura nipponica è quanto mai palpabile. La forza di questo nuovo Yakuza sta tutta in questo punto essenziale; un passo avanti tecnico comunque notevole, ma soprattutto è la volontà di voler eliminare il più possibile le continue interruzioni durante l'esplorazione e le battaglie. Questo permette di immergersi ancora di più nella vita di città, nel vociare, nelle musichette dei negozi. Nel Giappone, vero e vivace come fosse quello reale.

Il resto del tempo, dopo il karaoke, l'ho passato ad esercitare ancora i miei pugni per strada (il combattimento ha fatto grandi passai avanti come fluidità e concatenazione delle mosse), provando qualche club per adulti (la carne è debole!) e gli svariati minigiochi che sono da sempre uno dei punti forti della serie. Il Club Sega ha ora due piani e un sacco di cabinati storici, da Outrun a Space Harrier e pure l'intero Virtua Fighter 5 in versione arcade interamente giocabile. Di fatto un intero gioco PS3 è contenuto dentro Yakuza 6, follia giapponese!Il gioco non verrà localizzato in lingua italiana e vedo troppo spesso i giocatori tirarsi indietro per questo motivo. Non fate questo errore, così come il pensare che una saga con dieci anni sulle spalle non possa accogliervi o farvi divertire comunque. I riassunti degli avvenimenti passati e la possibilità di fermare ogni video e ogni dialogo rende molto pratica la fruizione della storia. Chiaramente sarà il successo del titolo a decretare la possibilità di future localizzazioni, quindi vi invito a non lasciarvi intimorire dalla lingua inglese perché questo Yakuza 6 potrebbe essere perfetto anche come primo titolo della serie, paradossalmente, e sarebbe un peccato perderselo. Il gioco, come detto, arriverà nei negozi il 17 aprile, ma già dal 27 febbraio sarà possibile scaricare una demo i cui progressi saranno importabili nell'avventura finale.

Autore: Samuele

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