Wall Street Journal lancia l'allarme

(Napoli)ore 11:18:00 del 27/08/2016 - Categoria: Denunce, Editoria, Politica

Wall Street Journal lancia l'allarme

Il panico è scattato venerdì 12 agosto, quando sono stati resi pubblici i dati sulla mancata crescita della Penisola, completamente ferma nel secondo quadrimestre nonostante palazzo Chigi auspicasse un aumento dello 0,2%: poca cosa, ma avrebbe fatto la di

In particolare il quotidiano finanziario americano titola “L’Italia sta provocando crescenti mal di pancia nell’Unione europea”, fornendo però una soluzione: nel referendum di autunno il “sì” deve uscire vittorioso per dare al governo italiano maggiore stabilità e far ripartire in maniera conseguente la crescita.

Crescita zero, debito pubblico alle stelle e vulnerabilità delle banche. Dopo El Paìs e Le Monde, la pessima performance dell’economia italiana diventa il centro delle analisi preoccupate del Financial Times e del Wall Street Journal, che consigliano a Matteo Renzi una terapia-choc.

Per il Financial Times invece non è il momento di discutere sulle ragioni della nostra crescita zero e in un articolo pubblicato proprio nel giorno di Ferragosto suggerisce al premier italiano di dare un “poderoso stimolo” all’economia, specialmente per scongiurare la deflazione: “Accelerare il taglio delle tasse sul reddito su vasta scala nel 2018 potrebbe essere una opzione”, scrive il quotidiano finanziario britannico, che osserva come la frenetica attività legislativa di Renzi abbia subìto un rallentamento nel 2015.

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L’Italia stagna e cresce invece il timore che la nostra economia al palo possa trascinare nel baratro l’intera Unione europea. Dopo El Paìs che ha ribattezzato il Belpaese “la malata d’Europa”, tocca a Le Monde formulare la domanda più difficile: “Perché Matteo Renzi non riesce a raddrizzare l’economia italiana?”.

Il Wall Street Journal lancia l’allarme: Renzi? Un incapace che sta trascinando gli italiani nel baratro. Ma queste cose i Tg mica ce le dicono!!

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Per Ft l’economia stagnante rischia di portare conseguenze pesanti anche nel settore bancario, già vulnerabile e infragilito: “Questo panorama renderà molto più difficile agli istituti di credito superare il problema della grossa quantità di crediti deteriorati (non performing loans, ndr)”. Inoltre “l’aggiunta della deflazione” farà in modo che per l’Italia sarà “più arduo rientrare nei parametri fiscali” ordinati da Bruxelles, e risulterà ugualmente difficoltoso “snellire il debito pubblico”.

Il panico è scattato venerdì 12 agosto, quando sono stati resi pubblici i dati sulla mancata crescita della Penisola, completamente ferma nel secondo quadrimestre nonostante palazzo Chigi auspicasse un aumento dello 0,2%: poca cosa, ma avrebbe fatto la differenza.

ITALIA ZAVORRA D’EUROPA – DOPO ‘EL PAIS’ E ‘LE MONDE’, TOCCA AL ‘WALL STREET JOURNAL’ SPARARE SULL’ECONOMIA DISASTRATA DEL NOSTRO PAESE, E SUL GOVERNO DI RENZI CHE NON RIESCE A FARE NULLA SU CRESCITA ZERO, DEBITO PUBBLICO ALLE STELLE E VULNERABILITÀ DELLE BANCHE: ”L’ITALIA È LA CAUSA DEL MAL DI PANCIA DELL’UNIONE EUROPEA”, E IL REFERENDUM COSTITUZIONALE DIVENTA ‘PIÙ IMPORTANTE DEL VOTO BREXIT’

Esiste una seconda via d’uscita, parallela al forte stimolo che Renzi dovrà dare all’economia attraverso nuove riforme: trattare con Bruxelles un “margine di manovra” che secondo il Financial Times deve essere accordato all’Italia in quanto è già successo per Spagna, Francia e Portogallo. “L’Unione europea deve essere comprensiva” con il governo italiano, e Matteo Renzi sa bene che questa è la soluzione visto che sta per chiedere all’Europa una flessibilità di 10 miliardi di euro.

Ugualmente sconfortanti le cifre della disoccupazione, che ha cominciato nuovamente a salire seppure lievemente: 11,6% contro il 10,1% della media dell’Eurozona. Abissale come sempre la percentuale di giovani italiani senza lavoro: 36,5%, la media dei paesi europei è 20,8%.

La consultazione popolare per il Wsj è addirittura “più importante del voto sulla Brexit” e più cruciale delle riforme economiche e fiscali che Renzi potrebbe mettere in campo: “la politica è la chiave”, scrive il Wsj, “e il referendum marcherà una svolta importante per l’Italia e l’Europa”.

Autore: Gerardo

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