Videogames: Blade Runner 2049

(Genova)ore 12:14:00 del 16/10/2017 - Categoria: , Videogames

Videogames: Blade Runner 2049

D’altra parte, dopo aver posticipato la visione del film a una vacanza con la famiglia, piena dell’estrema empatia che i replicanti possono solo sognare, da ieri sera i miei pensieri sono occupati solo e unicamente dall’odissea dell’Agente K, e non riusci

Anche se può apparire ridondante ribadirlo, considerato lo spazio in cui sto scrivendo, celebrazione assoluta del “più e del meno intellettualmente onesto”, questa non è una vera e propria recensione di Blade Runner 2049. D’altra parte, dopo aver posticipato la visione del film a una vacanza con la famiglia, piena dell’estrema empatia che i replicanti possono solo sognare, da ieri sera i miei pensieri sono occupati solo e unicamente dall’odissea dell’Agente K, e non riuscirei a scrivere di altro.

Vi capirei se scappaste a gambe levate anche da qui, come ho fatto io con gli innumerevoli commenti che mi sono passati di fronte e che, in alcuni casi, ad esempio questo, normalmente avrei fagocitato con incontenibile ingordigia; le mie, però, sono solo le riflessioni di un adoratore di Blade Runner ePhilip K. Dick, uno dei quelli che nei decenni si è sentito quasi scippato di una passione inizialmente approfondita da pochi, prima per il film del 1982, e poi per lo scrittore californiano, oggi annoverati quasi senza eccezioni come la pellicola e l’autore di fantascienza più influenti del XX secolo.

Un giudizio su cui sono pienamente d’accordo, peraltro, ma mi mancano i momenti in cui, con pazienza, mi mettevo a fare proseliti tra chi ancora non aveva letto o non aveva ancora visto ciò che occorreva. Paradossalmente, ora che i proseliti sono milioni e milioni, vorrei parlarne solo io e zittire il frastuono delle voci, come un vero dittatore della cultura sci-fi. Datevi pazienza, è la vecchiaia

Il senso di fedeltà era ulteriormente garantito dalla presenza di parte del cast della pellicola originale. Tornavano infatti l'affascinante Sean Young nei panni di Rachael, Brion James come Leon, l'eccezionale James Hong ancora una volta nelle scarpe del ricercatore Chew, il Tyrell di Joe Turkel e l'indimenticabile JF Sebastian di William Sanderson. Perfino il protagonista, al netto della sua giovane età, ricordava a tratti il ben più maturo Rick Deckard di Harrison Ford.

Nell'incredibile ricostruzione delle atmosfere di Blade Runner a opera dei Westwood Studios, uno dei pochi elementi non impeccabili era la colonna sonora. Per qualche strano motivo lo studio non era riuscito a ottenere i diritti per lo sfruttamento del materiale originale, quello di Vangelis. La soluzione a tale mancanza è stata la reinterpretazione delle musiche da parte di Frank Klepacki, già noto per l'ottimo lavoro svolto con Command & Conquer, Dune e altri titoli made in Westwood.

Il risultato finale è stato piuttosto convincente, al punto da non far rimpiangere troppo l'assenza dei pezzi originali. Un altro aspetto non proprio riuscito era la rappresentazione dei personaggi. Come abbiamo già citato, le figure che popolavano le meravigliose ambientazioni erano state realizzate con la tecnologia Voxel, che per funzionare a dovere richiedeva risorse hardware esagerate per l'epoca. Questo costrinse gli sviluppatori a scendere a compromessi, a discapito della qualità grafica finale.

Parafrasando la celebre battuta di Rutger Hauer, tutto questo potrebbe andare perso per sempre, come lacrime nella pioggia. Già, perché in seguito a un incidente il codice originale è ormai andato perduto e le uniche copie disponibili sono contenute nei 4 CD, sempre meno affidabili, delle rare copie fisiche. Se c'è un titolo che meriterebbe una delle tante operazioni di restauro a cui il mercato attuale ci ha abituati, quello è proprio Blade Runner, un concentrato di passione verso l'opera originale. Un delicato equilibrio tra il desiderio di essere fedeli alla fonte di riferimento e quello di vivere in piena libertà un mondo emotivamente incredibile. Un'avventura in cui, come non mai, il giocatore si sentiva un investigatore le cui azioni potevano avere ripercussioni devastanti sulla vita (o sulla sua perfetta imitazione) dei vari personaggi nel gioco. Una storia in cui lo stesso protagonista poteva imbattersi in verità dall'impatto devastante.

Autore: Gerardo

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