Via il FISCAL COMPACT e l'Italia TORNA A CRESCERE

(Bari)ore 07:10:00 del 03/10/2018 - Categoria: , Economia

Via il FISCAL COMPACT e l'Italia TORNA A CRESCERE

La guerra sui numeri che impazza in questi giorni su Tv e giornali ha un nome ed un cognome: Fiscal Compact.

La guerra sui numeri che impazza in questi giorni su Tv e giornali ha un nome ed un cognome: Fiscal Compact. Di cosa si tratta? Di un trattato intergovernativo, firmato il 2 marzo 2012 per il nostro paese da Mario Monti, con il quale ci impegnavano al pareggio di bilancio e a ridurre il rapporto debito pubblico/Pil di un ventesimo all’anno.

L’Italia subiva le conseguenze del colpo di Stato con il quale era stato fatto cadere l’ultimo governo Berlusconi e, in deroga ai trattati istitutivi dell’Unione (Maastricht e Lisbona), si impegnava a fare pareggio di bilancio, cioè zero spesa a deficit. Il governo Monti – tra il plauso dei media – sottoscrisse quel trattato intergovernativo imponendo la cosiddetta austerità. Anche se nessuno oggi lo ricorda, è per questo che ormai da diversi anni i governi italiani fanno a braccio di ferro con Bruxelles per elemosinare lo “zero virgola” in più. Il Fiscal Compact – ribadiamolo – è un trattato intergovernativo, quindi non rientra formalmente nei trattati dell’Unione Europea. Tuttavia, il secondo comma dell’articolo 2 del trattato – sul punto – è chiarissimo: «Il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati su cui si fonda l’Unione Europea e con il diritto dell’Unione Europea. Esso non pregiudica la competenza dell’Unione in materia di unione economica».

Bene. Se il Fiscal Compact, per sua stessa previsione, è applicabile solo se compatibile con i trattati su cui si fonda l’Unione Europea, va da sé che sia palesemente nullo. Vediamo perché. I trattati istitutivi della Ue, su tutti quello di Maastricht e Giiovanni Triasuccessivamente quello di Lisbona, prevedono che ciascuno Stato possa spendere a deficit nella misura del 3% del rapporto deficit pubblico/Pil. Poco, a dire il vero, ma in linea di principio non è austerità. Vi è di più.

Maastricht e Lisbona prevedono anche che gli Stati possano andare oltre il tetto del 3% quando la spesa a deficit riguarda investimenti produttivi ad alto impatto sul prodotto interno lordo. Una eccezione limitata e temporanea, alla quale hanno fatto ricorso più volte nel corso degli anni Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, senza che nessuno battesse ciglio. L’Italia, invece, dal 2007 in avanti si è (con poche eccezioni) tenuta sotto la soglia del 3%. Il Fiscal Compact, però, in quanto non conforme ai trattati istitutivi della Ue, è nullo – come scriveva qualche anno fa Giuseppe Guarino, e oggi tutti se lo sono dimenticati. Un trattato intergovernativo, che per suo stesso espresso richiamo va applicato finché sia compatibile coi trattati istitutivi dell’Unione, deve essere ritenuto nullo dal governo italiano in quanto non conforme alle fonti del diritto gerarchicamente superiori, cioè i trattati istitutivi.

Stando così le cose, la guerra sui numeri non ha alcun senso. Il Def predisposto dal governo Gentiloni-Padoan aveva previsto, per il 2019, un rapporto deficit-Pil dello 0,8% (corretto allo 0,9%). Il ministro dell’economia dell’attuale governo, Giovanni Tria, vorrebbe fare invece l’1,6%, una soglia più alta ma non sufficiente per portare a compimento le misure più incisive del “contratto di governo”. Che fare, quindi? La decisione è politica e spetta ai due vicepresidenti del Consiglio. Si dovrebbe a nostro avviso procedere con la denuncia unilaterale del Fiscal Compact e tornare – per ora realisticamente – almeno ai parametri di Maastricht. Dall’anno prossimo la musica potrà cambiare. Con un Europarlamento e una Commissione Europea meno invasive si potrà mettere mano anche alla soglia del 3%. Tria o non Tria, qui bisogna iniziare a capire che il ministro dell’economia non può limitarsi a far quadrare conti, altrimenti ci saremmo tenuti Monti e Padoan. Nell’anno del referendum costituzionale, Renzi portò il rapporto deficit-Pil al 2,5% dando agli insegnanti e ai diciottenni la mancetta elettorale dei 500 euro per i concerti. Una misura fatta solo per strappare qualche consenso. Salvini e Di Maio vorrebbero invece arrivare poco sotto il 3% per ridurre le tasse alle partite Iva, abbassare un po’ l’età pensionabile e ridare dignità a chi resta senza lavoro o lo sta cercando. Se rinunciano a questo inizieranno a perdere consensi. Rinunciare al proprio bilancio di Stato significa rinunciare ad essere uno Stato. Bisogna avere coraggio e cominciare a fare l’interesse nazionale. Questo si aspettano gli italiani da un governo sovranista.

Da: QUI

 

Autore: Gerardo

Notizie di oggi
Italia a RISCHIO RECESSIONE, ma ai nostri parlamentari non interessa
Italia a RISCHIO RECESSIONE, ma ai nostri parlamentari non interessa
(Bari)
-

ITALIA A RISCHIO RECESSIONE - Lo spettro della crisi economico-finanziaria torna a farsi vivo in Europa.
ITALIA A RISCHIO RECESSIONE - Lo spettro della crisi economico-finanziaria torna...

Reddito di cittadinanza? Boom di beneficiari IRREGOLARI (70%)
Reddito di cittadinanza? Boom di beneficiari IRREGOLARI (70%)
(Bari)
-

REDDITO DI CITTADINANZA BENEFICIARI IRREGOLARI - Dall’Inps, informalmente, fanno sapere che dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto 3mila furbetti che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza, ma nonostante questo continuavano a lavorare
REDDITO DI CITTADINANZA BENEFICIARI IRREGOLARI - Dall’Inps, informalmente, fanno...

Conti Correnti Svizzeri a rischio: chiesti i NOMI degli italiani a UBS
Conti Correnti Svizzeri a rischio: chiesti i NOMI degli italiani a UBS
(Bari)
-

CONTI CORRENTI SVIZZERI A RISCHIO PER GLI ITALIANI - Tempi bui per i contribuenti che detengono un conto corrente in Svizzera.
CONTI CORRENTI SVIZZERI A RISCHIO PER GLI ITALIANI - Tempi bui per i...

Legge 104 bonus 1900 euro in arrivo: tutti i dettagli
Legge 104 bonus 1900 euro in arrivo: tutti i dettagli
(Bari)
-

LEGGE 104 BONUS 1900 EURO - Bonus dell’ importo di 1900 euro per coloro che assistono familiari disabili o anziani con più di 80 anni.
LEGGE 104 BONUS 1900 EURO - Bonus dell’ importo di 1900 euro per coloro che...

In Italia il DIESEL piu' caro d'Europa: quasi 1,50 euro a litro
In Italia il DIESEL piu' caro d'Europa: quasi 1,50 euro a litro
(Bari)
-

ITALIA, CARO DIESEL - In Italia si paga il diesel più caro d’Europa.
ITALIA, CARO DIESEL - In Italia si paga il diesel più caro d’Europa. Lo dice una...



Giornale di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Giornale di Oggi - Tutti i diritti riservati