UFO e FASCISMO: un Disco Volante spavento' Mussolini! FOTO E VIDEO

(Torino)ore 23:07:00 del 23/03/2017 - Categoria: , Cultura, Curiosità

UFO e FASCISMO: un Disco Volante spavento' Mussolini! FOTO E VIDEO

Quando ancora non esisteva la definizione di Ufo, un velivolo non identificato si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, al confine tra Piemonte e Lombardia. Era il 13 giugno 1933 e a Vergiate, in provincia di Varese, non distante dall’aeroporto di Malpen

Quando ancora non esisteva la definizione di Ufo, un velivolo non identificato si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, al confine tra Piemonte e Lombardia. Era il 13 giugno 1933 e a Vergiate, in provincia di Varese, non distante dall’aeroporto di Malpensa, restarono a terra non solo i rottami dell’«aeromobile» ma anche i corpi dei due piloti. 

Del primo caso «ufologico» in Italia si sa poco: il regime fascista secretò subito la vicenda - un dispaccio dell’agenzia Stefani di carattere «riservatissimo» lo testimonia -, di cui però continuò a occuparsi un ufficio, il Gabinetto RS/33, di cui faceva parte anche Guglielmo Marconi. A provare a dissolvere la nebbia di mistero che avvolge il fatto è stato Roberto Pinotti, fondatore e segretario del Centro ufologico nazionale. Nel convegno «Ufologia», che si è tenuto, guarda caso, sul Lago Maggiore, ad Arona, ha spiegato che «i resti dell’Ufo, che nei disegni viene descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, a lungo studiati. Si sa che erano alti 1,80, avevano capelli e occhi chiari».

L’Ufo di Hitler che spaventava Mussolini….

Negli anni Trenta diversi Ufo sarebbero stati avvistati sulla nostra penisola e il Duce avrebbe addirittura voluto la creazione di un apposito istituto di ricerca e sorveglianza, il Gabinetto RS33, di cui avrebbe fatto parte perfino Guglielmo Marconi. Lo sostiene da anni il documentarista ufologo Roberto Pinotti ma senza supporti scientifici, a parte un dispaccio dell’agenzia Stefani di carattere «riservatissimo» di cui c’è traccia (figura a destra in alto).  In questi giorni  – racconta La Stampa  – lo stesso Pinotti, fondatore e segretario del Centro ufologico nazionale, nel convegno «Ufologia», sul Lago Maggiore, ad Arona, ha spiegato che i resti dell’Ufo caduto il 13 giugno del ’33 nel Varesotto, «che nei disegni viene descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, a lungo studiati. «Si sa che erano alti 1,80, avevano capelli e occhi chiari», dice Pinotti.  Secondo quanto riporta La Stampa nel convegno sarebbe emerso che il Duce credette alla tesi dell’Ufo nazista, «al punto che pensò che sarebbe stato opportuno allearsi con una potenza militare come quella della Germania nazista, capace di produrre un velivolo mai visto prima, piuttosto che averla come nemica». E quel disco caduto e ritrovato? Sarebbe stato preso e portato negli Sttai Uniti, negli anni ’50, forse nella famigerata Area 51.

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Autore: Gerardo

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