Tutelare il verde, la parola d'ordine per i sindaci di Belluno

PONTE NELLE ALPI (Belluno)ore 12:18:00 del 28/06/2014 - Categoria: Cultura, Curiosità

Tutelare il verde, la parola d'ordine per i sindaci di Belluno

Per i politici costruire e urbanizzare era la parola d'ordine fino a poco tempo fa, ma ha vinto che è andato in controtendenza

Attenti al territorio, rispettosi del verde, preoccupati di mantenere inalterato l'ambiente circostante. In un'Italia cementificata, in cui il grigio cemento regna sovrano alternato dal rosso mattone, c'è ancora qualcuno che preferisce... il verde. Non sono i colori della Politica, ma quelli della realtà del Belpaese. La Natura, per qualche sindaco dello Stivale, è ancora un valore da tutelare, un bene da custodire. A dirlo sono le principali associazioni ambientaliste ed ecologiste del Paese oltre alle graduatorie che tengono in considerazione lo smaltimento dei rifiuti e l'urbanizzazione del suolo pubblico. Una classifica che rispecchia anche i luoghi migliori in cui vivere? Potrebbe anche essere, ma non è detto che sia così. Se vi piace il caos, la movida e la mondanità, sappiate che qui siete fuori strada. In cima alla graduatoria infatti c'è Ponte nelle Alpi, paesino di 8.000 anime nella Provincia di Belluno, che a sua volta è la migliore d'Italia in quanto a salubrità di ambiente e territorio.

Qui non si sgarra, Boschi e prati sono una risorsa che mantiene vivo il turismo, il commercio, l'agricoltura e la pastorizia. E nessuno si sogna di mandare in fumo un'economia tanto florida, che non a caso vive attorno ai fasti di Cortina d'Ampezzo. Al Sud la città migliore è Salerno, anche se man mano che si scende nello Stivale e più emergono i drammi di un'Italia per l'ennesima volta spaccata in due. Questione di mentalità, e di come i governanti sono in grado di trasferirla ai propri cittadini. Dove mancano i buoni esempi, il territorio è stato dilaniato ed il verde annientato. Le realtà piccole sono quelle che hanno più a cuore il loro territorio. In qualche caso è anche più semplice agire in fase di controllo e prevenzione rispetto alle metropoli, che al giorno d'oggi paiono ormai fuori controllo.

Tra i comuni sopra i 10 mila abitanti si distinguono per il Nord, Zero Branco (TV), al Centro Serravalle Pistoiese (PT) e al Sud il Comune di Monte di Procida (NA) e per quelli con meno di 10 mila abitanti vincono Sant’Orsola Terme (TV) per il Nord, Montelupone (MC) per il centro e per il Sud Casal Velino (SA).

In termini di Regioni, inutile dire che il Nord... straccia il Sud. Anche in questo caso, ci sono zone dell'Italia che hanno saputo interpretare montagne, sentieri, spiagge e mare come un conto in banca soltanto da rimpinguare. Altre invece hanno abbandonato anche questa possibilità. Pace all'anima loro. Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le Regioni con la più alta concentrazione di Comuni attenti al territorio. Seguono Marche, Lombardia e Piemonte e la Campania all’ottavo posto, prima Regione del Sud.

Ma sono le grandi città a preoccupare maggiormente. Solo sei città capoluogo di provincia sono Riciclone (oltre il 65% dei rifiuti raccolti viene riutilizzato), due al sud e quattro al nord. Appena il 5% del totale. Nessuna oltre i 200 mila abitanti. E gli altri 17,5 milioni di cittadini che risiedono negli altri 100 capoluoghi d’Italia? La spaccatura non è più tra un’Italia virtuosa nel Nord e una in ritardo nel Centro-Sud, ma tra comuni piccoli e virtuosissimi e località immobili, a partire da tutte le maggiori città. Torino, Roma, Milano e Napoli sono rimaste indietro anni luce. Pensavano di essere avanti quando si urbanizzava, ed ora stanno scoprendo di aver dilapidato l'ambiente.

Autore: Albertone

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