Troppo caldo a lavoro: cosa dice la legge?

(Cagliari)ore 11:05:00 del 30/07/2019 - Categoria: , Lavoro

Troppo caldo a lavoro: cosa dice la legge?

Cosa succede se al lavoro fa troppo caldo? Il lavoratore può rifiutarsi di lavorare? Vediamo cosa prevede la legge a tutela dei lavoratori.

LAVORARE CON TROPPO CALDO - La legge in ambito lavoro prevede dei requisiti specifici per i locali chiusi che comprendono anche la temperatura degli ambienti. Il datore di lavoro, secondo il codice civile, tra l’altro, è obbligato a tutelare la salute psicofisica dei dipendenti permettendo loro di svolgere le proprie mansioni in ambienti salubri.

Un decreto del 2008, tra l’altro, fissa i criteri del microclima del posto di lavoro specificando che i locali di lavoro debbano avere una temperatura “adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto dell’influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità e il movimento dell’aria concomitanti.”Sempre nel decreto si legge che “Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”.

LAVORARE CON TROPPO CALDO - Gli obblighi per il datore di lavoro, in base a questa normativa, sono molto generici e non parlano nello specifico di quella che deve essere la temperatura ottimale sul luogo di lavoro.

A fissare, però, delle temperature di massima per i luoghi di lavoro è un vecchio DPR 128/1959 – art. 281 che stabilisce quelli che sono i riferimenti legislativi per la valutazione degli ambienti di lavoro per Cave e Torbiere stabilendo che “In estrema sintesi, sono definite una temperatura massima di 30-32°C, considerata compatibile con l’esecuzione di attività della durata di 8 h/giorno ed è invece vietata la normale attività al superamento dei 35°C”.

Non ci sono, quindi, normative univoche per le temperature degli ambienti di lavoro e, quindi, non sembra legale astenersi dal lavoro per il troppo caldo fermo restando l’obbligo, per il datore di lavoro, di fare tutto quello che è nelle sue possibilità per rendere più agevole il lavoro dei propri dipendenti.

LAVORARE CON TROPPO CALDO - Il Microclima nel T.U. sulla salute e sicurezza sul lavoro

Anche il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, D. lgs 81/2008, impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici, fra cui il microclima.

Questi infatti possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, sia nell’immediato che nel lungo periodo.

In tal senso quindi il datore di lavoro, nel redarre il DVR, documento per la valutazione dei rischi, deve tener conto anche del fattore microclima sul luogo di lavoro, sia che si tratti di un ambiente di lavoro troppo freddo, sia se al lavoro fa troppo caldo.

Sentenza della Cassazione sul microclima a lavoro

Anche la Cassazione ha riconosciuto al lavoratore il diritto di astenersi dal lavoro senza perdere il diritto alla retribuzione nel caso di temperature proibitive.

Nell’ultima sentenza disponibile risalente al 2015, la Cassazione si è pronunciata in merito ad un caso di alcuni lavoratori che a causa del freddo eccessivo si erano astenuti dal lavoro.

Per gli Ermellini era stata legittima l’astensione dal lavoro, in quanto riconducibile alla impossibilità di eseguire la prestazione lavorativa dovuta alla temperatura troppo bassa nell’ambiente di lavoro.

Pertanto i lavoratori avevano il diritto ad essere retribuiti, anche senza aver effettuato la prestazione lavorativa.

Cassa Integrazione per caldo o freddo eccessivi

Anche l’INPS ha previsto la possibilità per le aziende di ricorrere alla Cassa Integrazione Ordinaria nel caso di eccessive temperature.

La CIG in edilizia ad esempio può essere richiesta nelle condizioni climatiche più critiche cioè quando il caldo o il freddo sono proibitivi.

La CIG infatti viene riconosciuta dall’Inps per il lavoro con temperature superiori ai 34 gradi.

Cosa fare se al lavoro fa troppo caldo

In conclusione il lavoratore, nel caso in cui a lavoro fa troppo caldo, può andare via e chiedere un permesso se:

  • il caldo eccessivo è dovuto a malfunzionamenti degli impianti di climatizzazione;
  • se il caldo è dovuto a eventi atmosferici eccezionali.

Nel caso in cui il lavoratore è obbligato a lavorare nonostante le alte temperature, ci sono comunque norme e prassi da seguire per evitare danni alla propria salute.

Proprio in questi giorni l’INAIL e il Ministero della Salute hanno rilasciato un’utile guida sui buoni comportamenti da seguire quando si è costretti a stare a lavoro nonostante le temperature eccessivamente calde.

Nell’opuscolo, che trovate a fondo articolo, si trovano ottimi consigli sulle situazioni che potrebbero verificarsi nei luoghi di lavoro quando il caldo è eccessivo. Ad esempio:

  • Cosa fare in caso di colpo di calore del lavoratore;
  • cos’è lo stress termico nei luoghi di lavoro;
  • chi sono i lavoratori a rischio;
  • quali sono i fattori di rischio.
Autore: Gerardo

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