Trieste: la vergogna del fisco è senza fine!

TRENTO ore 13:14:00 del 26/03/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce, Economia - Fisco

Trieste: la vergogna del fisco è senza fine!

. I dipendenti pubblici disonesti continueranno a timbrare per poi occuparsi di altro invece di lavorare, i politicanti continueranno a ciarlare con l'obiettivo di tirare alla fine legislatura e i magistrati continueranno a lamentare mancanza di mezzi per

Questo Paese di lerciume dovrebbe chiedere scusa al signor Stefano Karis per l'assurda vessazione, ma siccome rimane un Paese di **** non lo farà. In compenso le nostre città continueranno ad essere infestate da clandestini dediti ad ogni infrazione delle nostre leggi, forti di un'impunità assoluta. I dipendenti pubblici disonesti continueranno a timbrare per poi occuparsi di altro invece di lavorare, i politicanti continueranno a ciarlare con l'obiettivo di tirare alla fine legislatura e i magistrati continueranno a lamentare mancanza di mezzi per far funzionare la giustizia. Le navi continueranno a raccogliere clandestini in cerca di sussidio rubato agli italiani, che continueranno a vedersi taglieggiati da tasse e imposte per mantenere i privilegi acquisiti dai soliti parassiti di stato.

Una comprensibile reazione alla follia fiscale.

All'imprenditore è arrivata una contestazione per aver battuto uno scontrino da 1 euro, invece che da 1,10 euro, come sarebbe dovuto essere. E ora rischia di perdere il bar

Su Facebook il titolare del bar ha pubblicato la foto del verbale, corredata da un commento amaro in dialetto veneto: "Verbale della finanza perché ho battuto un scontrino di 1€ invece che 1,10 € perché el caffè iera deca. Ma con quel che succedi in sto Paese, vendo bar per due euro e vado via da questo Paese di merda".

Senza ascoltare l'urlo della crisi. La direttrice dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, aveva detto che "chi non collabora conoscerà il lato oscuro degli accertamenti".

E il lato oscuro è proprio quello che ha colpito il Bar Gianni di Trieste e il suo titolare, Stefano Karis. Una vicenda che ha i contorni dell'assurdo. All'imprenditore, infatti, è arrivata una contestazione per aver battuto uno scontrino da 1 euro, invece che da 1,10 euro, come sarebbe dovuto essere. Insomma, per errore ha scritto sullo scontrino appena 10 centesimi di caffè in meno. E così è arrivata la mannaia del Fisco. Forse l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza pensavano che per colpa di quei 10 centesimi dichiarati i conti dello Stato sarebbero andati in malora.

L'ennesima, tremenda ingiustizia del Fisco. Che colpisce piccoli e grandi imprenditori senza alcuna intransigenza.

Karis, da parte sua, prova a instaurare una battaglia contro i mulini a vento. Si è difeso, spiegando di aver premuto per errore il tasto “caffè” (1 euro) della cassa al posto di “decaffeinato” (1,10 euro). Niente da fare. I finanzieri hanno scritto il verbale, facendo scattare la multa controp il commerciante. Infatti, se l’Agenzia delle Entrate deciderà di punire fino in fondo, il titolare del bar rischia la sospensione della licenza, sanzione amministrativa di 516 euro e l'obbligo di chiusura del negozio.

Autore: Gerardo

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