The Walking Dead No Man's Land, provato

(Firenze)ore 15:03:00 del 09/04/2017 - Categoria: , Videogames

The Walking Dead No Man's Land, provato

Nel primo caso, il gioco si comporta come praticamente ogni altro appartenente alla categoria dei base building: attraverso una visuale a volo d'uccello bisogna costruire le varie strutture, potenziarle e sfruttarle per migliorare le caratteristiche e l'e

A cominciare dal logo dell'applicazione, The Walking Dead: No Man's Land lascia intendere un ruolo da protagonista assoluto per Daryl Dixon, uno dei personaggi più amati della serie TV: in realtà si limita a fungere da cicerone durante le primissime fasi di tutorial, ed esaurito questo compito scompare letteralmente dalle scene senza farvi più ritorno. Fortunatamente, la sensazione di essere stati presi un po' per i fondelli viene sostituita ben presto da quella di trovarsi di fronte a uno strategico magari non originalissimo ma competente in ogni suo aspetto, che non si limita ad adagiarsi sugli allori di un nome altisonante. L'utente deve guidare un manipolo di persone nella loro lotta per la sopravvivenza, dividendosi tra la gestione del campo base e il comando delle singole unità durante le varie missioni. Nel primo caso, il gioco si comporta come praticamente ogni altro appartenente alla categoria dei base building: attraverso una visuale a volo d'uccello bisogna costruire le varie strutture, potenziarle e sfruttarle per migliorare le caratteristiche e l'equipaggiamento dei personaggi, il tutto ricordandosi periodicamente di raccogliere le risorse che vengono prodotte.

La natura free to play di The Walking Dead: No Man's Land emerge prepotentemente in questo ambito, con costi di realizzazione delle varie operazioni e relativi tempi di attesa che si fanno via via sempre più elevati e costringono l'utente a un pesante "grind" o a mettere mano al portafogli acquistando pacchetti dell'immancabile valuta in-game. Niente di peggio di quanto già visto in titoli analoghi comunque, con la possibilità offerta anche qui di guadagnare preziose ricompense guardando filmati promozionali, spesso e volentieri relativi proprio alla serie televisiva stessa.

 

UNA SPOLVERATA DI X-COM

Non sono questi gli unici richiami alle avventure di Rick Grimes e soci: la storia alla base del gioco (anche se molto semplice e messa decisamente in secondo piano) viaggia su un binario parallelo, andando a toccare tematiche e luoghi che solleticheranno senza dubbio l'interesse dei fan e che qui non citiamo per non incorrere in potenziali spoiler per tutti coloro che non fossero in pari con le puntate.

Durante le missioni, poi, The Walking Dead: No Man's Land si dimostra una sorta di XCOM all'acqua di rose tutt'altro che disprezzabile: la gestione dei movimenti dei personaggi è del tutto simile alla collaudatissima formula del titolo Firaxis (anche se con qualche imprecisione dal punto di vista dell'interfaccia e del sistema di controllo) ma il ventaglio di azioni eseguibili è molto più limitato e soprattutto legato a doppio filo con la classe di appartenenza delle varie unità, con i tiratori ad esempio che possono colpire più bersagli in fila, gli esploratori che sono letali nel corpo a corpo con i loro coltelli e i picchiatori che infliggono meno danno ma possono lasciare storditi gli avversari. Evidentemente consapevoli di non poter contare su una grandissima profondità strutturale, gli sviluppatori di Next Games hanno puntato forte su un fattore di imprevedibilità che in effetti funziona piuttosto bene: ogni tot numero di turni il campo di battaglia viene invaso da nuovi zombie, e non mancano apparizioni a sorpresa di vaganti che possono sbucare da sotto un'auto o da un cassonetto dell'immondizia, costringendo l'utente a cambiare rapidamente strategia. Il tutto in un contesto nel quale l'obiettivo principale di gran parte delle missioni non è quello di eliminare tutti i nemici, bensì di raccogliere determinati oggetti o provviste e raggiungere la zona di fuga designata con meno perdite possibili: un gradevole cambio di prospettiva rispetto alla media degli strategici mobile, che in qualche modo funge da contraltare all'originalità davvero minima del prodotto. Non guasta infine il fatto che dal punto di vista tecnico The Walking Dead: No Man's Land si difenda abbastanza bene: la grafica è funzionale e definita e il sonoro più che dignitoso, mentre fanno storcere un po' il naso solo alcune infelici scelte stilistiche e un caricamento iniziale dell'applicazione non propriamente fulmineo.

Autore: Sasha

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