Terremoto Centro Italia: PAESE FINITO

(Rieti)ore 17:50:00 del 28/01/2017 - Categoria: , Ambiente, Cronaca, Denunce

Terremoto Centro Italia: PAESE FINITO

LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE È CHE NON RISULTANO VITTIME MA I DISAGI SONO ENORMI: PAURA TRA LA POPOLAZIONE, IMPRATICABILITÀ DELLE STRADE, STRUTTURE E STALLE CROLLATE SOTTO IL PESO DELLA NEVE, COLLEGAMENTI FERROVIARI INTERROTTI.

La solidarietà degli italiani non può essere fermata dalla lentezza e dalla burocrazia dello stato che mette a repentaglio in questo modo la vita dei cittadini!

OGGI NEL CENTRO ITALIA LA TERRA È TORNATA A TREMARE VIOLENTEMENTE, A RIPETIZIONE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE LE ABBONDANTI NEVICATE CHE DA GIORNI FLAGELLANO QUEI TERRITORI E LA CUI PORTATA È STATA PALESEMENTE SOTTOVALUTATA. LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE È CHE NON RISULTANO VITTIME MA I DISAGI SONO ENORMI: PAURA TRA LA POPOLAZIONE, IMPRATICABILITÀ DELLE STRADE, STRUTTURE E STALLE CROLLATE SOTTO IL PESO DELLA NEVE, COLLEGAMENTI FERROVIARI INTERROTTI.

Questo è un ulteriore, durissimo, colpo per quei cittadini che già da 5 mesi vivono per con frustrazione per aver perso tutto mentre la macchina dello Stato non si sta rilevando all’altezza di gestire questa emergenza: sfollati abbandonati a loro stessi, pendolarismo forzato per i lavoratori, allevatori allo stremo a causa del gelo, burocrazia farraginosa, rimpalli di responsabilità, lentezza nelle operazioni di abbattimento e di messa in sicurezza delle strutture, personale amministrativo a tutt’oggi in molti casi insufficiente. Siamo in piena emergenza ma il Governo si sta muovendo come se le criticità fossero di poco conto o risolvibili in poco tempo. Invece no, sappiamo già che ci vorranno anni per riportare quelle terre alla normalità ma se la macchina dell’emergenza e della ricostruzione non comincia a correre i tempi si dilateranno. Non possiamo permetterci di stare dietro ai tempi giurassici della burocrazia e all’incapacità di chi non sa amministrare la cosa pubblica.

Di fronte a questa situazione drammatica gridano vendetta i dati che ci ha fornito la Ragioneria dello Stato sui trasferimenti contenuti nel Decreto terremoto del 2016 per le aree colpite dal sisma. Quei soldi fino ad ora sono arrivati ai ministeri competenti e sono già a disposizione della struttura commissariale, quella che dovrebbe iniziare a funzionare a febbraio. Per la fase emergenziale ancora non si è vsta neppure una lira.

Ecco qui i fondi capitolo per capitolo:

I fondi destinati allo svolgimento dell’anno scolastico 2016/2017 al Miur (5 milioni) e quelli destinati al programma infrastutture ambientali per l’anno 2016 (3 milioni) non sono ancora stati spesi.

I fondi destinati all’indennità per lavoratori dipendenti (124,5 milioni) e lavoratori autonomi (134,8 milioni) per il solo 2016 sono fermi per via della predisposizione della convenzione con il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali.

I fondi destinati alle assunzioni a tempo determinato nei comuni per il 2016 (1,8 milioni) non sono ancora arrivati al Ministero dell’Interno.

I fondi destinati al parco mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per il 2016 (5 milioni) sono fermi al Ministero dell’Interno.

Invece alla struttura del Commissario alla ricostruzione, Vasco Errani, sono arrivati i fondi del 2016 (3 milioni) – per la struttura Commissario e relativo personale – e i 200 milioni destinati all’Istituzione del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici che, però, saranno utilizzati solo una volta chiusa la fase emergenziale.

Che la macchina dello Stato sia praticamente impantanata ce lo conferma anche il question time che abbiamo presentato oggi alla Camera, durante il quale la deputata Laura Castelli ha chiesto al governo come sono stati spesi i 28 milioni di euro in donazioni raccolti fino a questo momento dal Dipartimento della Protezione Civile per le popolazioni colpite dal terremoto. La risposta è che quei soldi, che avremmo potuto già utilizzare per aiutare gli sfollati e per le emergenze più impellenti, sono ancora fermi: si deve aspettare la chiusura della raccolta, prevista per il 29 gennaio perché così prevede il protocollo stipulato con le società di telefonia che raccolgono gli sms solidali. Una volta chiusa la raccolta poi, la Protezione Civile provvede a valutare il possibile utilizzo di quei fondi in accordo con le Regioni coinvolte e successivamente la proposta emersa viene affidata al parere di un comitato dei garanti. Solo alla fine di questo giro infinito i soldi possono essere utilizzati.

Non accettiamo più che il governo si nasconda dietro alle lungaggini e alle lentezze della burocrazia. Lui ha il coltello dalla parte del manico e lui può decidere quanto e come accelerare le procedure.

La solidarietà degli italiani non può essere fermata dalla lentezza dello Stato, che arriva sempre in ritardo.

M5S: ECCO DOVE SONO FINITI I SOLDI DELLE DONAZIONI VIA SMS PER I TERREMOTATI – IL VIDEO CHE LI SPUTTANA

[video]

Autore: Alberto

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