Sussidi disoccupazione: traguardo vicino in Italia

MATERA ore 12:19:00 del 01/12/2014 - Categoria: Denunce, Editoria, Lavoro, Politica, Sociale

Sussidi disoccupazione: traguardo vicino in Italia

Sussidi disoccupazione: traguardo vicino in Italia | L'analisi di Italianosveglia

In questi anni si sta tanto parlando di dare dei sussidi ai disoccupati italiani che più di tutti stanno soffrendo la depressione economica. Il traguardo non è lontano ma neanche semplice. Ci sono forze politiche che discutono di tutto e di niente, perdendo tempo e facendo, così, andare in rovina i nostri giovani. Analizziamo la situazione in altri stati europei, come ad esempio la GerMania o l’Inghilterra, che su questo punto sono molto, ma molto più sviluppati di noi.

Ci sono vari motivi. Innanzitutto ci sono piú industrie / ditte / servizi che in certe parti dell'Italia, quindi automaticamente ci sono piú lavori. Poi c'é MOLTO meno lavoro in nero. Inoltre dato che piú gente lavora (e ci riferiamo a lavori in regola, non in nero), piú gente paga le tasse, di conseguenza ci si puó permettere di potere dare aiuto ai disoccupati. In paesi come la Germania i giovani che non studiano devono fare un tirocinio per imparare un mestiere, quindi anche chi non ha delle grandi qualifiche un mestiere lo sa comunque svolgere. Per imparare il mestiere si impiegano due o tre anni (dipende da che tipo di mestiere impari... il tirocinio per diventare meccanico é ovviamente piú lungo che per diventare cassiere di un supermercato), durante i quali si é pagati (ma molto poco). E’ comunque un modo per incentivare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro. E, ovviamente, se hai fatto un tirocinio di un paio di anni di esperienza lavorativa ne hai, quindi trovare lavoro é piú facile (il problema principale dei giovani in Italia é che nessuno li assume dato che esperienza non ne hanno). Chi va a all'università fa spesso un semestre di esperienza lavorativa, quindi anche rispetto ai neolaureati italiani, i neolaureati tedeschi hanno un bel vantaggio: minimo 6 mesi di esperienza lavorativa. 

In Inghilterra é un po' diverso ma fare la prima esperienza lavorativa non é difficile come in Italia - chi non riesce a farla in Inghilterra va spesso all'estero a farla (tantissimi inglesi fanno un gap year, durante il quale fanno spesso volontariato, stage, esperienze lavorative). Un altro motivo é che in tanti paesi all'estero il lavoro viene dato per merito e non tramite raccomandazioni. Quindi se hai delle buone qualifiche, capacitá ed esperienze hai piú possibilitá che in Italia, dove prima di tutto si guardano le raccomandazioni. Poi ci sono delle ragioni "culturali". Ad esempio, in Inghilterra e in Germania é molto strano vivere con i genitori oltre i 18 massimo 20 anni. E per andare a vivere da soli bisogna trovare lavoro (e spesso iniziare a mettere da parte dei soldi quando si vive ancora con i genitori), quindi tanti giovani stranieri vanno a fare lavori che magari un italiano non considererebbe (tipo il crew al McDonald's o al Burger King oppure distribuiscono i giornali la mattina o fanno volantinaggio) pur di potersi pagare l'affitto. E dato che iniziano a fare tali lavori da molto giovani (spesso anche a 16 anni), quando hanno giá 20 anni hanno magari giá 4 anni di esperienza lavorativa, quindi trovare lavoro é piú facile che per un ventenne italiano che di esperienza lavorativa non ne ha. 

Il problema dell'Italia sono gli italiani e la legge. Solamente il fatto di assumere qualcuno e non poterlo licenziare quando ti pare è uno dei motivi per cui non si assume nessuno, soprattutto in tempo di crisi. In Svizzera il datore di lavoro può licenziarti quando ti pare, e questo permette all'imprenditore di avere una certa sicurezza che anche se le cose vanno male di potersi liberare di te. E allora la gente assume... Inoltre gli italiani sono egoisti. Ogni imprenditore vuole personale con esperienza, ma nessuno mette a disposizione risorse per formare i giovani, tanto ci pensa qualcun'altro. Il risultato è che nessuno ha esperienza, e tutti ne cercano. Un altro problema sono gli stipendi estremamente bassi dell'Italia che spinge tutte le menti ad emigrare in paesi in cui dell'innovazione si è fatta una priorità, lasciando l'Italia indietro tecnologicamente, il che crea un sacco di disoccupati visto che nel terzo mondo si produce a prezzi molto più bassi. Ma porca miseria, non è possibile che un ingegnere prenda soli 2000 euro al mese ( e deve andargli anche bene )... 

In Italia c’è solo un fenomeno: il “Magna magna”. Questi paesi europei hanno un'economia forte basata su un'industria competitiva non sono come l'Italia in cui più del 50% della ricchezza è prodotta dai servizi e quindi dal settore terziario ed è stata una fortuna per l'Italia non cadere come la Grecia dove li le famiglie a stento riescono a dar da mangiare ai figli. Ebbene si succede e potrebbe succedere anche da noi se investissimo sulle industrie e imitassimo i modelli economici della Germania le cose andrebbero meglio. Dovremmo anche eliminare una volta per tutte il divario da nord e sud e incentivare giovani e la ricerca tagliare dove si può e non tagliare nelle cose importanti come le scuole,gli ospedali,le vie di trasporto ect che già fanno schifo.

Autore: Gerardo

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