Stipendi italiani: cosa conoscere

(Firenze)ore 09:04:00 del 03/10/2016 - Categoria: Denunce, Economia, Editoria

Stipendi italiani: cosa conoscere

Un dato in linea con quanto evidenziato dall’Ocse che colloca i nostri lavoratori al 9° posto tra i 15 Paesi della zona Euro, nella stessa posizione dell’anno precedente. 

 

Il Database di JobPricing è costituito da circa 250mila profili retributivi relativi a lavoratori dipendenti di aziende private, raccolti durante il 2014, 2015 e il 1° semestre del 2016. Qui il rapporto completo.

I lavoratori occupati nel Nord guadagnano di più rispetto ai lavoratori del Centro Italia(+4.4%) e soprattutto a quelli del Sud e Isole (+17.9%). Il mercato evidenzia una disparità di retribuzioni tra uomini e donne: il gap di genere è pari al 11.6% a favore degli uomini, che guadagnano in media quasi 3.200 euro in più delle colleghe.

Su 13 mensilità di stipendio, un Operaio guadagna mediamente 1.349 Euro netti al mese, un Impiegato 1.653 Euro, un Quadro 2.544 Euro e un Dirigente 4.129 Euro. Su 14 mensilità di stipendio, il percepito medio netto di un Operaio è di 1.253 Euro, quello di un Impiegato 1.535 Euro, quello di un Quadro 2.2362 Euro e quello di un Dirigente 3.834 Euro.

 

Un’analisi dell’Osservatorio JobPricing rivela che un lavoratore dipendente in Italia percepisce una retribuzione annua lorda media di 29.176 euro. Un dato in linea con quanto evidenziato dall’Ocse che colloca i nostri lavoratori al 9° posto tra i 15 Paesi della zona Euro, nella stessa posizione dell’anno precedente. Un impiegato di Parigi, di Helsinki o di Dublino guadagna più del suo collega italiano.

L’Italia si posiziona dopo i principali Paesi della zona Euro come Francia e Germania, con un distacco significativo anche dall’Irlanda e solo poco prima della Spagna, due Paesi che hanno subito in maniera significativa gli effetti della recessione del 2008.

Il cuneo fiscale italiano fa sì che gli stipendi dei lavoratori dipendenti, considerati al netto dellatassazione, ci portino agli ultimi posti della classifica. Detto ciò l’unica soluzione possibile, sarebbe quella di tagliare le tasse sul lavoro, come hanno fatto altri paesi Ue.

Autore: Samuele

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