Statue sacre rimosse da scuola pubblica: LAICISMO SENZA LIMITI PER RISPETTARE I MUSULMANI

(Palermo)ore 10:34:00 del 30/11/2017 - Categoria: , Cronaca, Denunce, Sociale

Statue sacre rimosse da scuola pubblica: LAICISMO SENZA LIMITI PER RISPETTARE I MUSULMANI

Siamo arrivati al punto che i crocifissi e le madonnine è bene stiano dove sono perché alcuni cittadini soffrono come fossero sotto tortura a non vederli più.

RISPETTARE I MUSULMANI

Siamo arrivati al punto che i crocifissi e le madonnine è bene stiano dove sono perché alcuni cittadini soffrono come fossero sotto tortura a non vederli più. Intanto la Sicilia e non solo, sprofonda nella mafia più bieca e sono proprio i mafiosi che adorano processioni, baci e genuflessioni su piedi lignei, statuette improbabili, icone frettolosamente ripulite con straccetti. Per non essere da meno i novatori che avanzano, come già i francesi di Bonaparte o i garibaldini, baciano avidamente pure San Gennaro... A questa umanità, diversamente abile in civismo, magari si può anche concedere qualche appagante devozione. Tuttavia in questa Italia corrosa da malanni ancora più beceri e pesanti, questa singolar tenzone di cattolici devoti contro supposti eretici o laici spergiuri è assolutamente patetica e degno omaggio al teatro dei pupi che viene orchestrato ogni giorno sugli scranni di Montecitorio o dal Quirinale.

Passerà alla storia come lo scisma di Palermo quello che si sta consumando nel capoluogo siciliano a causa della decisione del dirigente dell’istituto Ragusa Moleti di togliere dalla scuola le statue della Madonna e di Gesù Cristo oltre alle immagini dei Papi. In queste ore la città si è divisa sulla decisione di Nicolò La Rocca a colpi di raccolte firme. Da una parte i cattolici e molti genitori dall’altra i laici e molti presidi a difesa del collega.

Ieri è stata lanciata una petizione online sulla piattaforma “Citizen go” per chiedere che sia immediatamente ritirata la circolare che bandisce le immagini sacre e le preghiere dei bambini prima di mangiare. Un’iniziativa che nel giro di ventiquattr’ore ha raccolto più di diecimila firme. I firmatari definiscono la scelta del preside “una furia laicista degna del terrore giacobino, che oltre ad aver intristito i bambini dell’istituto, ha ricevuto immediatamente le durissime critiche di molta parte del corpo docenti e soprattutto dei genitori, del tutto esclusi da qualsiasi processo decisionale in merito a questa mossa ideologica”.

I genitori pongono l’attenzione sulla tradizione: “Recitare una preghierina cantata prima di mangiare è un atto di culto? Veramente non si riconosce la differenza che passa tra semplici elementi di tradizione e devozione popolare e, ad esempio, celebrare dei sacramenti o altre funzioni, che certamente non possono avvenire in orario scolastico (e infatti non avvengono)?”. Un appello che rivolgono ai superiori di La Rocca: “Chiediamo al direttore dell’ufficio scolastico regionale della Sicilia, di fornire quanto prima la corretta interpretazione di buon senso delle indicazioni del Miur, che nel caso concreto non possono essere considerate violate da un semplice segno della croce, e men che meno dal dolce volto di San Giovanni Paolo II”.

Togliere quello che c'è da almeno due secoli e fa parte ormai dello sfondo culturale di un luogo, in omaggio ad un decantato laicismo, che in realtà dissimula una strisciante piaggeria verso altre religioni, è esecrabile; e gli ignavi che aderiscono e si fanno zelanti latori di questo ripudio della storia non fanno un gran servizio all'Italia, nè a loro stessi, nè tanto meno ai loro figli. Ricordino, gli zelanti, che i traditori sono i primi ad esser reietti anche dai beneficiari del tradimento; proditor semel, et semper. PS almeno una volta si combatteva per le proprie tradizioni, ora si china il capo prima ancora che te lo chiedano, e ci si autocensura; una vergogna, un paese fallito.

Autore: Gregorio

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