Snooker 19: guida

(Aosta)ore 23:49:00 del 03/05/2019 - Categoria: , Videogames

Snooker 19: guida

Approcciandosi a Snooker 19 la prima impressione è che si tratti di un titolo pensato veramente per chi lo snooker lo segue, ne conosce le dinamiche e soprattutto i personaggi.

Oddio, forse in questo preciso momento non vorremmo essere nei panni di O’Sullivan, eliminato clamorosamente al primo turno del mondiale da tale James Cahill. Ciò non toglie, comunque, che il buon vecchio Ronnie sia uno dei volti di punta di Snooker 19, videogioco che porta alla ribalta l’intero movimento del biliardo di altissimo livello. In questa recensione analizzeremo i punti di forza del titolo Lab42, e parleremo anche delle cose che ci hanno convinto di meno.

Un titolo per appassionati

Approcciandosi a Snooker 19 la prima impressione è che si tratti di un titolo pensato veramente per chi lo snooker lo segue, ne conosce le dinamiche e soprattutto i personaggi. Sono presenti, infatti, ben 128 giocatori, tutti dotati di foto, biografia e volto ricreato in 3D. Fanno la loro comparsa, inoltre, i 25 maggiori tornei di snooker, oltre che alcuni dei tavoli da gioco più famosi al mondo, come il Crucible di Sheffield.

Parlando delle modalità di gioco, sembra giusto iniziare con il match singolo, che dà modo di scegliere gli sfidanti, il tavolo, il numero di frame e la specialità. A questo proposito, Snooker 19 permette di giocare sia con le regole base dello snooker, ma anche nelle varianti 6 rosse e tiro dopo tiro. Le stesse modalità sono disponibili anche nelle partite online, che vantano inoltre una leaderboard da scalare vincendo tornei ed eventi organizzati periodicamente.

PALLE IN BUCA

Da profano, invece, finito l’effetto dei lustrini, sono arrivate le prime difficoltà, legate per lo più a un sistema di controllo che fa poco per agevolare chi non ha mai preso una stecca in mano in vita sua. Le meccaniche di tiro, illustrate attraverso un breve tutorial iniziale, richiedono che per prima cosa si posizioni la stecca impostando la direzione da imprimere alla palla bianca. Dopo di che, agendo sui grilletti, è possibile affinare sia la traiettoria della palla sia la sua rotazione, condizionandone così il ritorno verso una posizione di vantaggio per un nostro prossimo tiro o di svantaggio per l’avversario. Infine la potenza del colpo deve essere impressa con due precisi colpi di analogico destro, uno verso il basso per avviare il caricamento della barra e uno verso l’alto per arrestarlo. Capire quali tasti premere per eseguire un colpo è però solo il primo passo verso la gloria. Quello successivo è tradurre le intenzioni in pratica, ovvero riuscire a indirizzare la palla desiderata in buca colpendola con la biglia bianca, senza incappare nel frattempo in penalità impreviste e indesiderate. A meno di essere un giocatore professionista, l’unico modo per riuscirci è affidarsi in una qualche misura al sistema di aiuti previsto dal gioco e quello di Snooker 19 è davvero scarno. Per iniziare, la visuale da cui si osserva il tavolo è sempre quella del giocatore e non il classico volo d’uccello a cui ci avevano abituati altri titoli simili in passato.

A peggiorare il tutto interviene un cambio di prospettiva durante le due fasi di tiro, il che complica ulteriormente le cose, poiché spesso variando tra le due si avvertono percezioni differenti circa la traiettoria della palla. La vera barriera all’ingresso a ogni modo è rappresentata dalla scarsa efficacia del sistema di aiuti alla mira proposto.

SI TRATTA DI UNA SCELTA DI DESIGN BEN PRECISA, OVVERO QUELLA DI SIMULARE IL LIVELLO PIÙ ALTO DI UNA DISCIPLINA SPORTIVA, MA IL RISULTATO TAGLIA FUORI UNA FETTA DI GIOCATORI MOLTO AMPIA

Nei tre livelli disponibili, parecchio simili tra loro, a variare è lo spessore del cono che indica la possibile destinazione della palla colpita, più o meno ampio a seconda dei casi. Senza un qualche rudimento, dunque, è pressoché impossibile impostare colpi complessi o calcolare carambole e sponde, annullando quasi del tutto la sfida contro i giocatori controllati dalla IA, che giocano sempre ad alto livello a prescindere dal livello di difficoltà impostato, al netto di qualche svarione. Si tratta di una scelta di design ben precisa, ovvero quella di simulare il livello più alto di una disciplina sportiva facendo sentire il giocatore davvero parte della competizione per i suoi meriti e non per l’assistenza fornita da un algoritmo, ma il risultato taglia fuori una fetta di giocatori molto ampia, a cui la possibilità di migliorarsi viene accordata solo a patto di avere grandissime disponibilità in termini di tempo e impegno da accordare al gioco. Per chi ne avesse, tuttavia, Snooker 19 ha parecchio da offrire. A partire da un’esperienza simulativa di ottima fattura – per quanto la mia esperienza mi consenta di rilevarlo – accompagnata da un contorno che riesce a mascherare bene i suoi limiti, sfoggiando un look da produzione di livello più alto. Certo i movimenti dei giocatori non sono dei più naturali, ma la riproduzione delle loro fattezze è convincente – sempre tenendo presente la mia confidenza con i 128 atleti raffigurati, ovvio. Non mancano infine le modalità con cui destreggiarsi, tra cui spicca una carriera affrontabile sia scegliendo un giocatore professionista tra quelli presenti nel gioco, sia creandone uno ex novo sfruttando le in realtà poche opzioni di customizzazione disponibili.

Autore: Alberto

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