Smaltimento rifiuti: mancano gli impianti

(Roma)ore 10:42:00 del 09/11/2016 - Categoria: Ambiente, Denunce, Economia

Smaltimento rifiuti: mancano gli impianti

Le somme pagate per i rifiuti sono state dapprima connotate come tasse (per via del legame tra pagamento ed effettuazione del servizio), poi specificate come tariffe dal noto Decreto Ronchi; la disposizione spiegava nel dettaglio come determinare e applic

Tra i pesanti balzelli che gravano sulla casa, certamente uno dei meno amati è la Tari, acronimo di Tassa sui Rifiuti: il tributo sostituisce le vecchie TarsuTia Tares. Le somme pagate per i rifiuti sono state dapprima connotate come tasse(per via del legame tra pagamento ed effettuazione del servizio), poi specificate come tariffe dal noto Decreto Ronchi; la disposizione spiegava nel dettaglio come determinare e applicare la tariffa, prevedendo, però la stesura anticipata di un piano finanziario del servizio. Proprio per le difficoltà dei Comuni nella stesura di tale piano, il decreto non è mai stato attuato. Così, dopo un susseguirsi di differenti interventi legislativi, si è arrivati dapprima, nel 2013, alla Tares, ed in seguito, con la legge di Stabilità 2014, alla Iuc (Imposta Unica Comunale), formata da ImuTasiTari, quest’ultima componente relativa ai rifiuti

Lo smaltimento dei rifiuti in Italia è inefficiente e obsoleto. Malgrado le risorse stanziate, mancano ancora gli impianti. E gli italiani pagano per un servizio di raccolta differenziata che non decolla.

 

Il funzionario europeo si è anche soffermato sullo smaltimento delle ecoballe della Campania. Una “emergenza” che dura ormai da anni e che di recente è stata al centro di un aspro confronto internazionale. Maurer sottolinea che si tratta di “un problema esclusivamente italiano”. È grave, prosegue, “che uno Stato membro dell’Europa, che dall’Europa ha anche ricevuto i fondi per la realizzazione degli impianti, smaltisca le ecoballe in Paesi che di certo non si distinguono per una corretta gestione dei rifiuti, come ad esempio la Romania”.

“È assurdo che le famiglie italiane paghino in media 1.200 euro per la raccolta differenziata”, quando poi la situazione complessiva dello smaltimento dei rifiuti è così disastrosa. E aggiunge: “Il servizio del riciclo dei rifiuti non dovrebbe essere pagato, i cittadini dovrebbero potersene avvalere”. Fare la differenziata dovrebbe essere un modo per accumulare risorse, non un costo per il cittadino. Cittadino che, malgrado le bollette, si ritrova ancora con sistemi di gestione superati e poco adatti.

È questo il quadro descritto da Helmut Maurer, membro della Commissione Europea Ambiente, in occasione del Forum internazionale sui rifiuti Polieco, a Ischia.

Maurer ha fornito anche la sua ricetta: “Meno discariche e più riciclo. Bisogna adottare logiche produttive diverse, con prodotti che non diventino solo rifiuti, ma che anzi siano assolutamente recuperabili”. Non è solo un problema di costi, ne va della salute del nostro ambiente. “È una scelta dalla quale non si può prescindere se si vuole salvare l’equilibrio dell’ecosistema messo seriamente a rischio”.

Ecoballe ed ecoreati

 

Malgrado i costi per tutti gli italiani, i servizi di smaltimento dei rifiuti nel nostro Paese faticano a trovare soluzioni adeguate. La raccolta differenziata costa troppo ai cittadini, quando dovrebbe essere per loro una risorsa. Le discariche sono troppe e sono gestite male. Gli impianti necessari non vengono costruiti.

“L’Italia ha troppe discariche mal gestite o non gestite assolutamente”, ha dichiarato durante il suo intervento.

All’evento è intervenuto anche Catello Maresca, magistrato della Dda di Napoli, che ha fatto il punto sulla gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti operata dalle organizzazioni mafiose. “Oggi”, ha sottolineato, “l’impresa mafiosa utilizza una violenza diversa data dal potere contrattuale fornito dalla liquidità economica e dalla capacità operativa in netta violazione delle regole e agli adempimenti burocratici”. Secondo il pm, risultati migliori nel contrasto alle ecomafie potrebbero essere raggiunti se esistesse un quadro normativo di riferimento chiaro e coerente. Anche se con la legge sugli ecoreati e sul sistema nazionale di tutela ambientale è stato fatto qualche passo in avanti, “dovrebbero essere implementati il controllo capillare sulle dichiarazioni fiscali delle aziende che si occupano di smaltimento per risalire ad eventuali illeciti nella gestione”.

Autore: Luca

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