Slot machine nei bar a due passi dalle scuole: STATO VERGOGNOSO CHE SE NE FREGA DEL SUO POPOLO!

(Milano)ore 10:08:00 del 07/11/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce, Sociale

Slot machine nei bar a due passi dalle scuole: STATO VERGOGNOSO CHE SE NE FREGA DEL SUO POPOLO!

Uno Stato che ti vende le sigarette con sul pacchetto scritte contro il fumo è già tutto dire. Che poi buona parte dei miei versamenti Inps vadano ... in fumo per curare le malattie derivanti dal fumo stesso, oltre alla cirrosi epatica ed ai sostegni psic

Uno Stato che ti vende le sigarette con sul pacchetto scritte contro il fumo è già tutto dire. Che poi buona parte dei miei versamenti Inps vadano ... in fumo per curare le malattie derivanti dal fumo stesso, oltre alla cirrosi epatica ed ai sostegni psicologici dei centri di igiene mentale per i malati di gioco d'azzardo, è il colmo, visto che lo stato stesso da una parte mette in guardia e dall'altra, ben più proficua per gli amici degli amici, ne incentiva l'uso e l'abuso in opere ed omissioni.

Una legge lombarda del 2014 vieta l’installazione di nuove slot machine nei bar entro i 500 metri dalle scuole. Una misura che in realtà non ha avuto gli effetti sperati dato che nel 2016 tutte le scuole milanesi sono ancora circondate dalle slot. Molti bar, inoltre, non rispettano gli orari e le slot rimangono sempre accese. I gestori si difendono così: “Sono sempre spente. Solo oggi sono accese e se entrano i bambini le spegniamo”. Dall’altra parte David Gentili, presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano, ammette le difficoltà dell’amministrazione: “L’ordinanza sugli orari del Comune è molto difficile da far rispettare. Gli esercizi pubblici con le slot sono tanti. Inoltre molti non hanno voluto rispettare l’ordinanza perché la multa di 500 euro era accettabile rispetto all’incasso quotidiano ottenuto”. Le slot-machine installate negli esercizi pubblici milanesi sono 8mila.

E’ bastata una circolare dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. E in un colpo solo, il numero delle slot machineautorizzate in Italia è aumentato di 40mila unità, passando da 378mila a 418mila macchinette. Come scrive il Corriere della Sera, il paradosso è che mentre l’ultima legge di Stabilità prevede una riduzione delle macchinette, nell’ordine del 30% in quattro anni, di fatto gli apparecchi sono aumentati del 10% in quattro mesi.

La manovra 2016, infatti, aveva stabilito una riduzione “in misura non inferiore al 30% degli apparecchi” da qui al 2019. E come hanno precisato i Monopoli, a febbraio 2016, per operare questo taglio si “fa riferimento a una data certa (il 31 luglio 2015) e anche a un numero certo (378.109), che comprende sia gli apparecchi in esercizio sia quelli in magazzino”. E hanno aggiunto che “numeri diversi che fossero stati raggiunti in data successiva non potranno mai costituire un diverso e superiore punto di riferimento per applicare la riduzione (che, tra l’altro, potrebbe essere anche superiore al 30 percento) prevista dalla legge”. Di conseguenza, l’Agenzia ha precisato che “essendo 378.109 le slot attive al 31 luglio 2015, gli effetti della riduzione saranno tali da portare progressivamente (nell’arco di 4 anni) gli apparecchi a ridursi sino a un numero non superiore a 265mila

Ma poi è arrivata la circolare dell’Agenzia a cambiare le carte in tavola. Nel documento, riporta ancora, il Corriere, si precisa che la legge di stabilità viene a fissare un tetto oltre il quale “è precluso il rilascio di nuove autorizzazioni“: ma quel tetto fa riferimento non più alle macchine operanti al 31 luglio, bensì al 31 dicembre 2015. E precisa che “tale numero è pari a 418.210 unità“. La stessa circolare aggiunge che la riduzione scatterà dal primo gennaio 2017, ma intanto le concessioni scadute non saranno cancellate. Insomma, nel 2016 le 418mila macchinette esistenti rimarranno al loro posto. E saranno il 10% in più rispetto all’anno scorso, alla faccia della legge di Stabilità.

E se la manovra del 2016 di fatto è stata aggirata, lo stesso discorso vale per quella del 2015. La manovra, infatti, aveva aveva introdotto una contestata tassa a carico di gestori e concessionari delle macchinette. Il gettito atteso era 500 milioni con scadenza a ottobre scorso, ma finora ne sono arrivati molti meno: il buco nelle casse dell’erario è pari a 160 milioni di euro. Molte società non pagano in attesa di una decisione della Consulta, ma il balzello è in vigore a tutti gli effetti.

Autore: Gregorio

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