Si, anche Salvini ha usato i Soldi Rubati da BOSSI.

(Genova)ore 23:41:00 del 06/10/2017 - Categoria: , Denunce, Politica

Si, anche Salvini ha usato i Soldi Rubati da BOSSI.

Bad Italy e good Italy. Per l'europa e i suoi burocrati l'esistenza di uno Stato si basa solo sul denaro e le banche.

Bad Italy e good Italy. Per l'europa e i suoi burocrati l'esistenza di uno Stato si basa solo sul denaro e le banche. Una scelta unilaterale che porrà a confronto, nei prossimi anni, anche nel più piccolo villaggio europeo, chi produce di più e chi meno. Maledetti coloro che nascono nella bad Italy, santi coloro che vivono nella goog Italy. Angeli e demoni in economia. Immaginate dove andranno a finire i migranti, veri e falsi che siano, saranno sempre diversi. La Catalogna come per La Lega Nord si tratta esattamente della stessa cosa, ognuno pensa solo a se stesso, illudendosi di fare meglio degli altri, ma sfruttando tutta la struttura di uno stato centrale che li mantiene. Chi si ricorda perchè e come è nata la Lega ? Evasione fiscale a mille dove con i primi controlli di stato, prima proteste poi la nascita di un partito. La Lega è contaminata dalla criminalità organizzata che qualcuno ha portato in cambio di voti e di libero accesso alle risorse del triveneto. La causa è la mancanza di uno Stato con identità chiara, giusto, sano. L'Europa ha minato e innescato volontariamente diseguaglianza sociali per avere ragione d'essere

Il referendum della Lega Nord è contro l'Italia e gli Italiani. Solo a sentirne parlare ci sentiamo estranei in Patria. La Destra alza il tiro per prendersi quella libertà di fare e disfare che la Democrazia e le leggi giuste, in nome di una Nazione libera e in pace, gli impediscono di fare. La destra con questi comportamenti resta destra fascista e come tale essere esclusa dalle competizioni politiche. Senza se e senza ma. La storia è il giudice incontestabile.

Gli immigrati al posto dei meridionali, il nazionalismo in sostituzione del secessionismo. Pure un nuovo marchio, Noi con Salvini, dotato di satelliti sparsi dal Centro al Sud e rappresentato da personaggi della destra, come in Calabria, o vecchi democristiani votati all’autonomia, come in Sicilia. Nuovi volti (per modo di dire) e nuovi ideali sostenuti con forza proporzionale all’incedere delle inchieste giudiziarie sui fondi elettorali.


Se è vero che negli ultimi anni molto è in effetti cambiato all’interno del Carroccio, c’è qualcosa che è rimasto segretamente invariato. Roberto Maroni preferisce non dirlo, Matteo Salvini lo nega categoricamente. Insomma, gli eredi del Senatùr sostengono di non aver visto un euro di quegli oltre 48 milioni rubati da Bossi e Belsito. «Sono soldi che non ho mai visto», ha scandito di recente l’attuale segretario federale commentando la decisione del Tribunale di Genova di sequestrare i conti correnti del partito dopo la condanna per truffa di Bossi.
I documenti ottenuti da L’Espresso dimostrano però che esiste un filo diretto tra la truffa firmata dal fondatore e i suoi successori. Tra la fine del 2011 e il 2014, infatti, prima Maroni e poi Salvini hanno incassato e usato i rimborsi elettorali frutto del reato commesso dal loro predecessore. E lo hanno fatto quando ormai era chiaro a tutti che quei denari rischiavano di essere sequestrati.

La sostanza però non cambia. Sono denari ottenuti con la rendicontazione gonfiata firmata da Belsito. Fatto di cui a quel punto è dichiaratamente convinto anche Salvini. Il quale, due giorni dopo l’ultimo prelievo, riceve persino una lettera dallo storico avvocato di Bossi, Matteo Brigandì. «Ti diffido dallo spendere quanto da te dichiarato corpo del reato», si legge nella missiva con la quale la vecchia guardia lancia un messaggio chiaro al nuovo gruppo dirigente: voi ci accusate di aver rubato quattrini, allora sappiate che i soldi che avete in cassa sono il profitto della truffa, e usarli vuol dire diventare complici del reato.

Autore: Luca

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