Schumacher, le condizioni si fanno stabili ma critiche

AOSTA ore 17:22:00 del 26/03/2014 - Categoria: Cronaca, Salute, Sport Generici

Schumacher, le condizioni si fanno stabili ma critiche

Clamorosa la dichiarazione di Gary Hartstein, capo medico della Formula 1 dal 2005 al 2012, che avanza un drammatico scenario: il pilota tedesco potrebbe non uscire dallo stato di coma

Quando si parla delle condizioni fisiche di Michael Schumacher, non si capisce bene se le notizie peggiori siano quelle che di tanto in tanto trapelano dall’ospedale di Grenoble o siano le indiscrezioni più o meno fondate che rimbalzano di tabloid in tabloid. Certo è che ormai sono passati quasi tre mesi dal giorno dell’incidente, e il pilota tedesco è sempre in stato di coma, incosciente e nemmeno trasportabile in un’altra struttura ospedaliera. La moglie veglia su di lui avvolta finalmente dal silenzio dei mass media che dopo essersi scatenati in ricostruzioni, accuse, complotti e colpe, si sono finalmente fatti da parte.
Ma gli sportivi di tutto il mondo non smettono di credere in un miracolo che, secondo Gary Hartstein, non avverrà mai. Chi è costui? Uno di quelli che, quando parla, ci ha quasi sempre azzeccato. Uno di quei personaggi del circus della Formula 1 che sanno tutto dei piloti ma scelgono di rimanere dietro le quinte per ragioni caratteriali.
Dunque: Gary Hartstein è stato capo medico della F1 dal 2005 al 2012, ha curato chi ha sbattuto fuori pista a 300 chilometri orari, ha verificato le condizioni degli assi del volante dopo le due ore di gara. Di loro sa tutto, ma soprattutto di medicina e traumi sa tutto. E proprio lui, nelle scorse ore, ha confidato al tabloid britannico “Sun” una confidenza ricevuta da una fonte anonima ma sicura e pressoché impeccabile. In sostanza, le condizioni di Salute di Michael Schumacher, già critiche dopo l’incidente sulle nevi di Meribel, si sono drammaticamente aggravate a causa «di una serie di disattenzioni», nelle operazioni di soccorso.
Ovvero, Schumi era sì grave, ma non tanto quanto alcune distrazioni hanno portato a rendere il quadro clinico praticamente irreversibile. Secondo il medico statunitense prima dell’arrivo all’ospedale di Grenoble, una serie di errori «hanno peggiorato le condizioni di Michael», il quale «ha sempre meno possibilità» di uscire dal coma. «Non si trasporta un paziente con un sospetto trauma cranico in una struttura che non dispone di un reparto di neurochirurgia», ha spiegato Hartstein, con riferimento al fatto che prima di arrivare a Grenoble il sette volte campione del mondo era stato portato in elicottero al più piccolo ospedale di Moutiers.
E quello degli ospedali resta un enigma ancora tutto da risolvere. Grenoble è un centro importante ma non certo di riferimento europeo, e il fatto che neppure in elisoccorso si sia potuto trasportare il campione ferrarista altrove lascia pensare che non vi siano le condizioni per farlo.
Altrimenti, come è scontato che sia, la moglie in primis e poi tutto il suo staff avrebbero fatto pressioni per uno spostamento almeno in GerMania, se non altro per ragioni di comodità linguistica e territoriale. «La mancanza di aggiornamenti da parte del suo entourage - afferma l’ex medico della F1- ci sta dando la possibilità di cominciare a distaccarci da lui». Parole forti. Certo è che a tre mesi in coma dopo l’incidente occorsogli a Meribel lo scorso 29 dicembre, il campione tedesco continua a non dare segni di risveglio.

Autore: Albertone

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