Salute notizie: come funziona la dieta a zona

BRESCIA ore 23:04:00 del 11/03/2015 - Categoria: Salute - Dieta

Salute notizie: come funziona la dieta a zona

Salute notizie: come funziona la dieta a zona. Si tratta di una tipica dieta high-protein low-carb, anche se meno esasperata di altre.

La Dieta a zona è stata ideata a metà degli anni '90 da un biochimico americano, Barry Sears, questa dieta si può riassumere nella formula 30-30-40, dove i tre numeri stanno per le percentuali di proteine, lipidi e carboidrati, rispetto alle calorie giornaliere, che si dovrebbero introdurre per « entrare in zona ».

Si tratta di una tipica dieta high-protein low-carb, anche se meno esasperata di altre. Le indicazioni nutrizionali della zona sono comunque diverse da quelle della comunità scientifica internazionale. L'autore dichiara infatti che «le raccomandazioni dietetiche degli esperti e dei nutrizionisti sono completamente sbagliate». Questa premessa, che demolisce le competenze e l'operato di migliaia di scienziati che fanno seriamente il loro lavoro, lascia piuttosto interdetti...

La dieta zona prevede una quota di carboidrati molto bassa, solo il 40% delle calorie giornaliere, contro il 55-60% suggerito dalla scienza ufficiale, inoltre riduce al minimo il consumo di cereali e derivati che invece sono la base energetica delle diete protettive per la Salute raccomandate in tutto il globo, Stati Uniti compresi. L'apporto di grassi della zona (30%) è praticamente sovrapponibile a quello consigliato dagli esperti, mentre la quota proteica (30%) è significativamente superiore, all'incirca doppia, rispetto ai valori indicati dai nutrizionisti, con tutti i rischi per l'organismo che ciò può comportare. Queste notevoli discrepanze tra i precetti di Sears e le linee guida dietetiche condivise a livello mondiale si commentano da sole.

Ecco l'opinione su la dieta a zona del Prof. Eugenio Del Toma.  Primario Emerito Dietologia e Diabetologia Specialista in Scienza dell'Alimentazione e in Gastroenterologia.

Un altro punto fermo, nonché inquietante, della dieta a zona è che i cibi devono essere considerati e assunti come dei farmaci. Aiuto! È una visione molto limitata dell'alimentazione, molto biochimica e poco dietetica, molto da cavie in laboratorio e poco da esseri uMani a tavola. La vita dei topolini da esperimento è tutta lì, nelle loro gabbiette, a subire l'ingrasso o la fame, il veleno o l'antidoto, per fornire dati utili al progresso della scienza e al miglioramento della nostra qualità di vita. Con tutto il rispetto e la gratitudine per quelle bestioline, l'uomo non può essere messo dieteticamente al loro livello. La nutrizione incide enormemente sulla nostra salute, siamo tutti d'accordo, ma si devono evitare i fanatismi. Non si possono considerare i cibi come farmaci tout court e pesarli, dosarli, misurarli al grammo, nonché calcolare blocchetti e consultare tabelle prima di decidere cosa mettere nel piatto.

I diversi cibi, al di là del loro valore nutrizionale, devono essere inseriti nell'alimentazione anche per le loro valenze sensoriali, emotive, relazionali, culturali... altro che farmaci! I cibi nutrono ben al di là dei principi nutritivi di cui sono costituiti, perché sanno trasferire emozioni, mentre i farmaci no. Il neonato allattato al seno riceve dal corpo della madre un misterioso valore aggiunto, che nessun latte formulato industriale, seppur farmacologicamente dosato, potrà mai riprodurre.Il malato nutrito tramite cateteri in vena con prodotti artificiali - quasi dei farmaci davvero! - che forniscono tutte le sostanze di cui il suo organismo necessita, potrà essere clinicamente ben nutrito, ma non potendo gioire del piacere di pasti normali e alimenti veri sarà privato di una risorsa di benessere che nessun farmaco potrà supplire.

Perché i cibi non sono farmaci ed è riduttivo considerarli e gestirli come tali.

Per alimentarsi in modo corretto è necessario rispettare qualche regola generale, ma questo non significa essere condizionati e limitati come se si trattasse di assumere delle medicine. Grazie al ciclo, mangiare è ancora abbastanza diverso dal deglutire pillole e le ricette di cucina conservano, anche nel terzo millennio, un fascino maggiore rispetto a quelle mediche. Secondo Sears, assumendo i cibi come farmaci in grado di modulare l'assetto ormonale dell'organismo si può raggiungere lo stato di grazia della zona.

Per inciso, per arrivare a quello stato di grazia , bisogna già vivere in una situazione piuttosto aggraziata, cioè avere una certa disponibilità di tempo per organizzare i propri pasti in stile farmacologico- La dieta a zona promette di ridurre lo stress e garantisce invidiabili performance intellettuali, atletiche, sessuali. Credo che invece una dieta così « controllata » potrebbe addirittura scatenare o peggiorare lo stress e che forse è meglio mettere in conto qualche umana défaillance piuttosto che affrontare quotidianamente il logorio da blocchetto.

 Inoltre, se non si riesce a dimagrire, ci si sente anche in colpa perché non si è stati abbastanza bravi a seguire la dieta, senza pensare che forse era la dieta a zona a non essere abbastanza facile da seguire con tutte quelle tabelle e misure... La dieta a zona consente anche di dimagrire, ma questo è scontato, visto che gli schemi dietetici che prevede sono piuttosto ipocalorici, ed è ovvio che con una restrizione energetica i chili si perdano! Zona o non zona... Inoltre, riflettendo sulla zona da questo punto del pianeta, sorgono altre perplessità. In Italia siamo effettivamente avvantaggiati, perché viviamo proprio nella zona giusta per star bene ed essere in forma, solo che dovremmo saperne approfittare di più.Siamo circondati da un mare che pullula di omega-3, il nostro condimento nazionale è il superbenefico olio extravergine d'oliva, a fronte di un'estensione territoriale relativamente piccola produciamo una gamma vastissima di ortaggi, frutta - veri concentrati di antiossidanti naturali - cereali e legumi, basi nutritive per una sana dieta mediterranea.

E come se non bastasse sappiamo anche cucinare tutto questo ben di Dio con risultati che ci invidia il mondo intero. E a questo proposito ecco un aspetto della dieta zona che stride con la nostra cultura. I nostri raffinati palati inorridiscono a certi menu suggeriti nei libri del dottor Sears.Cito a titolo d'esempio qualche proposta elaborata appositamente per l'edizione italiana. Si tratta della prima colazione, pasto che ho molto a cuore.

Ecco cosa viene consigliato:

latte + mortadella (135 g, mica una fetta!) + mela.

Oppure: crème caramel + emmenthal.

O ancora: brioche + caciocavallo.

Che deliziosi abbinamenti da assaporarsi alle sette del mattino...

Le statistiche ci dicono che stiamo ingrassando in modo allarmante, è vero, dobbiamo assolutamente correre ai ripari! Dobbiamo sfruttare con più intelligenza i nostri privilegi agroalimentari-ambientali e rispolverare il vecchio modello dietetico mediterraneo fatto di cereali, piatti completi, frutta e ortaggi. Dobbiamo anche imparare a muoverci un po' di più. E, parallelamente, dobbiamo diventare un po' più scaltri e mantenere le distanze dalla giungla delle diete.Ma sono ottimista, e credo che con un po' di impegno ce la potremo fare.

Autore: Gerardo

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