Rimini notizie: sindaco propone di vietare souvenire Mussolini

RIMINI ore 22:46:00 del 19/07/2015 - Categoria: Cronaca, Cultura, Sociale - Mussolini

Rimini notizie: sindaco propone di vietare souvenire Mussolini

Rimini notizie: sindaco propone di vietare souvenire Mussolini. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi propone di emendare la legge sull'apologia del fascismo

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi propone di emendare la legge sull'apologia del fascismo inserendo anche una eventuale punizione per chi vende oggetti riportanti simbologie o immagini dei regimi fascista e nazista: accendini, magliette, bottiglie di vino, l'elenco è del resto lunghissimo. Il sindaco in una nota, diffusa in seguito alla notizia di due turisti americani di fede ebraica scandalizzati dalla vetrina di un negozio di souvenir a Rimini in cui si mettevano in vendita bottiglie con la faccia di Mussolini o di Hitler (vetrine diffusissime in Riviera), spiega che "anche nel Consiglio comunale è stata sollevata la vergognosa questione della vendita di una serie eterogenea di oggetti, esplicitamente riferiti alla simbologia e all'iconografia fascista e nazista". Secondo Gnassi, è un problema che torna ciclicamente, come le numerose denunce, in molte città che fino ad oggi non hanno risolto il problema. La proposta riminese "per onorare una città medaglia d'oro al valore civile e le migliaia di persone che a Rimini risiedono o vengono in vacanza e si sentono offese da immagini e parole che hanno significati non equivocabili", è quella di sottoporre ai parlamentari italiani, a partire dagli esponenti riminesi "l' opportunità di emendare la legge Scelba del 1952 sul reato di apologia del fascismo".

"La nostra proposta - si legge -, o comunque la base di una proposta emendativa che potranno tranquillamente migliorare e/o raffinare i parlamentari che vorranno sostenere questa battaglia, è di aggiungere all'articolo 4 una frase del tipo 'L'esaltazione o comunque l'elogio attraverso immagini del regime fascista o nazista, si configura anche nella diffusione e vendita - diretta o attraverso qualsiasi modalità - di beni mobili di consumo od oggetti chiaramente riportanti simbologie o immagini dei succitati regimi, in assenza di qualunque presa di distanza critica da essi". Questo renderebbe il compito molto più facile alle istituzioni, ai Comuni, per contrastare una devastante piega culturale". La prima occasione utile e rapida per proporre emendamento, conclude, "potrebbe essere quella del Decreto sugli Enti locali in discussione".

Autore: Gerardo

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