Renzi FA SOLDI sulle DIPENDENZE DEGLI ITALIANI!

ROMA ore 08:27:00 del 29/04/2016 - Categoria: Denunce, Politica - Slot Machine

Renzi FA SOLDI sulle DIPENDENZE DEGLI ITALIANI!

Famiglie, associazioni, amministrazioni comunali e Asl lottano ogni giorno contro la ludopatia ma l’Italia sembra diventare sempre di più “Las Vegas”, in quindici anni la spesa per il gioco d’azzardo è passata da 4 miliardi a 84 miliardi.

Enrico Letta e il suo governo votarono un emendamento del Nuovo Centro Dest ail quale tagliava i fondi ai comuni che avevano adottato regolamenti per limitare la diffusione di slot machine, videolotterie e simili. Francesco Tolotti ex deputato del Partito Democratico ora è il presidente dell’Fondazione Unigioco, organizzazione che promuove il gioco legale, nata nel 2009 dalla collaborazione tra la società Gamenet e Eurispes. “Nel corso della sua attività parlamentare”, si legge sul sito di Unigioco, «ha avuto occasione di maturare una approfondita conoscenza del settore». E infatti Tolotti è stato vicepresidente e componente della commissione Finanze della Camera, dove si decidono le regole del gioco e dei giochi.

Il 10 ottobre Sergio Mattarella ha deciso di nominare il sociologo Maurizio Fiasco Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, “Per la sua attività di studio e ricerca su fenomeni quali il gioco d’azzardo e l’usura, di grave impatto sulla dimensione individuale e sociale“. Qualche giorno dopo nella legge di stabilità del 2015 il governo Renzi inserisce un bando per l’apertura di22.000 sale giochi.

A leggere gli interventi di Matteo Iori, presidente del Conagga, il “Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo” che si occupa della ludopatia, l’attività di Tolotti fu «di particolare rilievo per l’industria del gioco, in quanto grazie all’impegno suo e degli onorevoli , il 6 dicembre 2007 fu presentato e approvato un emendamento che modificò il comma sesto dell’articolo 110 del testo unico delle Leggi di pubblica sicurezza, quello che regola le slot machine. Sempre un governo di “sinistra” quello di Romano Prodi tagliò la penale per il mancato collegamento delle slot alla rete da 50 euro l’ora a 5 centesimi l’ora. 

Famiglie, associazioni, amministrazioni comunali e Asl lottano ogni giorno contro la ludopatia ma l’Italia sembra diventare sempre di più “Las Vegas”, in quindici anni la spesa per il gioco d’azzardo è passata da 4 miliardi a 84 miliardi. Secondo il CNR il 2% degli italiani è dipendente dal gioco d’azzardo e l’aumento delle persone dipendenti è proporzionale con quello dei luoghi di gioco.

Da questi dati sembrerebbe che per combattere la dipendenza da gioco bisognerebbe diminuire drasticamente i punti gioco. Evidentemente il governo Renzi ha deciso di fare cassa sulla salute degli italiani, ma si sa che i “democratici” hanno interssi storici sul gioco d’azzardo. Mssimo D’Alema nel 2000 diede il via all’apertura delle sale bingo e tra le prime società concessionarie ci furono la Formula Bingo e la Ludotech. Nella prima società, che aveva sede nello stesso palazzo della fondazione di D’Alema Italianieuropei, sedevano molti uomini vicini all’ex presidente del Consiglio. La Ludotech non era da meno: partecipata da tre società di area Ds – Beta Immobiliare, Pielleffe (pubblicità) e Pluris (la finanziaria del partito) – e da due giganti del mondo cooperativo emiliano – Coopservice e il Consorzio finanziario per la promozione e lo sviluppo cooperativo (Ccfr), holding della Lega cooperative – la società si appoggiava alle tecnologie della Cirsa, big dei giochi, che aveva portato il primo bingo elettronico alla festa dell’Unità di Testaccio nel 1999.

Ma lo sconto più grosso ai concessionari delle slot machine fù quello di Enrico Letta, dei 98 miliardi di euro originariamente contestati ne incassò soltato 611 milioni, allo sconto si opposero solo 5 stelle e Lega Nord. Insomma Matteo Renzi sembra proseguire la strada intrapresa anni fa dal partito democratico, denuncia la ludopatia ma poi ne favorisce la diffusione.

Autore: Carmine

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