Referendum Costituzionale, cosa conoscere

(Milano)ore 12:28:00 del 25/06/2016 - Categoria: Denunce, Politica

Referendum Costituzionale, cosa conoscere

Insomma il disperato tentativo di salvare culo e poltrona dall’imminente e inevitavile disfatta al referendum! Ormai la gente è contro di lui! Se lui dice di votare sì, è inevitabile un plebiscito per il no!!

da: http://www.ilgiornale.it/news/renzi-prepara-passo-indietro-niente-dimissioni-se-vince-no-1274751.html

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Dicendo il contrario di quello che aveva detto ieri!

Matteo renzi vede sgretolarsi la sua adorata poltrona sotto il suo culo!

Ma adesso il presidente del Consiglio starebbe preparando la marcia indietro. Come riporta l’edizione odierna diRepubblica, lo staff di Renzi starebbe pensando di degradare il prossimo appuntamento al voto “da Armageddon della politica a passaggio importante per il futuro del Paese” le cui conseguenze, in caso di fallimento, andrebbero valutate con calma.

E allora, all’ennesima marcia indietro di Renzi noi rispondiamo:

Un piano alternativo per il referendum sulle riforme istituzionali. Il premier Matteo Renzi potrebbe non legare più il suo destino all’esito della consultazione: «Ora è tempo di mediare». Per Bersani serve il dialogo con il M5S. Assoluzione intanto per Errani, l’ex governatore dell’Emilia- Romagna: può essere lui l’uomo della riconciliazione nel Pd.

E Matteo Renzi tenta la retromarcia: se vince il “no” al referendum, non lascia… E NO, MATTEO, ORA SE PERDI TE NE VAI FUORI DAI COGLIONI!!

Bersani: “L’Italicum va modificato apriamo al dialogo con i grillini”.

Passo indietro di Renzi: se vince il “no” al referendum, non lascia

Il punto, poi, non è solo questo. Accettando la “frenata” Renzi non corre il pericolo di consegnarsi al gioco delle correnti del partito? Bersani si muove oltre il recinto delle polemiche Pd, guardando alla modifica della legge elettorale. Per farlo, si appella ai vincitori di queste comunali: «Se noi e i 5Stelle la smettiamo di pensare al nostro interesse particolare, e tutti la finiscono di giocare d’azzardo, e ci mettiamo piuttosto a occuparci del sistema nel suo complesso, allora sono sicuro che una buona legge si farà. Se invece noi, il Movimento e la destra continuiamo così, allora ci terremo l’Italicum».

ROMA – Modello Cameron. È la formula che circola in queste ore a Palazzo Chigi. Ci si riferisce alle parole pronunciate dal premier britannico a proposito del referendum sulla Brexit: «Anche se perdo non mi dimetto ». Quelle parole andrebbero trasferite in Italia, legandole al voto di ottobre sulla riforma costituzionale. Anche Matteo Renzi dovrebbe dire qualcosa del genere: «Se vince il No, non mi dimetto ». Smentendo tutte le dichiarazioni di questi mesi: la promessa di un ritiro a vita privata in caso di sconfitta (seguito pure dalla ministra Boschi), di abbandono della vita politica, di rapido ritorno a Pontassieve. Diventerebbe un clamoroso dietrofront ma si ragiona se non sia l’unica exit strategy dopo la dura sconfitta alle amministrative.

Intorno all’ipotesi si muove un fronte trasversale. Che va dalla minoranza di Pier Luigi Bersani, ai ministri Andrea Orlando, Dario Franceschini, Maurizio Martina e passa per dirigenti vicinissimi al segretario come Lorenzo Guerini. Modello Cameron. Magari sfumandolo, però si trova sempre una soluzione per correggere il tiro. Non più la legge di riforma come Armageddon della politica, ma passaggio importantissimo per il futuro del Paese dopo il quale, in caso di insuccesso, «andrebbero tratte le conseguenze». Ecco, questo è un piano B che può funzionare. Lasciando perdere i proclami su rumorosi addii.

Del resto, se il capo del governo italiano sostiene che bisogna «spersonalizzare» il referendum costituzionale, questa appare l’unica strada per farlo.

Ora eccolo intento di trasformare il suo “Se perdo il referendum costituzionale considero fallita la mia esperienza politica”, in qualcosa di più spft.

Insomma il disperato tentativo di salvare culo e poltrona dall’imminente e inevitavile disfatta al referendum! Ormai la gente è contro di lui! Se lui dice di votare sì, è inevitabile un plebiscito per il no!!

da La Repubblica del 22/06/2016.

E NO, MATTEO, ORA SE PERDI TE NE VAI FUORI DAI COGLIONI!!

In un incontro con il guru della politica Alec Rossi, Renzi avrebbe detto: “Credo che un politico abbia ogni giorno numerosi dati e debba fare ogni giorno i conti con il consenso. Devi sempre mediare e capire. Un politico deve cogliere il momento buono”. E il momento buono per fare retromarcia potrebbe essere la Direzione convocata per venerdì.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si starebbe preparando alla marcia indietro sul Referendum costituzionale. Niente dimissioni in caso di vittoria del No

“Se perdo il referendum costituzionale considero fallita la mia esperienza politica”, ripeteva fino a qualche mese faMatteo Renzi.

E tenta di porre rimedio a modo suo!

I 5 Stelle, però, sfuggono (per il momento) all’abbraccio della minoranza Pd. Riunito per ore con Virginia Raggi, il direttorio pianifica la strategia per le prossime settimane. Vietato parlare di Italicum, questo è l’input: suona troppo “di Palazzo”. E basta timidezze sul referendum. Nel mirino c’è spazio solo per Renzi: «Facciamo partire la campagna per il No — è la linea dettata da Luigi Di Maio — spazziamo via il premier adesso che è debole». Le comunali sono l’antipasto, anche se «sono state quelle il referendum contro Renzi », insiste il vicepresidente della Camera. «Se salta l’Italicum? A quel punto c’è Mattarella e c’è ancora il Parlamento. Un modo per cambiare la legge si trova », aggiunge Roberto Fico.

La frenata di Renzi “Bisogna mediare” Pronto un piano B anche se vince il no (TOMMASO CIRIACO E GOFFREDO DE MARCHIS)

Amici, rendete virale questo slogan !!

Matteo Renzi starebbe valutando di rilasciare una dichiarazione simile. Solo così potrebbespersonalizzare il referendum, dopo averlo legato per mesi alla sua figura. “Ma se anche gli altri spersonalizzano siamo punto e a capo”, è il dubbio che ha espresso ai suoi collaboratori.

Renzi riflette, ha qualche dubbio. «Io spersonalizzo, ma se gli altri personalizzano che facciamo? Siamo punto e daccapo », ha argomentato parlando con i suoi collaboratori. Però ragiona sulla possibilità e ha promesso una risposta venerdi, nella direzione del Pd. Ieri ha lasciato un indizio: «Credo che un politico abbia ogni giorno numerosi dati e debba fare ogni giorno i conti con il consenso. Devi sempre mediare e capire. Un politico deve cogliere il momento buono», ha detto il premier in un incontro con Alec Ross, il guru della politica 2.0. Certo, per accettare la via d’uscita Renzi dovrebbe ammettere con se stesso che nel voto delle comunali esiste una buona componente contro di lui e che questo meccanismo potrebbe scattare anche al referendum. Ma se vuole «cogliere il momento», allora la consapevolezza di un problema Renzi è destinata a farsi largo.

Niente più dimissioni quindi, nè ritiro a vita privata. Renzi resterebbe al suo posto sul modello del premier inglese David Cameron che, in vista del referendum sulla Brexit, ha dichiarato “Se vince il No, non mi dimetto”.

Autore: Alberto

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