RECESSIONE? Significa tagliare la SPESA e aumentare le TASSE

(Bologna)ore 10:24:00 del 03/02/2019 - Categoria: , Denunce, Economia

RECESSIONE? Significa tagliare la SPESA e aumentare le TASSE

Abbiamo speso tutti i soldi e la credibilità che avevamo per misure inutili. Ci siamo convinti di una crescita che non ci sarebbe stata

Abbiamo speso tutti i soldi e la credibilità che avevamo per misure inutili. Ci siamo convinti di una crescita che non ci sarebbe stata. E adesso che arriva la gelata, dovremo tagliare la spesa e aumentare le tasse, mentre gli altri Paesi europei faranno il contrario. Peggio non si poteva fare

È inutile che fate finta di niente, lo sapevate.
Sapevate benissimo che il governo diceva palle, quando raccontava che il Pil sarebbe cresciuto dell’1,5%, che fosse un denominatore farlocco messo lì solamente a far quadrare i conti di un deficit che si era deciso dovesse essere del 2,4%.
Sapevate benissimo che nella legge di bilancio non c’era nessun magico moltiplicatore in grado di far accelerare l’economia italiana, che Quota 100 non avrebbe prodotto nuova occupazione giovanile e che il reddito di cittadinanza non avrebbe ridato slancio ai consumi italiani, o viceversa.
Sapevate benissimo anche che le questioni dell’economia italiana, dalla produttività stagnante alla sotto-occupazione femminile, dall’opprimente pressione fiscale alla folle burocrazia italiana rimanevano tutte lì, sul tappeto, come se non fossero nemmeno problemi.
Sapevate benissimo, pure, che l’economia globale stava rallentando, a causa di guerre commerciali che avevate auspicato, di dazi americani alle importazioni cinesi che avevate benedetto e invidiato, di un rallentamento dell’export tedesco che avevate addirittura festeggiato, tanto eravate convinti fosse la causa dei mali italiani.

Quota 100 ci costerà 40 miliardi, da qui al 2026. Dove li troviamo quei soldi? O meglio: ha senso trovarli, mentre ci toccherà aumentare le tasse o tagliare altrove?

Sapevate tutto, e avete continuato a far finta di nulla. A dire che le fosche previsioni sulla crescita dell’economia italiana fossero fasulle, create ad arte per indebolire il governo del cambiamento. A raccontarvi che se le agenzie di rating bocciavano la manovra del popolo era un bene, che non avevano mai capito nulla di economia. Che a tirare le fila dello spread fossero le cancellerie europee, quella tedesca in primis. Che fosse tutto un gigantesco complotto ordito dalle solite élite globali – le stesse che ci mandano i migranti, ovviamente -, che appena la nebbia della disinformazione si fosse diradata ci saremmo trovati nel bel mezzo del nuovo boom economico italiano. Pure Paolo Savona l’aveva detto, del resto: altro che uno e mezzo, si può crescere pure del 2% o del 3%.

E invece l’1,6% è diventato 1%, e poi 0,6%, stando alle stime di Bankitalia e del Fondo Monetario Internazionale. Stime fin troppo ottimistiche, visto che l’Istat ha certificato un calo del Pil sia nel terzo che nel quarto trimestre dell’anno e che, tecnicamente, siamo già in recessione.
Certo, chi più chi meno, le stanno tagliando tutti, le loro aspettative di crescita. Ma gli altri, con ogni probabilità, mitigheranno il crollo con interventi di sostegno agli investimenti e alla domanda interna. Tradotto, promuoveranno investimenti pubblici, abbasseranno le tasse. Noi invece, no. Ed è questo il vero grande problema italiano.
Che il peggio deve ancora arrivare.

Che abbiamo buttato nel cesso un mare di soldi, tutti i nostri margini di flessibilità e tutta la residua credibilità che avevamo in Europa per provvedimenti che non servono a nulla, forse nemmeno a far crescere i consensi di Lega e Cinque Stelle in vista delle elezioni europee. Che le abbiamo finanziate con clausole di salvaguardia da 25 miliardi e con previsioni clamorosamente errate da obbligarci, forse ancora prima dell’autunno a una brusca correzione di rotta. Che vuol dire tasse e tagli alla spesa nel bel messo di una fase recessiva del clclo economico. Tanto per essere chiari: Quota 100 ci costerà 40 miliardi, da qui al 2026. Dove li troviamo quei soldi? O meglio: ha senso trovarli, mentre ci toccherà aumentare le tasse o tagliare altrove?

Tutto quel che non si doveva fare l’abbiamo fatto, insomma. E l’abbiamo fatto solamente per evitare di fare quel che avremmo dovuto fare: tagliare il debito e la spesa corrente, abbassare le tasse, investire nella scuola e nelle infrastrutture. Da qui in poi, tutto quel che verrà, ce lo siamo meritato, e non sarà colpa di nessuno, se non nostra.
Buona recessione, Italia.

Da: QUI

 

Autore: Gerardo

Notizie di oggi
Tasse sulla casa: oggi scadono Imu, Tasi e Tari
Tasse sulla casa: oggi scadono Imu, Tasi e Tari
(Bologna)
-

TASSE SULLA CASA - Oggi è il «lunedì nero» per tanti contribuenti savonesi alle prese con la scadenza del pagamento dell’Imu, dell’acconto della Tasi e della seconda rata della Tari, per chi avesse deciso di pagare in tre rate la tassa sui rifiuti.
TASSE SULLA CASA - Oggi è il «lunedì nero» per tanti contribuenti savonesi alle...

Il grande business della SPAZZATURA. Chi paga? SEMPRE TU
Il grande business della SPAZZATURA. Chi paga? SEMPRE TU
(Bologna)
-

BUSINESS RIFIUTI IN ITALIA - A Napoli si dice: MUNNEZZ E' RICCHEZZ....che vuol dire la spazzatura è un grande business...
BUSINESS RIFIUTI IN ITALIA - A Napoli si dice: MUNNEZZ E' RICCHEZZ....che vuol...

Laureati scappano dall'Italia: 40mila matricole cercano futuro all'estero
Laureati scappano dall'Italia: 40mila matricole cercano futuro all'estero
(Bologna)
-

SEMPRE PIU' LAUREATI SCAPPANO DALL'ITALIA - Dal 2003/04 al 2017/18 le università hanno perso oltre 40mila matricole, registrando una contrazione del 13%.
SEMPRE PIU' LAUREATI SCAPPANO DALL'ITALIA - Dal 2003/04 al 2017/18 le università...

Sarri alla Juve ufficiale? La sconfitta (l'ennesima) del calcio
Sarri alla Juve ufficiale? La sconfitta (l'ennesima) del calcio
(Bologna)
-

SARRI ALLA JUVE UFFICIALE - Salvo clamorosi colpi di scena dell'ultimo momento, il nuovo allenatore della Juventus sarà Maurizio Sarri.
SARRI ALLA JUVE UFFICIALE - Salvo clamorosi colpi di scena dell'ultimo momento,...

Cambiamenti climatici: possiamo SPARIRE nel 2050
Cambiamenti climatici: possiamo SPARIRE nel 2050
(Bologna)
-

CAMBIAMENTI CLIMATICI RISCHIO APOCALISSE - Entro pochi decenni – pochi decenni – buona parte della città di Miami, in Florida, non esisterà più: sarà sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico che si saranno alzate di diversi metri a causa del riscaldamen
CAMBIAMENTI CLIMATICI RISCHIO APOCALISSE - Entro pochi decenni – pochi decenni –...



Giornale di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Giornale di Oggi - Tutti i diritti riservati