Recensione Twin Mirror

(Firenze)ore 20:22:00 del 27/08/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione Twin Mirror

La morte del suo migliore amico, però, lo costringe a tornare proprio là dove si trovano i fantasmi del suo passato, fantasmi che pensava di essersi lasciato alle spalle

Se dovessimo nominare una delle stelle 'emergenti' dell'industry dei videogiochi, la nostra mente andrebbe sicuramente ai ragazzi di Dontnod Entertainment, uno degli studios che è riuscito a conquistare la fama grazie al proprio talento. Dopo l'esordio nel 2013 con Remember Me e il successo su larga scala di Life is Strange, lo studio francese non si è più fermato, cercando da una parte di stringere collaborazioni di prestigio e dall'altra di fare un primo grande salto di qualità con Vampyr. L'action GDR a tema vampiresco ha spaccato la critica, ma resta un simbolo della crescita continua dello studio, recentemente impegnato su più fronti.

Se da un lato i fan attendono con frenesia il secondo capitolo di Life is Strange, introdotto dall'episodio gratuito The Awesome Adventures of Captain Spirit, durante l'E3 Dontnod è riuscita a sorprenderci, annunciando tramite i canali social di PlayStation la nuova IP Twin Mirror. Produrre diversi progetti è sicuramente sintomo di buona salute dello studio, che in questo caso collabora con un publisher del calibro di Bandai Namco per garantire i migliori valori produttivi possibili. In molti, però, si staranno chiedendo: in cosa consiste esattamente Twin Mirror?

Parliamo di un'avventura che pone un grande accento sulla narrazione, ed in questo campo Dontnod Entertainment ha sicuramente dimostrato le proprie capacità, ma il mood di questa produzione vuole toccare corde decisamente diverse da quelle di Life is Strange. Nessuna avventura tra i banchi di scuola e neanche professori con cui discutere dei propri compiti. Questa volta si viaggia in un mondo noir nei panni di Sam Higgs, un giornalista investigativo che fa ritorno alla propria città natale, Basswood. La causa del viaggio non è di certo felice: la morte di un caro amico d'infanzia.

Tutto sembra normale, se non fosse per un dettaglio: abbandonata nel lavandino del bagno c'è una maglia sporca di sangue. Sam è completamente illeso e non ha idea di come la maglietta sia finita in quel posto. Comincia così la sua ricostruzione della notte precedente, che ci permette di familiarizzare con le fasi investigative del gioco. Spostando Sam all'interno della stanza, ci siamo messi alla ricerca di oggetti da analizzare ed indizi da raccogliere, in modo da poterci fare un'idea di quanto accaduto. Una volta raccolti abbastanza oggetti, siamo potuti entrare nel mind palace di Sam: in esso ci troviamo nella stessa stanza d'albergo, ma abbiamo la possibilità di fare ipotesi sullo scorrere degli eventi della notte precedente. Le ipotesi tra cui scegliere aumenteranno via via che raccoglieremo indizi. Ad esempio, inizialmente potremo solamente ipotizzare di essere andati direttamente a letto.

Dopo aver raccolto il telecomando come indizio nel mondo reale, però, è possibile modificare la ricostruzione degli eventi nel mind palace ipotizzando di essere rimasti svegli a guardare la tv. Solo dopo numerosi passaggi del genere si riesce a raggiungere l'effettivo scorrere degli eventi della notte precedente: si tratta di un sistema ingegnoso che regala una grande soddisfazione una volta che si riesce a raggiungere il bando della matassa, e che non vediamo l'ora di vedere applicato ad enigmi più complessi. Una volta terminata la fase investigativa veniamo posti di fronte ad una scelta: possiamo portare con noi la maglia insanguinata oppure lasciarla dove si trova. Noi abbiamo scelto di metterla nella nostra borsa, ed il gioco ci ha avvertiti che questa scelta avrebbe avuto ripercussioni. Quali siano, purtroppo, rimane da scoprire: la demo da noi provata si chiude proprio con Sam che si lascia alle spalle la camera d'albergo, lasciandoci a bocca asciutta sulla risoluzione del mistero.

Autore: Samuele

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