Recensione The Elder Scrolls Legends

(Milano)ore 13:32:00 del 12/04/2017 - Categoria: , Videogames

Recensione The Elder Scrolls Legends

Come vedete, nonostante il mondo sia quello che conosciamo ormai da anni e di cui torneremo a parlare quando The Elder Scrolls: Skyrim farà la sua comparsa sulla nuova console Nintendo, The Elder Scrolls: Legends si lega a doppio filo con The Elder Scroll

Torniamo a parlare di The Elder Scrolls: Legends, il gioco di carte collezionabili del mondo di Tamriel che, dopo una lunga fase di beta in cui abbiamo avuto la possibilità di provarlo, è finalmente uscito ufficialmente proprio in questi giorni. I ragazzi di Dire Wolf Digital hanno anche annunciato l'arrivo della versione per iPad dal 23 marzo, per Tablet Android in aprile e per Mac OS a maggio; al momento, il gioco è disponibile solo per PC con tanto di client che va scaricato e installato e dal quale potete far partire anche altri titoli Bethesda. Non è finita qui, l'ultima notizia è arrivata in concomitanza con l'uscita del gioco e riguarda il primo grande aggiornamento per la campagna di Legends che è previsto per il 5 aprile e si chiamerà The Fall of the Dark Brotherhood: includerà una nuova storia che aggiungerà 40 nuove carte e offrirà nuovi contenuti PvE con oltre 20 missioni. Inoltre, per chi acquisterà l'espansione ci sarà in omaggio la cavalcatura Doom Wolf (Lupo del Destino) per The Elder Scrolls Online. Come vedete, nonostante il mondo sia quello che conosciamo ormai da anni e di cui torneremo a parlare quando The Elder Scrolls: Skyrim farà la sua comparsa sulla nuova console Nintendo, The Elder Scrolls: Legends si lega a doppio filo con The Elder Scrolls Online. Siamo in un periodo particolarmente florido per i giochi di carte collezionabili quindi, oltre a dover fare i conti con il solito Hearthstone, usato ormai come termine di paragone un po' come succede a World of Warcraft con gli MMO, il titolo Bethesda dovrà farsi strada attraverso una lunga lista di avversari, tuttavia crediamo che possa avere delle buone speranze vista anche l'impronta che, strizzando l'occhio all'eSport, il team di sviluppo intende dargli con l'inserimento nell'imminente futuro della modalità spettatore, dell'integrazione con Twitch e, soprattutto, di una nuova modalità Sfida. Spendiamo qualche parola su quest'ultima modalità: è stato spiegato che si tratta di tornei a tempo limitato in cui si assembla un mazzo con le carte della propria collezione e si sfidano avversari per raggiungere la cima della classifica dedicata. In un certo senso, questi tornei sono quello che a gran voce hanno chiesto per anni i giocatori di Hearthstone senza mai essere ascoltati anche se, a dirla tutta, il gioco Blizzard è supportato da tantissimi tornei organizzati dalle associazioni esterne e la casa di Irvine non ha mai nascosto il fatto di preferire la creazione di eventi Fireside Gathering ai tornei interni al gioco.

Una struttura ben definita
Oltre a una divisione qualitativa del grado delle carte (comune, rara, epica e leggendaria) TES Legends offre una distinzione qualitativa degli attributi: strength, intelligence, willpower, agility, endurance e neutral. Quest’ultimo aspetto è fortemente legato ai meccanismi di creazione dei mazzi, che possono contenere da un minimo di 50 a un massimo di 70 carte e solo appartenenti ad al massimo tre di questi attributi, con il neutral sempre obbligatorio, quindi in sostanza soltanto due caratterizzanti. Ogni attributo ha delle peculiarità che si ripercuotono sulle capacità delle proprie carte: strength sfrutta numerosi personaggi, mentre intelligence tante “magie” e invocazioni, willpower è basato sui meccanismi di potenziamento delle carte sul campo, ma agility è dominato da tante carte con un costo basso, infine endurance gira attorno a meccaniche che si esprimono al meglio in là nel late-game con costo alto ma altrettanta potenza di fuoco.L’importante è riuscire a trovare delle combinazioni che riescano a esprimere giocate vincenti sia nelle fasi iniziali sia nel late-game o altrimenti spingere tutte le proprie forza nelle fasi iniziali, con mazzi veloci e letali che nel giro di qualche turno possano davvero spazzare via l’avversario. Puntare tutto sulla resistenza purtroppo in TES Legends sembra non pagare, soprattutto per via di alcune proprietà intrinseche del gioco, utili tanto per bilanciare il mid-game quanto per aprire la strada a una vittoria sicura o una sconfitta certa sin dal principio, e che purtroppo rendono alcune partite un po' troppo draft-based.
E' un moto gravitazionale in continua caduta
I giocatori hanno 30 punti salute, ogni turno si ottiene un Magicka point in più fino a un massimo di 12, e ci sono cinque carte, tra cui pescare ogni volta che si raggiungono determinati punti salute (25, 20, 15, 10 e 5). Se, con questo tipo di pescata, dovessimo trovare una carta con l’attributo prophecy (uno dei tanti del gioco) allora potremmo giocarla in maniera totalmente gratuita: una pescata fortunata può davvero cambiare le sorti di una partita. Anche i tre magicka aggiuntivi opzionali per chi comincia per secondo possono aiutare chi parte in difficoltà, ma a volte rendono ancora più profondo il gap fra due giocatori. A limare queste spigolosità troviamo la grande rivoluzione di TES Legends, ovvero la gestione del campo di gioco, suddiviso in due parti (ciascuno di max 4 unità): una principale e l’altra “shadow”, dove è possibile nascondere le carte per un turno in modo che non possano essere prese come bersaglio dall'avversario.


Oltre a ciò l’appartenenza di un’unità a una parte del campo non le permette di attaccare quelle dall’altra, se non con poteri e  magie,  andando a rivalutare il concetto di attacco diretto; ad esempio,un impasse da una parte può essere risolto con una sortita dall’altra e le stesse unità con Guard, l’attributo che copre dagli attacchi nemici l’eroe, hanno effetto in una sola. Ci sono carte ONGOING, cioè che creano un effetto duraturo sul campo di battaglia o che prevedono molteplici utilizzi, queste contribuiscono anch’esse a organizzare la fase di preparazione e a sopportare meglio gli affondi dell’avversario: avere una buona strategia, che deve essere diversa a seconda del mazzo che si sta utilizzando, può sicuramente aiutare ad arginare le sorprese, da quello che si è visto sempre moltissime. 
Tante modalità, ma niente di nuovo sotto il sole
Una volta appreso e compreso il gameplay, è il momento di tuffarsi nel cuore dell’avventura con le altre modalità di The Elder Scrolls: Legends ovvero quella semplicemente chiamata Play, Solo Arena e Versus Arena. La prima è la classica che ci porta a sfidare giocatori online in partite amichevoli (chiamate “casual” e classificate)e sarà il modo principale per completare le missioni che si attiveranno di giorno in giorno. Solo Arena e Versus Arena invece ci mettono di fronte alla creazione di un mazzo per poter affrontare una serie di scontri contro altra gente online o offline, con diversi mazzi, al prezzo di un biglietto da 150 gold o 1,99€. Alla terza sconfitta finiranno le nostre possibilità di continuare nell’arena e saremo invitati ad uscire con una ricompensa proporzionata al numero di vittorie ottenuto. Ricompensa che si declina in Gold, Packs e soprattutto Soul Gems, tramite cui poter creare delle carte mancanti, al pari di quanto concesso anche nel competitor diretto. Come al solito è possibile recuperare i pacchetti dallo shop dedicato, utilizzando i gold guadagnati tramite le missioni oppure con soldi veri a fronte di un listino prezzi in linea con l’attuale mercato dei free-to-play. E’ doveroso ammettere che sistema funziona tranquillamente senza spendere un centesimo e non è eccessivamente lento da indurre in acquisti dettati da una volontà di accelerare la fase di creazione dei mazzi.

La direzione artistica è curata, ma ha un verso univoco e nel gergo tecnico "o piace, o non piace", sia lato grafico sia lato musicale. Doveroso un accenno al comparto tecnico, ma comunque lapidario dato che il gioco si è presentato sufficientemente solido e non abbiamo riscontrato problemi nel matchmaking, se non un po' di lentezza in alcuni momenti della giornata probabilmente a causa di server non sovrabbondanti di persone. Il gioco infatti gira dignitosamente anche su configurazioni non troppo performanti, non deludendo quelle che erano le nostre aspettative di fronte a un titolo di questo tipo.

Autore: Luca

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