Recensione Quake Champions

(Campobasso)ore 22:42:00 del 26/09/2017 - Categoria: , Videogames

Recensione Quake Champions

Le modalità di gioco, con il ritorno delle modalità più famose, tra cui i massacranti Deathmatch ed il Deathmatch a squadre, con il competitivo Duello uno contro uno, insieme alla nuova modalità a squadre Sacrificio.

Le caratteristiche principali del nuovo Quake possono essere racchiuse in 4 grandi gruppi:

Il nuovo Quake Multigiocatore, con il classico rocket Jumping, la competizione basata sull’abilità e la velocità incredibile di Quake sono ancora vive, offrendo ai veterani un ritorno alle origini e ai nuovi giocatori un modo per dimostrare quanto valgono.

Campioni unici e incredibili, con l’introduzione di quest’ultimi, ognuno dotato di abilità e attributi unici e funzionali alla dinamica di gioco tipica di Quake, con ogni campione progettato per esaltare il proprio stile personale e le proprie abilità.

Armi potenti e devastanti, con il grande arsenale di Quake, creato per la distruzione, viene riproposto con le armi preferite dai fan, come il lanciarazzi, l’elettrolaser e il preciso cannone a rotaia, a cui si aggiungono altri strumenti di morte.

Le modalità di gioco, con il ritorno delle modalità più famose, tra cui i massacranti Deathmatch ed il Deathmatch a squadre, con il competitivo Duello uno contro uno, insieme alla nuova modalità a squadre Sacrificio.

Le sparatorie sono veloci e furiose, si muore in continuazione (ma davvero tanto), le mappe sono costruite su un level design ispirato e, ancora una volta, tremendamente old school. Ogni arena si divide tra cunicoli, jump pad e teletrasporti, alternando corridoi stretti e crocevia tremendamente piccoli, dove lanciarazzi e shotgun dominano, ad aree più grandi dove i giocatori dotati di ottima mira potranno fare sfaceli con le armi di precisione. Nella sua essenza, quindi, Quake Champions si può già considerare pronto per essere consumato dai voraci affamati di proiettili e violenza. Anche perché, qualche settimana fa, alla QuakeCon si è svolto un torneo in piena regola dove, tra gli altri, è stato protagonista anche il nostro Stermy con una prestazione notevole. Ma le perplessità non sono poche, e coinvolgono quella che è la novità della produzione, nonché il suo marchio di fabbrica: i campioni.


Soldati, marine e guerrieri
Giusto la settimana scorsa, Tim Willits di idSoftware ha parlato dell’introduzione di personaggi del mondo Bethesda all’interno di Quake Champions, tra cui il dragonborn di Skyrim. Ora, a prescindere dalla fattibilità o meno della cosa, il futuro della produzione è ben chiaro e viaggia sulla scia di Overwatch, ovvero una serie di campioni aggiunti nel corso del tempo per infoltire le fila della carne da macello di Quake Champions. Il problema sorge dall’inevitabile sbilanciamento in termini di prestazioni da un eroe all’altro. Dall’ultima prova è cambiato molto, e non ci sono più delle differenze madornali ma, nonostante il lavoro di idSoftware, è ancora palese come alcuni eroi verranno accantonati prima di altri. In generale, gli eroi più veloci sono estremamente più efficaci, soprattutto se uniti ad armi con un altissimo rateo di fuoco. Non sorprende quindi che, tra le novità dei prossimi tempi, ci sia una modalità definita “Classic Mode”, nella quale tutti i personaggi sono identici e le abilità non contano. Una modalità di gioco che, ci scommetto il mio proverbiale e simbolico euro, sarà la più giocata nel lungo periodo. In un titolo come Quake Champions la possibilità di essere più veloci di altri, scomparire dalla vista per qualche secondo, riuscire a virare velocemente negli angoli a 45° sono vantaggi molto più reali di altri e, temo, in grado di snaturare l’esperienza asciutta che ha reso Quake il culto che è sempre stato.

Autore: Alberto

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