Recensione Football Manager 2019

(Torino)ore 17:34:00 del 02/11/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione Football Manager 2019

Come da consuetudine, Sports Interactive ha iniziato da almeno un mese a pubblicare aggiornamenti e notizie sul titolo, e fin da subito una delle novità più corpose è sembrata essere quella legata agli allenamenti della propria squadra.

 

Con i vari campionati che entrano nel vivo, torna anche la nuova edizione di Football Manager. Il gioco uscirà ufficialmente a inizio novembre, ma da qualche giorno è già presente la versione beta, che comprende la maggior parte delle feature già annunciate.

Le novità sul fronte tattico e manageriale

Come da consuetudine, Sports Interactive ha iniziato da almeno un mese a pubblicare aggiornamenti e notizie sul titolo, e fin da subito una delle novità più corpose è sembrata essere quella legata agli allenamenti della propria squadra. Diciamo subito che, se la memoria non ci inganna, si è tornati a un’impostazione di base che ricorda le versioni di qualche anno fa, dove era possibile scegliere gli esercizi da far svolgere ai propri giocatori. Per ogni giorno della settimana, è possibile organizzare fino a tre sessioni di lavoro, scegliendo tra dieci differenti tipologie di allenamenti che si dividono, a loro volta, in decine di esercizi diversi.

La quantità di programmi e combinazioni possibili è veramente elevata, e a una prima occhiata può anche spaventare e far cadere nella tentazione di delegare il tutto alla IA. C’è di buono, però, che per ogni programma viene spiegato chiaramente quali attributi possono migliorare e quali peggiorare, dando così al giocatore almeno alcuni riferimenti sui quali costruire il proprio programma di training.

L’altra grande novità di Football Manager 2019 riguarda la costruzione della tattica della propria squadra, elemento che ora si divide in tre macroaree. Dopo aver scelto la formazione di base, infatti, si dovrà andare a stabilire come la propria squadra dovrà comportarsi in fase di possesso, non possesso e transizione. Tutto ciò porta a decidere se la propria squadra debba pressare più o meno alta, sfruttare le fasce e via di seguito. Per i più pigri, ci sono anche dei preset pronti per l’uso che richiamano alcune delle tattiche più famose, come il gegenpressing di Klopp e il Tiki Taka di Guardiola.

Il sistema, nel suo complesso, sembra funzionare piuttosto bene; più di una rivoluzione, si tratta di una organizzazione più ragionata delle opzioni già presenti negli scorsi anni. Anche qui, il ritorno alle indicazioni sulle fasi di non possesso richiamano quanto già si poteva fare nelle edizioni passate, se non nei vecchi (vecchi vecchi) Scudetto.

 

Cosa cambia una volta scesi in campo

Uno dei punti più controversi di Football Manager è sicuramente la rappresentazione tridimensionale delle partite. Ogni anno gli sviluppatori assicurano di aver introdotto centinaia di nuove animazioni e miglioramenti vari, sebbene l’esperienza finale tenda a essere al di sotto alle aspettative. Quest’anno, un po’ a sorpresa, abbiamo notato veramente l’impatto di alcune nuove animazioni, come colpi di tacco ed esultanze diverse dal solito. L’elemento che sembra spiccare più degli altri è la rinnovata gestione delle traiettorie del pallone, ora decisamente più curve (a volte anche troppo) e liftate rispetto al passato. È possibile notare questo particolare durante le punizioni e, soprattutto, in occasione dei calci d’angolo.

Dal punto di vista grafico, vale la pena segnalare la buona rappresentazione dei giocatori in campo, che anno dopo anno somigliano sempre di più a calciatori che a semplici omini tridimensionali privi di vita. Anche alcuni stadi sembrano migliorati, specie quelli delle partite delle serie inferiori, sebbene gli elementi di contorno siano ancora troppo pochi.

Per il resto, la gestione delle indicazioni nello spogliatoio e in campo a grandi linee sembra essere simile al passato, se non per qualche cambiamento nell’interfaccia e qualche aggiunta nelle frasi pronunciabili. Per maggiori particolari sull’esperienza legata alle partite vi rimandiamo alla recensione finale del gioco: al momento, segnaliamo la rappresentazione di discrete trame di gioco accompagnate, però, dalle consuete topiche di portieri e difensori. L’introduzione del VAR, sottolineata come una delle novità più evidenti del gioco, regala sicuramente una piacevole variazione sul tema, anche se il numero di campionati in cui sarà possibile utilizzarla è piuttosto risicato (come nella realtà, d’altra parte).

Il punto su skin, regen e licenze

Abbiamo lasciato da parte alcune considerazioni sparse su aspetti di gioco e altre feature che, seppur molto pubblicizzate, non sembrano avere un grande impatto. Andiamo con ordine: nella versione principale della skin di quest’anno il colore principale, ovvero il viola, si accompagna alla tonalità primaria della squadra attiva in quel momento sullo schermo. Ciò significa che se si sta visionando la formazione del Milan alcuni particolari della skin diventeranno neri, mentre se si passa alla Lazio gli stessi elementi saranno azzurri. È una dinamica già introdotta da molte skin prodotte dagli appassionati e che, in ogni caso, rende un po’ più piacevole la navigazione tra le diverse compagini. In generale, poi, alcune schermate dell’interfaccia presentano ora un’organizzazione migliore delle informazioni, e un colpo d’occhio più piacevole.

La situazione legata ai regen, ovvero i calciatori creati dal motore grafico del gioco, sembra essere leggermente migliorata. Quest’anno, i giocatori mostrano un aspetto più umano e un po’ meno inquietante. Segnaliamo con piacere l’introduzione di pizzetti e barbe, anche se la varietà delle capigliature e, in generale, dei visi degli atleti è ancora troppo bassa.

Per ultimo, anche il tema delle licenze è stato al centro degli annunci di Sports Interactive: in effetti la Bundesliga, da sempre bistrattata, ora è completa di nomi reali, loghi, magliette e foto dei calciatori. Anche qui, come nel caso dell’analisi della skin, si tratta di cambiamenti che i fan provvedevano a effettuare annualmente pochi giorni dopo l’uscita della beta. In ogni caso, il cambio di tendenza portato da Football Manager 2019 è comunque da sottolineare

Da: QUI

 

Autore: Luca

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