Recensione Assassin's Creed Origins

(Milano)ore 11:40:00 del 07/10/2017 - Categoria: , Videogames

Recensione Assassin's Creed Origins

Inoltre, anche le missioni secondarie sono cresciute in termini di progettazione.

Tenendo conto del fatto che qualsiasi elemento “vivo” presente nel gioco, umano o animale, ha un suo proprio livello, sarà molto più facile capire se stiamo per entrare in una zona che può garantirci una sfida giusta o in un’altra in cui saremo destinati a soccombere rapidamente.
Lo stesso concetto si applica alle missioni principali. All’inizio della nostra demo, la missione che ci attendeva era fissata sul livello 18, e i membri del team di sviluppo presenti consigliavano di non affrontarla a meno di non essere almeno due livelli sotto a quello consigliato. Il momento perfetto per dimostrare che, comunque, ognuno può scegliere la sua strada grazie a un approccio più vicino a The Witcher che non agli Assassin’s Creed classici.

Inoltre, anche le missioni secondarie sono cresciute in termini di progettazione. Non sono più semplici compiti tipo “vai fino a lì, recupera questo oggetto, fine”, ma sono senza dubbio un po’ più elaborate. Il problema in questo caso - visto che abbiamo iniziato a giocare su un salvataggio con già diverse ore alle spalle e senza sapere come si era arrivati fino a quel punto.- è che non sembrano particolarmente attraenti. Per il momento, ho incontrato missioni classiche da Assassino su commissione, anche se un po’ più elaborate. È un peccato che non sia riuscito a trovare l’accesso alle piramidi, ai loro labirinti e tombe nascoste, perché sono proprio queste le aree che promettono di rendere le esplorazioni più misteriose e interessanti.

Abbiamo visto tre principali posti in cui la storia sarà ambientata, anche se non mancheranno certo le sorprese. Iniziamo dal paesaggio urbano: ammirevole perché trasmette la forza di volontà di un popolo capace di edificare con i mezzi che aveva a disposizione, principalmente massi d'ogni genere. Il risultato sono agglomerati urbani molto orizzontali e poco verticali, eccezion fatta per la parte nobile della città dove spiccano strutture imponenti da vedere e davvero appassionati da scalare. Ci si sposta poi sul letto del Nilo, terra dei coccodrilli e di tesori sommersi.

Vagare per le acqua ammirando il riflesso del sole per poi concedersi qualche esplorazione subacquea è una dei quelle attività che non vediamo l'ora di poter vivere; perfettamente integrata al gameplay ma capace di spezzare un po' i ritmi incessanti delle quest. Rimane poi quella che secondo noi sarà la punta di diamante della produzione: l'esplorazione del deserto e delle enigmatiche piramidi. In poche parole: è spettacolare. Cavalcare fra le dune perdendosi in questa distesa gialla di sabbia ci permetterà sia di vivere realmente le atmosfere egiziane ma anche -siamo certi- di scoprire tesori segreti. Imbattersi in una piramide poi vorrà dire passare almeno due, tre minuti a contemplarla, giocando con la telecamera per poterla assaporare al meglio. Senza considerare poi gli interni, pregni di misticismo ed enigmi: torcia alla mano, Bayek dovrà intrufolarsi nei più reconditi angoli della struttura per venire a capo di misteri millenari. 

Autore: Carmine

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