Quando la fotografia passa... da dietro a davanti

REGGIOLO (Reggio Emilia)ore 21:15:00 del 11/06/2014 - Categoria: Curiosità

Quando la fotografia passa... da dietro a davanti

E' il caso di Rossella Gozio, prima fotomodella e poi fotografa, in grado di sfruttare la propria esperienza ed applicarla a ciò che fotografa

La vita con Rossella Gozio non è stata tenera. Le ha riservato una gioventù spensierata, un'adolescenza complicata, una maggiore età in totale indipendenza con l'esigenza di saper badare a se stessa. Sarà per questo pregresso che oggi, pur giovanissima, è un'artista emergente (www.facebook.com/PhotoDamaS) che può permettersi il lusso di avere in curriculum i due lati della fotografia.

Davanti e dietro all'obbiettivo, fotomodella e fotografa. Un'arte nata in tenera età e proseguita al giorno d'oggi con Rossella che sfida i canoni della modella classica e della fotografa vecchio stampo. Sperimentare, sotto ogni punto di vista, è la sua unica linea guida. Non è un caso che l'arte coincida con ogni istante della sua giornata. Adora il teatro, le mostre d'arte, gli artisti. Chiunque abbia un'idea e la metta in pratica. Un lampo, un flash, proprio come una fotografia. "Ma l’unica vera fan del mio progetto sono io, e nessuno può essere più critico di me nei miei lavori".

Il giudizio è il suo. Con se stessa non è mai stata tenera. Le esperienze vissute le hanno forgiato il carattere, l'hanno costretta ad affidarsi quasi sempre alle sue intuizioni. "Il mio cammino è appena iniziato, ma nel mio piccolo ho già tante soddisfazioni dalle persone che mi conoscono e iniziano a seguirmi come “fotografa”. Seguo molti “fotografi famosi” per ispirazione per imparare e mi sento anni luce da loro e non amo molto titolarmi come fotografa". 

Hai preso anche una scelta personale per ribadire questo concetto, ovvero che sei all'inizio della tua nuova carriera dietro l'obbiettivo... 

Sì, da questo nasce anche la scelta di non firmare le foto con il mio nome personale ma con il nome del progetto che ho ideato “D-amaS+”, anche la scelta grafica di indicare davanti la dicitura ph. n minuscolo sta ad indicare che sono agli inizi e non voglio che mi venga attaccata addosso la supponenza che molti fotografi hanno. Il nome che ho scelto per firmare i miei lavori ha diversi significati: Damas = damasco dai tessuti damascati che tanto adoro, la D e la S grandi per delimitare l’inizio e la fine della parola “ama” come amore per la fotografia scritto in minuscolo come se fosse una cosa privata, tutta mia. Ed infine il più e il meno, il buono e il cattivo che come tutti ho dentro. Per ora il mondo della fotografia mi ha dato tanto, anche nelle brutte  esperienze, e se non fossi stata una “modella” a mia volta forse nella composizione di un immagine non sarei stata così avvantaggiata. 

Abbiamo detto che sei stata una bambina che è dovuta crescere in fretta... 

La mia adolescenza si divide a tappe, diversi blocchi molto distinti tra di loro... Nei primi dieci anni ero una bambina viziata dall’amore di un padre benestante e affermato commercialista e una madre casalinga che non mi faceva mancare nulla. Non ero una di quelle bambine particolarmente socievoli e discole anzi, sapevo stare ferma a tavola, sapevo pulirmi il pesce da sola già da piccola, e tutto in nome di quella educazione che ancora oggi mi porto dentro. Poi un giorno d’improvviso tutto finì per problemi economici e personali, tutto il mio mondo di vetro si sgretolò e da Potenza ci trasferimmo fino a quando finalmente ci stabilizzammo io mia madre e mio fratello a Reggiolo (RE) dove iniziammo una nuova vita. L’inquietudine di quegli avvenimenti mi sconvolsero molto, facendomi chiudere sempre di più in me. Ero abbastanza bruttina, venivo da un ambiente diverso, anche il solo vestire era diverso dai miei coetanei, e questo portò all’essere sempre schernita da molti, prese in giro, rifiutata dai ragazzi. Anni duri ma strinsi i denti e continuai a vivere tra alti e bassi. Io scelsi di restare a Reggiolo, avevo 17/18 anni, e di iniziare una vita nuova da sola ed è a quella scelta che devo tutto quello che sono ora, una persona libera indipendente che si sveglia ogni mattina sorridendo e guardandosi intorno sapendo che ha tutto grazie alle sole sue forze. 

Il tuo incontro con la fotografia inizia comunque da piccola... 

Mio padre quando ero piccola scattava  tantissime fotografie e tutte in diapositive, la fotografia per me è sempre stata una parte della mia identità,  per molti anni data da un proiettore e basta. Poi un giorno un fotografo tramite amicizie comuni mi ha contattato per un servizio fotografico e dopo un lungo “corteggiamento lavorativo” ho accettato: devo a lui il mio inizio da modella. C’era però sempre qualcosa che non andava, contenta del risultato e allo stesso tempo sempre perennemente insoddisfatta ma non riuscivo a capire di che cosa… Poi un giorno mi ha contattato uno di quei fotografi che non sono famosi ma che sono delle perle nel loro ambiente per un servizio fotografico: nelle sue foto mi vedevo come mai mi ero vista, bellissima e li ho capito che anche io volevo far sentire le donne/ragazze normali così come mai non si erano sentite.

Ecco che è iniziata la Rossella Gozio… double face 

Ho comprato diversi libri, fatto un corso, una reflex, obiettivi, e ho contattato una prima ragazza che non aveva mai posato, è bastato un vestito fucsia un campo e dei palloncini per iniziare. Con l’ultimo servizio fotografico che mi è stato commissionato ho instaurato anche una la collaborazione con una figura creativa che mi aiuterà nelle mie folli idee ma l’obiettivo è sempre lo stesso, sentire sempre le stesse parole “mi vedo bellissima nelle tue foto”. In futuro vorrei estendere questo progetto e caso mai farne una vera e propria professione, chissà, per ora mi godo quello che nel mio piccolo sto realizzando, perché se anche solo una di quelle persone ritratte nelle mie foto ne usa una per identificarsi in un social o farne una stampa da ammirare e ricordarsi quel momento è già un enorme soddisfazione.

Cos'è per te, ex modella e artista, la bellezza? 

La bellezza per me è sempre stata una dote tanto amata quanto odiata. Avendo sofferto molto in adolescenza per via del mio aspetto, i rifiuti, le prese in giro, i nomignoli mi sono creata uno scudo contro e pro bellezza. Negli anni ho cambiato moltissimo la mia immagine con tanti tatuaggi (ora ne ho 7) extension, tacchi altissimi colore dei capelli rosso fuoco: tutto sempre e solo per creare un immagine forte come un scudo da proteggermi dal mondo esterno, dando solo ad alcuni la possibilità di vedere cosa c’è dietro. Anche il mio sguardo rigido e serio mi ha aiutato a difendermi negli anni, tanto da sembrare sicura di me stessa ma quello che dico sempre è “non sono bella, ma so di piacere e sono abbastanza brava da ostentare sicurezza nel crederci”. Cosa pensa la gente di me?? Dipende, camminando per strada puoi incontrare tranquillamente chi ti direbbe “Rossella, è cattiva e apatica” oppure “ Rossella è sempre così solare e attiva”, in fondo tutti abbiamo il bianco ed il nero dentro, cambia solo la percentuale di misura...

Autore: Albertone

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