Prova costume e diete, attenti ai rimedi superveloci

(Genova)ore 15:48:00 del 05/04/2017 - Categoria: , Salute

Prova costume e diete, attenti ai rimedi superveloci

Addome piatto, pelle soda, vita stretta. Con l’avvento della primavera si moltiplicano le proposte di chi assicura di poter far ritrovare a chi l’avesse persa la forma fisica giusta per la “prova costume”.

Addome piatto, pelle soda, vita stretta. Con l’avvento della primavera si moltiplicano le proposte di chi assicura di poter far ritrovare a chi l’avesse persa la forma fisica giusta per la “prova costume”. E se fino a poco tempo fa a preoccuparsi erano solo le donne, oggi anche gli uomini si fanno irretire dalla ricerca della forma perfetta. Le promesse più ricorrenti riguardano il dimagrimento veloce e ad andare per la maggiore sono le diete che promettono risultati immediati senza troppi sacrifici anche attraverso l’utilizzo di prodotti miracolosi.

Ecco la dieta Lemme che, in antitesi a ogni regola di sana alimentazione, bandisce dal menù frutta e verdura e permette quantità pressoché illimitate di grassi e proteine; quella del gruppo sanguigno basata sulla ipotetica correlazione tra alimentazione e sistema immunitario, che passa dai gruppi sanguigni. E ancora la Scarsdale, la Dukan, la Plank e così via dicendo. Meglio, però, diffidare. Difficile che i chili di troppo possano scomparire in un battibaleno. E, poi, ci sono i rischi alla salute che possono derivare da un regime alimentare squilibrato o dall’assunzione di prodotti di cui non si conosce la formulazione.

«Se vi consigliano una dieta per perdere peso velocemente, chiedetevi: “La farei fare a mio figlio?”. Se la risposta è sì, fatela subito, se la risposta è “forse”, informatevi meglio su chi ve l’ha data, se la risposta è “no”, evitatela come la peste», riassume Carla Lertola, medico specialista in Scienza dell’alimentazione che in trent’anni di professione, ha fatto dimagrire e insegnato a mangiare sano a migliaia di persone, sempre senza demonizzare il cibo, la buona cucina e men che meno i carboidrati.

Nemica delle diete iperproteiche, super veloci e squilibrate e contraria all’uso di farmaci dimagranti, Carla Lertola è una convinta fautrice della dieta mediterranea.

Dottoressa Lertola come si fa a coniugare la dieta con la passione per il cibo?

«Mangiare è un’esperienza individuale importantissima. Si tratta del primo contatto che abbiamo con il mondo, quindi come si può pensare che il cibo sia un male? Quello che è necessario fare è riprogrammare la mente al mangiar sano e per farlo la dieta non deve essere restrittiva, né punitiva, deve essere semplice e contenere alimenti che piacciono. Non bisogna creare distanza tra ciò che prevede la propria dieta e quello che si mangia nella normalità. Questo lo si può fare solo se si conosce bene il cibo che, quindi, non deve essere demonizzato».

Cosa c’è di sbagliato nei programmi di dimagrimento veloci?

«Lo specchietto per le allodole di certi regimi alimentari è far credere che la dieta possa durare solo per un certo periodo. Si seguono diete iperproteiche con la convinzione che tanto durerà poco tempo e che quindi non possano nuocere alla salute. Si tratta di regimi che, facendo rinunciare a tutto, ovviamente fanno perdere peso in poche settimane. Ma è tutto inutile: se non si riprogramma la mente in modo corretto e permanente, i chili si riprendono presto e si torna di nuovo a dieta. Non è vero che è possibile fare una dieta per poco tempo».

Molti regimi alimentari di moda demonizzano i carboidrati.

«I carboidrati sono l’energia del corpo, rinunciarvi significa avere attacchi di fame e condannare al fallimento lo schema alimentare. Poi, ormai siamo tutti concordi che sia meglio mangiare cereali integrali. La quota proteica, poi, non deve mancare: anche se mangiare carne rossa non è più di moda, l’intestino umano la riconosce come fonte di ferro tanto che quello della carne è più assorbibile di quello contenuto nella soia e negli spinaci».

Come si può, quindi, mangiar bene e dimagrire?

«Bisogna mangiare di tutto un po’, come dicevano le nonne. Lavorare astutamente sulle quantità e gli equilibri della giornata. Un’alimentazione che contempla tutto non solo fa bene alla salute, ma dal punto di vista emotivo mette al riparo da situazioni estremistiche e può essere mantenuta per sempre».

Due anni fa lei ha scritto un libro che s’intitola “Liberi dalle diete”. È un manifesto?

«No, descrive diciassette situazioni tipiche in cui si cade, qualitativamente e quantitativamente nell’errore alimentare e insegna ad affrontarle».

Nel 2015 ha istituito Robin Foood. Cos’è?

«Un’associazione no profit che chiede a chi ha di più in tavola, di donare a chi ha di meno. Oltre a fare di più per contrastare lo spreco di cibo da una parte e la scarsità in certe fasce della popolazione, Robin Foood lavora perché il cibo donato sia buon cibo e promuova una corretta educazione alimentare».

Da: QUI

Autore: Samuele

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