Posto fisso nella PA

(Potenza)ore 23:05:00 del 27/11/2016 - Categoria: , Denunce, Lavoro, Politica

Posto fisso nella PA

Via libera ieri in Consiglio dei ministri a cinque decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione: dirigenza pubblica, camere di commercio, servizi locali, Scia-2 ed enti di ricerca sono gli argomenti del pacchetto approvato ieri dop

Per centrare questo obiettivo, la nuova architettura manda progressivamente in soffitta anche la divisione fra prima e seconda fascia nella dirigenza statale, e quindi allarga la “concorrenza” per i posti più ambiti. Di qui l’opposizione degli attuali dirigenti di prima fascia, che nel testo approvato in prima lettura ad agosto aveva prodotto una clausola di salvaguardia per riservare agli attuali dirigenti di prima fascia il 30% dei posti dirigenziali generali messi a bando. Ieri in consiglio dei ministri si è discusso di una nuova ipotesi di tutela generalizzata (anticipata sul Sole 24 Ore di martedì scorso), che avrebbe determinato una sorta di diritto agli incarichi più alti a tutti gli attuali dirigenti di prima fascia, ma proprio su questo punto si è animata la discussione che ha portato al «salvo intese». La partita, insomma, continua a essere aperta su questo punto, mentre sono stati accolte le altre richieste di modifica poste dal Parlamento: le commissioni nazionali saranno più ampie e avranno disponibilità di personale dalla Funzione pubblica, quelle relative a regioni ed enti locali avranno ampia autonomia nella definizione dei loro meccanismi e gli enti locali potranno contare su un fondo perequativo per finanziare lo stipendio base dei dirigenti che restano in parcheggio. Senza questo correttivo, infatti, alla scadenza dei quattro anni i Comuni avrebbero dovuto finanziare sia la busta paga integrale del nuovo dirigente sia quella residua del suo predecessore, pagando due persone per averne una con il rischio di sforare i tetti di spesa di personale.

Per evitare il rischio di ricorsi, e superare i problemi di legittimità evocati dal Consiglio di Stato, il passaggio al nuovo sistema sarà però parecchio graduale: i meccanismi attuali rimangono in vigore fino a quando le commissioni chiamate a gestire i tre ruoli non fisseranno i criteri generali in base ai quali assegnare gli incarichi, e nei 18 mesi successivi gli incarichi statali, regionali o locali saranno riservati (con una deroga massima del 15%) a chi è iscritto ai rispettivi ruoli. Solo dopo, in pratica, si potrà attivare il passaggio libero dai Comuni alle Regioni o allo Stato, o viceversa, che traduce l’obiettivo della riforma di creare una «dirigenza della Repubblica» unica e mobile.

Lo scatto di anzianità l’hanno già tolto da 20 anni e più, e per quanto riguarda gli esuberi, sono 10 anni che le competenze del mio ufficio vengono pian piano trasferite ad organi militari, esclusi dalla piena applicazione della spending review e del blocco del turnover. Qui si fa macelleria sociale ai danni dei dipendenti pubblici più indifesi , senza incidere minimamente sui reali sprechi e inefficienze.

Via libera ieri in Consiglio dei ministri a cinque decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione: dirigenza pubblica, camere di commercio, servizi locali, Scia-2 ed enti di ricerca sono gli argomenti del pacchetto approvato ieri dopo i passaggi in Consiglio di Stato, Parlamento e Conferenza Unificata. Le approvazioni insomma, sono definitive, anche se nel caso dei dirigenti, cioè il provvedimento più delicato sul piano politico, il passaggio è nella formula «salvo intese», che lascia spazio a interventi sul testo prima della Gazzetta Ufficiale.

Fin dal primo passaggio in Cdm ad agosto, del resto, la riforma dei dirigenti ha acceso una sorta di rivolta fra i diretti interessati, in particolar modo ai vertici di alcuni ministeri. Il nuovo meccanismo introduce il sistema dei tre «ruoli unici» per Pa statale, Regioni ed enti locali, in cui i dirigenti potranno concorrere per gli incarichi di quattro anni messi a bando dalle amministrazioni. Chi rimane senza incarico perderà le parti variabili della retribuzioni (possono valere fino al 60% della busta paga): dopo due anni, i dirigenti in stand by saranno ricollocati d’ufficio dove c’è un posto disponibile e, in caso di rifiuto, usciranno dal ruolo. Se il dirigente si vede revocare l’incarico perché non raggiunge gli obiettivi fissati dall’amministrazione, ha un anno di tempo per trovarne uno nuovo prima di decadere. Nel tentativo di ancorare alle performance anche le buste paga, il decreto conferma l’obbligo di dedicare al trattamento accessorio almeno il 50% della retribuzione, con almeno tre euro ogni 10 misurati in base ai risultati individuali. Un bel rebus da attuare, vista l’impossibilità di gonfiare i costi complessivi dei dirigenti.

Autore: Luca

Notizie di oggi
Contratto di Governo: DOV'E' IL SUD?
Contratto di Governo: DOV'E' IL SUD?
(Potenza)
-

Nella versione definitiva del contratto di governo tra Lega e M5S mancano politiche ad hoc per il Meridione
Il M5S ha tradito il Sud?  Scorrendo tra i trenta punti, in ben 57 pagine, alla...

Premier: Ecco chi e' l'avvocato Giuseppe Conte
Premier: Ecco chi e' l'avvocato Giuseppe Conte
(Potenza)
-

Distinto ma disponibile, sempre in doppio petto ma guai a chiamarlo “tecnico”
Distinto ma disponibile, sempre in doppio petto ma guai a chiamarlo...

Con M5S e LEGA al governo, 20 cent in meno al litro sul CARBURANTE
Con M5S e LEGA al governo, 20 cent in meno al litro sul CARBURANTE
(Potenza)
-

Ettore Livini, nella Repubblica, scrive che una delle prime proposte avanzate da Lega e M5S, riguarda l’eliminazione delle componenti anacronistiche delle accise sul carburante.
Ettore Livini, nella Repubblica, scrive che una delle prime proposte avanzate da...

La BCE PUO' cancellare il DEBITO: chi lo ignora e' in MALAFEDE
La BCE PUO' cancellare il DEBITO: chi lo ignora e' in MALAFEDE
(Potenza)
-

«Il livello di confusione è così alto – scrisse De Grauwe – che il presidente della Bundesbank si è rivolto alla Corte Costituzionale tedesca sostenendo che il programma Omt della Bce esporrebbe i cittadini tedeschi al rischio di dover pagare Paul De Grau
Perché la Bce può benissimo cancellare 250 miliardi. E chi lo nega è ignorante o...

3 persone su 10 non hanno ACQUA POTABILE in casa
3 persone su 10 non hanno ACQUA POTABILE in casa
(Potenza)
-

L’acqua è un bene di vitale importanza ed è un diritto inalienabile per tutti gli abitanti del pianeta. C’è un enorme massa d’acqua nel mondo, ma solo il 2,53% dell’acqua della terra è dolce, e circa due terzi di essa sono sotto forma di ghiacciai o nevi
L’acqua è un bene di vitale importanza ed è un diritto inalienabile per tutti...



Giornale di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Giornale di Oggi - Tutti i diritti riservati