Politica: ecco perché un vero leader non andrà mai al Colle

CALTANISSETTA ore 09:44:00 del 05/02/2015 - Categoria: Politica

Politica: ecco perché un vero leader non andrà mai al Colle

Politica: ecco perché un vero leader non andrà mai al Colle | Meditazione sull’elezione di Sergio Mattarella

Sergio Mattarella è stato vice di D'Alema quando era premier. Un governo che ha regalato la Telecom a una banda di criminali e ha fatto molte altre operazioni che ci hanno portato ad essere un paese medio-povero. (D’Alema però è diventato ricco in quel periodo e si è comprato una bella barca). Ha continuato ad essere vice col governo Amato, assistendo muto a mille altre ruberie. Attualmente è membro della corte costituzionale, quella che da anni ha abolito la democrazia impedendo lo svolgimento di qualunque referendum. Ultimo quello sulla legge Fornero, ma ne ha impediti tanti altri. Come persona il neo Presidente non si discute, ma discutiamo sulla figura….

Sei un vero leader, stimato dagli elettori? Non abiterai mai al Quirinale. Lo dice la storia della Repubblica italiana, che nei suoi settant’anni ha avuto una quindicina di figure eminenti, statisti e capi di partito che l’hanno fondata, guidata e dominata. Nessuno di loro, però, ha mai raggiunto il Colle. Un analista “eretico” come Marco Della Luna sostiene che il profilo “defilato” della classe dirigente italiana, specie degli esponenti politici chiamati a rivestire le cariche istituzionali più eminenti, non è casuale: un leader forte, capace di incarnare una vertenza sovranista in nome del futuro della comunità nazionale, sarebbe percepito come un pericolo, sia in sede europea che sul versante atlantico.

Chiedetevi perché non si fa mai “la cosa giusta”, suggerisce Barbard: scoprirete che i partiti, specie quelli del centrosinistra, sono stati tutti reclutati dal “vero potere”, quello dell’oligarchia neo-aristocratica, per sabotare lo Stato e servire gli interessi delle Multinazionali finanziarie. Lo sostiene anche Paolo Barnard: nel saggio “Il più grande crimine” documenta la “svendita” del paese da parte dei tecnocrati del centrosinistra, cooptati dall’élite finanziaria europea prima ancora che la classe dirigente della Prima Repubblica venisse spazzata via dal ciclone Mani Pulite. L’Italia del boom economico “doveva” piegarsi ai tormenti di Maastrich e alle torture imposte dall’euro, pareggio di bilancio e Fiscal Compact, riforme strutturali (azzeramento del welfare) e taglio della spesa pubblica, cioè demolizione – mediante crisi – del tessuto socio-economico nazionale.

Cosa ne pensi di questa situazione? Trovi la storia della Presidenza della Repubblica degna di nota?

ESPRIMI UN TUO GIUDIZIO E DAI UNA VALUTAZIONE IN BASSO DA 1 A 10 SUL VALORE DEI PRESIDENTI CHE ABBIAMO AVUTO FINO AD ORA.

Autore: Gerardo

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