Padri separati, cambia il divorzio: meno soldi alle ex, piu' tempo coi figli

(Treviso)ore 08:18:00 del 20/07/2019 - Categoria: , Nuove Leggi, Politica

Padri separati, cambia il divorzio: meno soldi alle ex, piu' tempo coi figli

PADRI SEPARATI, NUOVA LEGGE - Apre a Treviso la prima “Casa per i Papà” una struttura dedicata all’accoglienza temporanea dei padri separati o divorziati, in un ambiente adatto ad ospitare i figli, favorendo il rapporto genitoriale.

PADRI SEPARATI, NUOVA LEGGE - Apre a Treviso la prima “Casa per i Papà” una struttura dedicata all’accoglienza temporanea dei padri separati o divorziati, in un ambiente adatto ad ospitare i figli, favorendo il rapporto genitoriale. Il progetto vede capofila Volontarinsieme – CSV Treviso e la partecipazione dell’associazione “Dire Fare”, “Associazione Figli e Genitori Separati”, “Associazione Casa San Cassiano”, “San Vincenzo consiglio centrale di Treviso” e “Comunità di S. Egidio” e gode del patrocinio del Comune di Treviso e il supporto dell’ISRAA, che ha messo a disposizione del CSV un appartamento di sua proprietà, ad un prezzo molto agevolato.

PADRI SEPARATI, NUOVA LEGGE - In questo momento storico, una delle nuove e spesso latenti emergenze è data proprio dalla situazione dei padri separati che, in seguito alla fine del matrimonio, si ritrovano a vivere improvvisamente in povertà economica e relazionale. Si stima che, nel 10% dei casi di separazione con figli, i padri si trovino in potenziale situazione di marginalità. Ecco che “Una casa per i Papà” è un progetto pensato per offrire ai padri un sostegno temporaneo all’esigenza di un’abitazione a costo accessibile, in un ambiente dignitoso e adatto ad accogliere e ospitare i figli. Contemporaneamente, il progetto mira a offrire un supporto nella ricerca di una possibilità lavorativa stabile laddove ci fosse la necessità, un accompagnamento alla gestione delle finanze e alla ricerca di una soluzione abitativa definitiva.

PADRI SEPARATI, NUOVA LEGGE - Dal 1991, i divorziati sono quadruplicati, passando da 376 mila a oltre 1 milione 672 mila. Gli ultimi dati Istat sono del 2015 e parlano di 82.469 divorzi nel 2015 rispetto ai 54.351 del 2008. «Nel 1970 eravamo il primo Paese al mondo come numero di matrimoni, nel 2017 siamo all’ultimo posto», spiega Gian Ettore Gassani, avvocato e presidente dell’Associazione Matrimonialisti Italiani.

I cambiamenti nei rapporti fra ex mariti e mogli sono scaturiti soprattutto dalle sentenze dei Tribunali. In particolare, sull’assegno di divorzio per l’ex si è consumata negli ultimi due anni una battaglia a colpi di Cassazione. Nel maggio 2017, la Suprema Corte aboliva il controverso obbligo a “mantenere lo stesso tenore di vita” del coniuge. Un anno dopo, invece, reintroduceva l’assegno di divorzio con funzione “assistenziale, compensativa e perequativa”.

Se negli ultimi anni la voce dei padri separati si è fatta sentire con forza, mentre alcuni comuni hanno cominciato a mettere in campo giuste misure contro la povertà degli uomini, come le case per i padri separati, c’è chi contesta un racconto che appare a senso unico, perché cancella il tema della povertà delle separate. Nell’Audizione tenuta alla Commissione Giustizia del Senato nel febbraio di quest’anno, la statistica sociale Linda Laura Sabbadini ha spiegato che sì, i separati hanno un livello di povertà assoluta superiore alla media (10,9% contro 8,9%). Ma «il rischio di impoverimento delle donne è ben peggiore». Solo il 59,2% delle separate, infatti, lavora contro l’82% dei separati. Le donne in povertà assoluta sono 12,7% contro l’8,7% degli uomini e il valore è ancora più alto se vivono da sole con figli (18%).

L’ondata leghista, però, non favorisce sicuramente le ragioni delle donne, anche perché, spiega Gassani, «i padri separati sono diventati un vero e proprio bottino di voti». Lo sa bene il senatore leghista Simone Pillon, che con il suo controverso disegno di legge – al momento fermo anche se lui ha annunciato che se ne tornerà a parlare in Commissione Giustizia – schiaccia l’occhiolino proprio a loro: no ad ogni forma di assegno, anche per i figli, sì al mantenimento diretto dei due genitori, indipendentemente dal reddito, figli divisi a metà tra padri e madri come numero di giorni e mediazione familiare forzata.

Autore: Gregorio

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