Omicidio stradale: cosa conoscere

(Milano)ore 08:25:00 del 06/05/2016 - Categoria: Denunce, Motori, Nuove Leggi, Politica - Buche

Omicidio stradale: cosa conoscere

Gli automobilisti pagano fior di soldoni allo Stato fra tasse varie e "multe", questi denari dovrebbero essere spesi per la sicurezza stradale invece che sanare i buchi di bilancio di amministratori poco accorti.

Il riferimento della circolare ministeriale è all’articolo 14 del Codice della strada, quello che individua “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade”. Articolo che dice: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzionegestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”.

Riflette Lino Setola, presidente della sicurezza stradale diFinco, la federazione di imprese di costruzione di opere specialistiche: “Per un decennio l’Anas ha inseguito il miraggio delle grandi opere con risultati non solo modesti, ma negativi perché questa scelta ha di fatto comportato non solo che le grandi opere non sono state realizzate, ma ha sottratto risorse importanti periodicamente destinate in passato alla manutenzione delle strade statali. E’ un bene per gli automobilisti e i cittadini e anche per le imprese che la nuova gestione del presidente e amministratoreGianni ArMani abbia deciso di imboccare un’altra direzione già prima che fosse introdotta la legge sull’omicidio stradale. Apprezziamo la scelta di Armani di non concentrare tutta l’attenzione sui general contractor e le grandi opere e di avviare un programma di manutenzione stradale fino al 2019″.

Gli enti proprietari delle strade sono lo Stato, le Regioni, iComuni e in via derivata anche le società pubbliche e private che dallo Stato hanno avuto in concessione le autostrade assumendo per contratto su di sé gli oneri di manutenzione e l’obbligo di tenere i percorsi efficienti e sicuri. Le novità introdotte dalla nuova legge sull’omicidio stradale combinate con ciò che prevede il Codice della strada significano una cosa precisa: per non incorrere in guai giudiziari molto seri che prevedono perfino l’arresto, tutti i soggetti investiti dall’obbligo di curare al meglio le strade (oltre che i costruttori di auto) dovranno intensificare i loro interventi per evitare di incappare nell’accusa di omicidio colposo in caso di incidenti gravi avvenuti per i difetti evidenti delle strade o resi più gravi dalle carenze delle strade stesse. Tradotto in casi concreti questo vuol dire per esempio che soprattutto l’Anas, l’azienda pubblica che ha in gestione 25mila chilometri di statali, sarà costretta anche in forza di legge a voltare il più in fretta possibile pagina rispetto alla gestione precedente. Nel decennio a guida diPietro Ciucci terminato esattamente un anno fa, la manutenzione delle strade statali era stata praticamente relegata agli ultimi posti e purtroppo gli effetti negativi di questa scelta si notano da tempo con chiarezza in ogni parte d’Italia.

Nel cosiddetto terzo mondo le magnifiche strade costruite da imprese italiane richiedono  sporadici interventi di manutenzione, anche se in molti di questi Paesi c'è la stagione delle piogge, dove diluvia per 3-4 mesi consecutivi. Dovremmo chiederci il perché!

Vale la pena riportare i punti salienti della circolare inviata dal ministero dell’Interno a PrefettureQuestureCarabinieri,Polizia e Finanza. Questi punti riguardano proprio le responsabilità dei gestori delle strade e dei fabbricanti di auto: “La fattispecie generica di omicidio colposo è quella commessa con violazione delle norme sulla circolazione stradale la cui pena rimane la reclusione da due a sette anni… Il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade… anche se il responsabile non è un conducente di veicolo. Infatti, le norme del Codice della strada disciplinano anche comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli”.

Il ragazzo impasticcato che alle prime luci dell’alba si mette stravolto al volante dopo la discoteca. Il camionista cotto dal sonno che continua imperterrito il suo viaggio e non si ferma alla piazzola per il riposo. Il signore bevuto, ma sicuro di poter guidare benissimo anche dopo essersi scolato un bel po’ di birre. Quell’altro che scambia la statale per la pista di Le Mans. Non sono sempre e solo loro i responsabili dei morti e feriti sull’asfalto. Le cause possono essere anche altre, non soggettive ma strutturali: la strada sconnessa, le buche, il guard rail assente o talmente vecchio da risultare inutile, il segnale sbagliato o inesistente, le strisce pedonali sbiadite, il tracciato assassino, la curva modellata come non si dovrebbe, la galleria buia. Oppure anche le auto costruite male, messe in circolazione nonostante i difetti, a cominciare dai freni non perfettamente funzionanti. E’ successo e più di una volta con case costruttrici italiane, europee, giapponesi e americane. Con la legge che introduce il reato di omicidio stradalee con la circolare di coordinamento con il Codice stradale emessa di recente dal ministero dell’Interno, queste responsabilità strutturali che però hanno padri e madri in carne e ossa, un tempo difficili da contestare e soprattutto da sanzionare perché non c’erano i presupposti legali per farlo, ora invece sono punibili. E anche con severità.

Finalmente una legge ed una Circolare piena di buon senso ma va "affinata" per evitare i soliti scaricabarile. Le strade dovrebbero essere "percorribili" alla velocità indicata e buche o sconnessioni dovrebbero essere riparate in breve tempo. Gli automobilisti pagano fior di soldoni allo Stato fra tasse varie e "multe", questi denari dovrebbero essere spesi per la sicurezza stradale invece che sanare i buchi di bilancio di amministratori poco accorti.

Presto vedremo i cartelli che diranno di scendere e spingere il mezzo, o scendere e proseguire a piedi facendo attenzione a dove si cammina. In questo modo continueranno a farci pagare le tasse per pagarsi i loro stipendi (immeritati). E noi come al solito: cornuti e mazziati

Da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/03/omicidio-stradale-ora-e-reato-anche-la-mancata-manutenzione-dirigenti-anas-e-sindaci-rischiano-incriminazione/2685190/

Autore: Samuele

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