Nuova Via della Seta: cosa cambia

(Roma)ore 08:08:00 del 17/03/2019 - Categoria: , Esteri, Politica

Nuova Via della Seta: cosa cambia

NUOVA VIA DELLA SETA NEWS - L’Italia non può e non deve perdere la straordinaria opportunità della nuova Via della Seta.

NUOVA VIA DELLA SETA NEWS - L’Italia non può e non deve perdere la straordinaria opportunità della nuova Via della Seta. La firma dell’accordo con la Cina darebbe al nostro Paese la possibilità di muoversi da attore autorevole sullo scacchiere multipolare, consegnando agli archivi l’appiattimento sulle posizioni dell’unipolarismo statunitense che ne hanno caratterizzato la politica estera dal dopoguerra in poi, al netto dei circoscritti e limitati sussulti di Mattei, Moro e Craxi.

NUOVA VIA DELLA SETA NEWS - Il memorandum con la potenza asiatica non prevede obblighi, ma principi condivisi per l’organizzazione di forme specifiche di cooperazione economica.

NUOVA VIA DELLA SETA NEWS - L’esatto contrario di quel pericolo di “colonizzazione” che gli atlantisti di sangue, di ideologia o confessione paventano.

E’ sfacciato, inaccettabile ed immorale che a vestire i panni degli amici premurosi siano i cantori delle gesta di Washington, Bruxelles, Parigi e Londra, fonti di sventure e disastri economici e geopolitici per l’Italia.

Se gli “alleati” sono quelli delle 113 basi militari sul nostro suolo, del Britannia, del pareggio di bilancio nella Costituzione e della sciagura libica, meglio starne alla larga.

Su la Nuova Via della Seta Conte dice "rispetto ad altri Paesi, europei e non, che hanno avviato da anni collaborazioni importanti con Pechino in materia di connettività, l`Italia formalizza in modo trasparente la cornice entro cui avviare questa collaborazione, difendendo i principi e le linee del quadro europeo, che abbiamo contribuito a costruire, senza mettere minimamente in discussione la sua collocazione euroatlantica. È un approccio "forte" perché contribuisce a "estendere" principi e standard europei". Per il premier non c'è "nessun rischio di colonizzazione. Le ragioni della prudenza sono pienamente condivise all`interno del governo: la tutela della sicurezza nazionale, anche sul piano economico, è un valore fondamentale che intendiamo rafforzare. Con Pechino dobbiamo riequilibrare la bilancia commerciale, attraverso un maggior accesso al mercato cinese per i nostri beni, dall`agroalimentare al lusso, e per i nostri servizi, e qui mi riferisco all`eliminazione delle barriere al mercato degli appalti in Cina. Tra i partner Ue siamo solo il quarto esportatore verso la Cina, a grande distanza soprattutto dalla Germania. Riponiamo massima attenzione alla difesa dei nostri interessi nazionali, alla protezione delle infrastrutture strategiche, incluse quelle delle telecomunicazioni, e ad evitare investimenti predatori e trasferimenti di know how e tecnologie di punta". "Per noi, quella di collaborare con la Cina sulla Belt and Road, è una scelta di natura squisitamente economico-commerciale, perfettamente compatibile con la nostra collocazione nell'Alleanza atlantica e nel Sistema integrato europeo", aggiunge Conte.

"L'Italia fisserà con la Cina — attraverso un memorandum che, preciso subito, non ha la natura di accordo internazionale e non crea vincoli giuridici — una cornice di obiettivi, principi e modalità di collaborazione nell'ambito dell'iniziativa Belt and Road, un importante progetto di connettività euroasiatica cui il nostro Paese guarda con lo stesso interesse che nutriamo per altre iniziative di connettività tra i due continenti. Il testo, che abbiamo negoziato per molti mesi con la Cina, imposta la collaborazione in modo equilibrato e mutualmente vantaggioso, in pieno raccordo con l'Agenda 2030, l'Agenda 2020 di cooperazione Ue-Cina e la Strategia Ue per la connettività euroasiatica. Abbiamo preteso un pieno raccordo con le norme e le politiche Ue, più stringente rispetto ad accordi analoghi firmati da altri partner Ue con Pechino. Abbiamo inserito chiari riferimenti ai principi di sostenibilità economica, sociale, ambientale, di reciprocità, trasparenza e apertura cari all'Italia e all'Europa", dice Conte nella intervista al Corriere della Sera.

"Con Juncker abbiamo un dialogo costante a tutto campo. È possibile che parleremo di Cina, anche perché il tema è in agenda al prossimo Consiglio europeo. Sarà un'occasione per valorizzare, tra i punti più qualificanti della collaborazione che avvieremo con la Cina, lo stretto raccordo con le linee della strategia Ue sulla connettività euroasiatica adottata lo scorso ottobre. Tale ultimo aspetto è espressamente richiamato nel memorandum", spiega Conte al Corriere della sera. 

 

Autore: Gerardo

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