NBA Playgrounds, anteprima

(Genova)ore 14:50:00 del 18/05/2017 - Categoria: , Videogames

NBA Playgrounds, anteprima

Eppure, a guardare indietro, invece di una particolare annata di FIFA e PES, spesso ci si ricorda più degli sportivi meno seri, non annuali, che sono entrati nelle nostre vite e passioni una tantum rendendole immediatamente migliori.

Con l'ossessione per le risoluzioni è scoppiata anche quella delle simulazioni e delle licenze. Tutto deve essere indistinguibile dalla realtà, e ci devono essere le Porsche, Zlatan Ibrahimovich, i proiettili devono volare vibrando di venti dinamici e le ruote devono reagire al calore sprigionato dalla pista, altrimenti non vale. Eppure, a guardare indietro, invece di una particolare annata di FIFA e PES, spesso ci si ricorda più degli sportivi meno seri, non annuali, che sono entrati nelle nostre vite e passioni una tantum rendendole immediatamente migliori. Ma quanto è bello sfidare la gravità alla guida di un mezzo senza senso, accartocciare macchine di fantasia in un modo in cui nessun costruttore reale permetterebbe, ideare gran premi e costruire piste sempre più contorte con bizzarri editor o, ancora meglio, calciare in porta una palla infuocata e, proprio come nel caso di NBA Playgrounds, schiacciare a canestro tra scintille, mortaretti e ralenty della forza? Proprio come NBA Jam nel 1993 che, nonostante non sia stato il primo, primo lo fu nel rendere il genere famoso in tutto il mondo, NBA Playgrounds traccia una fervida ed efficace stilizzazione del basket reale, rendendo tutto super, estremo, a partire dalle mega teste degli oltre duecento giocatori (su licenza sì, ma resi opportunamente caricatura), per meglio sottolineare la natura bizzarra e leggera di un gioco che si muove velocissimo, ma non come molti si aspetterebbero.

NBA Jam, e anche il suo più recente e più che discreto remake uscito anche su piattaforme mobile, è un gioco molto più indiavolato, snello e combattivo, mentre questo nuovo NBA Playgrounds sorprende subito con uno stile se vogliamo più ragionato, anche se come sempre votato all'azione senza sosta garantita anche dall'assenza di regole, regolette e falli. Le partite sono due contro due, in ogni caso, ed è possibile cambiare da un giocatore all'altro esattamente come qualsiasi altro gioco sportivo.

Durante le partite sono due gli indicatori più interessanti: quello dell'energia posta sotto ogni componente della squadra, che se terminerà renderà il giocatore lento e impacciato fino a quando non avrà ripreso fiato, e quello in alto a sinistra che si riempirà in seguito ad ogni azione andata a buon fine: una volta completo, darà accesso a una serie di power-up in grado di cambiare drasticamente il corso della partita. È possibile spintonare gli avversari liberamente, stoppare a mezz'aria senza conseguenze (ed è anche piuttosto facile farlo), mentre per quel che riguarda i tiri, NBA Playgrounds richiede a sorpresa una certa sensibilità nei tempi, diversi da giocatore e a giocatore. Nella loro semplicità, le meccaniche di gioco sono molto intelligenti e ben concatenate tra di loro, ma quello che manca è un bilanciamento esemplare che renderebbe ogni aspetto di questo gioco molto più divertente.

Per esmpio, non sembrano funzionare a dovere gli upgrade alle statistiche dei singoli giocatori, che man mano che verranno utilizzati in campo saliranno di livello, e non sembrano funzionare altre meccaniche importanti anche legate al tiro: alcuni colpi sottocanestro risultano troppo difficili da effettuare nel caos della partita, mentre dai tre punti le cose si fanno improvvisamente più semplici. Sono inoltre presenti dei buchi nella IA che, se scovati, permettono di "rubare" un gran numero di match.

Non esistono squadre preconfezionate, in NBA Playgrounds. Il gioco inizia facendoci aprire tre bustine di "figurine", ognuna legata a un giocatore che dal quel momento in poi potremo utilizzare per assemblare qualsiasi dinamico duo ci venga in mente. Esistono anche giocatori speciali, ma la differenza sul campo è altalenante. Al momento è possibile fare partite singole e immergersi nei tornei, ovvero gruppi di cinque partite legate dalla medesima ambientazione, e di difficoltà crescente (ma niente che vi terrà occupati per più di una manciata di ore). Online è possibile solo fare match singoli, ma presto verranno anche qui aggiunti dei tornei veri e propri.

Online il gioco se la cava bene, quando non lagga prepotente: è chiaro che anche il netcode ha bisogno di una stretta ai bulloni, anche se qualche partita decente si riesce a fare. Il meglio naturalmente NBA Playgrounds lo riserva nel multiplayer locale, dove la competizione si sente e fa anche molto, ma molto ridere. È possibile giocare fino in quattro, due contro due, sia su Xbox One che su PlayStation 4 e Nintendo Switch, quest'ultima in tutte le configurazioni di controller possibili. Graficamente il gioco non è male, riesce a spiccare nonostante nel dettaglio sia piuttosto semplice, e lo stile caricaturale non sia sempre all'altezza, ma tecnicamente non tentenna mai, e questo è sicuramente un plus.

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Autore: Carmine

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