Nba Live 18, anteprima ufficiale

(Milano)ore 16:09:00 del 26/09/2017 - Categoria: , Videogames

Nba Live 18, anteprima ufficiale

Difendere e attaccare con il mix di pulsanti azione, grilletti e stick analogico destro è tutto tranne che un’impresa.

Il pregio principale di NBA Live 18 è il suo approccio meno simulativo e più immediato rispetto al suo storico rivale. Non che qui si schiantino gli avversari dopo 10 minuti di gioco, ma il gameplay e i controlli sono resi in modo tale da essere approcciabili un po’ da chiunque e il tutorial ben fatto aiuta ulteriormente a entrare nello spirito sportivo del gioco senza quei “traumi” che può invece scatenare la serie di 2K Sports.

Difendere e attaccare con il mix di pulsanti azione, grilletti e stick analogico destro è tutto tranne che un’impresa. In difesa ad esempio ho apprezzato il nuovo sistema di marcatura a uomo che, tramite due frecce, permette di seguire il portatore di palla in modo semplice ma sempre bisognoso di prontezza e velocità di riflessi. In fase offensiva invece troviamo il classico indicatore colorato che permette di premere il pulsante di tiro e di mollarlo quando l’indicatore si trova vicino al verde.

Come per lo scorso capitolo, NBA Live 18 punta tutto sull’immediatezza del gameplay per far breccia nel cuore degli appassionati.

La scelta è stata fatta per cercare di intercettare tutti quei giocatori che non hanno voglia o tempo di studiare minuziosamente tutti i comandi prima di poter pensare di scendere in campo. In NBA Live 18, fin dalle prime partite ai livelli di difficoltà più bassi, non sarà difficile mettere in scacco la CPU, con un gioco che punta ancora molto sull'attacco piuttosto che sulla difesa, spesso facilmente superabile, con il risultato di assistere spesso a partite ricche di punti. Nonostante l’apparente semplicità, per riuscire a vincere costantemente ai livelli di difficoltà più alti è necessario padroneggiare tutti i vari comandi, dai diversi tipi di passaggio alle dribble moves con cui eludere i difensori dal palleggio. 
Modifiche anche per tiro e difesa 1vs1, rivisti rispetto alla passata edizione per renderli più comprensibili agli utenti. Iniziamo dai primi, con un indicatore di rilascio che ci aiuterà a capire il momento giusto per far partire il tiro. Se però nello scorso capitolo rilasciare al momento giusto assicurava quasi sempre la certezza di segnare un punto, su NBA Live 18 non è più così, con il gioco che prende in considerazione anche abilità del tiratore e distanza dal canestro: un modo efficace per contribuire al fattore credibilità. Per la difesa è stato introdotto una sorta di mini gioco per contrastare il giocatore in possesso di palla: tramite i nostri movimenti dovremo seguire il giocatore in palleggio per stargli davanti e costringerlo o a passare il pallone o a perderlo sotto la nostra pressione.

Tutto questo non è però semplice, visto che gli attaccanti potranno contare sulle varie dribble moves per cambiare velocemente direzione, metterci a sedere e involarsi verso il canestro. Tutto il sistema, non facilissimo da spiegare a parole, si è rivelato abbastanza semplice e divertente da utilizzare nella pratica, permettendoci di provare un minimo a difendere ai livelli di difficoltà più alti, cosa che si era rivelata impossibile nello scorso capitolo. Sempre a proposito di difesa, se rubare palla è diventato un minimo più difficile non si può dire lo stesso per quanto riguarda le stoppate, ancora incredibilmente forti tanto da invogliare i giocatori, in caso di utilizzo di centri dominanti come Whiteside, a convogliare verso il centro dell’area gli avversari, pronti a essere neutralizzati. 

The One e le altre modalità
La modalità cardine di NBA Live 18, su cui gli sviluppatori hanno investito la maggior parte del tempo e delle risorse è chiaramente The One, l’equivalente della classica carriera giocatore. A differenza di quanto visto in altri giochi, che ci mettevano spesso nei panni di un talentuoso giovane pronto a sbarcare nei campionati che contano, qui la strada per la NBA sarà più lunga. Dopo un terrificante infortunio al college le nostre quotazioni al draft sono andate in picchiata, costringendoci a trovare un nuovo modo per sbarcare nel campionato più importante al mondo. Insieme al nostro amico e compagno di squadra, anche lui uscito deluso dalla notte della lottery, inizieremo un tour per tutti gli Stati Uniti che ci porterà a giocare nei campetti e nelle leghe estive più importanti degli States, dalla Drew League fino alle calde e soleggiate spiagge di Venice Beach a LA. Di partita in partita, a fronte di buone prestazioni, il nostro nome tornerà a girare negli ambienti che contano, spalancandoci finalmente le porte della NBA ed è qui che NBA Live segna una novità rispetto a quanto visto in precedenza. Con il nostro alter ego virtuale non ancora all’altezza dei vari Harden e Durant, potremo decidere di iniziare immediatamente la stagione sgomitando per strappare un posto nelle rotazioni oppure di concentrarci nel migliorare le nostre skill nel Pro-Am Tour dove affronteremo diversi giocatori per diventare il miglior giocatore di playground di tutti i tempi, ritornando poi nella NBA con statistiche già di tutto rispetto. Proprio il sistema di progressione si è rivelato una piacevole sorpresa, migliorando quanto visto in precedenza. 
Una premessa è comunque necessaria: non ci sono scorciatoie per arrivare al top, dovremo sudarci ogni punticino senza la possibilità di usare moneta reale per trasformarci in Lebron James dall’oggi al domani. A seconda del ruolo scelto potremo scegliere un diverso stile di gioco, come quello da playmaker abile ad attaccare il canestro, piuttosto che un tiratore, ognuno con diverse abilità uniche sbloccabili con l’avanzare dei livelli. Nel nostro caso abbiamo cercato di replicare Russel Westbrook, dovendo dunque migliorare l’abilità nei tiri da sotto e nel controllo palla sacrificando però il tiro da oltre l’arco dei tre punti. A tutto questo si aggiungono i traits, serie di abilità passive simili a quelle di un RPG che ci permetteranno di elevare il nostro livello di gioco. I Traits sono inoltre migliorabili tramite il raggiungimento di diversi traguardi durante la nostra carriera, obbligandoci a giocare a lungo per poter raggiungere la vetta. 

Autore: Carmine

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