NBA 2K18, RECENSIONE VERSIONE NINTENDO SWITCH

(Palermo)ore 23:07:00 del 07/10/2017 - Categoria: , Videogames

NBA 2K18, RECENSIONE VERSIONE NINTENDO SWITCH

Perché strafare? A volte basta andarci cauti, diminuire un po' le rifrazioni di luce sul parquet, togliere qualche poligoni di qua e di là, scremare il superfluo in nome di una maggior sensazione di controllo, del giocatore e dei menù.

Perché strafare? A volte basta andarci cauti, diminuire un po' le rifrazioni di luce sul parquet, togliere qualche poligoni di qua e di là, scremare il superfluo in nome di una maggior sensazione di controllo, del giocatore e dei menù. Del resto, la maggior parte di chi ha comprato Switch fino a oggi conosceva bene a quali limiti la natura ibrida dell'ultima console Nintendo sarebbe andata incontro: avrebbe capito e persino ringraziato. Visual Concepts, con NBA 2K18, ha voluto invece debuttare col botto, spingendo l'acceleratore fino alla fine su grafica e sonoro, adattando solo là dove era obbligata e da nessun'altra parte. Il risultato finale è un porting che, nonostante enormi problemi, alcuni dei quali fortunatamente già in via di risoluzione, lascerà a bocca aperta voi e chiunque vi starà attorno sui mezzi pubblici, al parco, in fila alla posta e dovunque vi venga voglia di giocare quello che potremo definire senza problemi il miglior gioco di basket portatile della storia.
In modalità handheld, NBA 2K18 per Switch fa davvero impressione: sono pochissime le rinunce a livello tecnico rispetto alle versioni per console canoniche; e quelle che ci sono, come sempre, appaiono molto meno visibili sullo schermo di cui è dotata la console Nintendo rispetto a quanto non accadrebbe su un normale televisore. In versione docked, collegata alla Tv, questo porting dà inevitabilmente il peggio di sé, che in questo caso vuol dire comunque uno spettacolo audiovisivo di tutto rispetto, composto da una elaborata tecnica come da una solida vena artistica, in grado di replicare volti e mosse con estrema efficacia, riuscendo anche nel difficile compito di carpire e digitalizzare come nessun altro gioco l'atmosfera di un match NBA.

Ricchissima, come da tradizione, l’offerta delle modalità disponibili, anche se bisogna segnalare alcune importanti limitazioni. Iniziamo proprio da MyCareer, la carriera giocatore che soffre particolarmente l’approdo su Nintendo Switch. Oltre ai problemi già riscontrati nelle altre versioni console, come una progressione del personaggio abbastanza lenta che ci porterà a giocare oltre 250 partite prima di arrivare ai vertici o una storia sotto tono rispetto agli scorsi capitoli, questa versione Switch vede la presenza di parecchi bug che intaccano leggermente l’esperienza. Durante il nostro provato siamo incappati in cali di frame rate durante l’esplorazione del Quartiere, il nuovo hub della modalità, in problemi di sincronizzazione durante le cut scene, con i dialoghi che non coincidevano con quanto mostrato a video, e con qualche problema di corruzione dei file di salvataggio. Nonostante una prima patch correttiva, la situazione rimane ancora lontana dalla perfezione e a tutto questo si aggiunge l’impossibilità di giocare senza essere connessi a una rete WiFi per sincronizzare i salvataggi, scelta che limita di molto l’esperienza portatile, con l’auspicio di vedere nuove soluzioni per la versione del prossimo anno.

Troviamo poi MyTeam, l’equivalente dell’Ultimate Team di Fifa, MyGm, carriera manageriale che inserisce la storia di un giocatore chiamato a spostarsi dietro la scrivania dopo un terribile infortunio e MyLeague, molto simile a MyGm ma senza la storyline ad accompagnarci durante le stagioni. Infine, a differenza di quanto visto su Nba 2K17, questo nuovo capitolo vede la perdita delle squadre di Eurolega, mai state veramente sfruttate, e l’arrivo delle squadre All-Time delle franchigie NBA: avete sempre sognato di utilizzare i Lakers con Jerry West, Magic Johnson e Kobe Bryant? Su Nba 2K18 potrete finalmente farlo, con alcuni team che racchiudono quintetti pieni di giocatori leggendari. Chiudiamo con una piccola nota: a causa delle dimensioni del titolo, la versione Nintendo Switch richiede l’utilizzo di una SD esterna per scaricare parte del gioco, sia per la versione Eshop e sia per la versione retail.

Autore: Alberto

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Potete immaginare la delusione quindi quando il provato ci ha mostrato invece un titolo che probabilmente si ritrova addirittura qualche passo indietro rispetto all'anno scorso.
Sembrano ormai secoli da quando nei primi anni 2000 non esisteva titolo...



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