Multe: fare ricorso è un vostro diritto

PISA ore 18:36:00 del 17/05/2014 - Categoria: Cronaca, Denunce

Multe: fare ricorso è un vostro diritto

Autovelox in luoghi nascosti, verbali incompleti, apparecchiature non certificate: controllate tutto quando qualcuno vi appioppa una sanzione

Se vi ritrovate una multa sul cruscotto o il verbale infilato nella vostra cassetta delle lettere, prima di pagare prendetevi qualche momento. Sbollite la rabbia, evitate di sfogarvi sul partner o sul figlio nel caso in cui fossero i veri autori della contravvenzione, e cercate di capire se quella sanzione possa essere illegittima. Proprio così: alcune multe non hanno fondamento giuridico e in caso di ricorso finiscono dritte nel cestino. E voi, naturalmente, non dovete pagarle. Certo, i casi sono circoscritti ma sono pur sempre un’ancora di salvataggio in situazioni particolari.
Da dove iniziare? Naturalmente… dagli eccessi di velocità. Il più delle volte gli agenti di Polizia locale si affidano ad apparecchiature tecnologiche per riscontrare l’eccesso ai limiti consentiti, ma gli autovelox per essere validi devono trovarsi in posizioni visibili ed essere preceduti da una segnalazione (luminosa, nel caso in cui sia notte) in cui si avvisa della presenza del rilevamento automatico della velocità. Non solo, tale segnalazione deve avvenire con 250 metri nel caso delle superstrade, 150 su quelle urbane ed extraurbane, 80 su tutte le altre. Niente camuffamenti o appostamenti nascosti di pattuglie, dunque: in quel caso fate ricorso e l’avrete vinta.
Anche gli autovelox devono essere omologati dal Ministero per poter essere validi: se riuscite a dimostrare che nel vostro caso non è così, allora l’avrete vinta. Idem, sappiate che il posizionamento dell’apparecchiatura, il rilevamento della velocità ed ogni singolo passaggio che porta alla contravvenzione può essere effettuato solo da organi che svolgono funzioni di Polizia stradale. E, inoltre, l’autovelox deve stare dove non comporta alcun genere di problema per la viabilità ordinaria.
Ma veniamo alla città. Nelle metropoli, ma ormai anche nei Comuni di medie dimensioni, le rimozioni delle auto sono spesso illegittime. Quando? Magari nel caso in cui il carro attrezzi intervenga laddove non c’è divieto di sosta e non è riscontrabile un intralcio per traffico o pedoni. Quindi ogni volta che vi trovate una multa sul parabrezza per un presunto divieto di sosta, controllate di essere effettivamente in fallo. Se non lo foste, scattate anche alcune foto con lo smartphone da usare come prova.
E quando dovete parcheggiare sulle strisce blu ma il parcometro è guasto, accertatevi che il malfunzionamento sia chiaramente segnalato. Se nei dintorni non trovate altri parcometri funzionanti e avete anche la sfortuna di ricevere una multa, avete tutte le carte in regola per procedere alla contestazione. Ricordatevi di segnalare alla società delle colonnine il guasto, riportando il numero seriale del dispositivo, il nome della via dove è ubicato e la targa del vostro veicolo. La segnalazione, oltre a far riparare l’apparecchio, vi tornerà utile per ottenere il rimborso della multa.
A volte, anche se sembra incredibile, le strisce blu non sono a norma perché si trovano all’interno della carreggiata o perché non offrono l’alternativa di un posteggio libero nelle vicinanze. Infine, il verbale della multa a volte non è valido. Se non compilato correttamente, può rendere vana la multa. Verificate sempre che contenga il giorno, il luogo, la località dell’infrazione, la targa e la norma violata dall’automobilista. Se uno solo di questi elementi è mancante, procedete a contestare.

Autore: Albertone

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