Monte dei Paschi: gli italiani pagano ancora

(Siena)ore 13:38:00 del 12/01/2017 - Categoria: , Denunce, Economia, Editoria, Politica

Monte dei Paschi: gli italiani pagano ancora

La grande malata Monte dei Paschi, che ha ancora bisogno del soccorso dello Stato. 

C'È DA DOMANDARSI PERCHÉ NON DIVENTARE NOI UN PARADISO FISCALE, IN ITALIA ABBIAMO TUTTE I REQUISITI LE COMPETENZE E LE PROFESSIONALITÀ PER COSE DEL GENERE.
ROBA CHE A JUNKER E AL LUSSEMBURGO GLI POTREMMO FARE VENIRE UN COCCOLONE IN POCHI MINUTI...
Monte dei Paschi? Nel 2015 ha fatto 107 milioni di utili in paradisi fiscali”: ed ora fanno pagare i loro debiti agli italiani?

La grande malata Monte dei Paschi, che ha ancora bisogno del soccorso dello Stato. Veneto Banca e Popolare di Vicenza, affossate dagli ex vertici e finite in pancia al fondo Atlante di cui è azionista anche Cassa depositi e prestiti.

Ma anche i big Intesa SanpaoloUnicredit e Mediolanum. Passando per Ubi e Banca Generali. Tutte accomunate, come emerso da un’analisi del sito dell’Espresso sui bilanci 2015, dal fatto di aver guadagnato decine o centinaia di milioni attraverso filiali registrate nei paradisi fiscali europei o nei più noti Paesi a bassa fiscalità del resto del mondo.

Il timore è “che questi fondi possano essere spostati all’estero invece che tornare nelle casse dello Stato, tramite utili tassati in Italia, una volta che le banche si saranno rimesse in carreggiata”, è il commento dell’esperto di fiscalità internazionale Tommaso Faccio, riferito in particolare alle banche che stanno per ricevere aiuti pubblici.

Rocca Salimbeni, che va verso la statalizzazione sempre che il piano del governo vada in porto, stando ai dati riportati dal sito del settimanale ha registrato nel 2015 107 milioni di utili pre-tasse da controllate con sede in Lussemburgo, Irlanda e Delaware (ben otto). Una delle otto società di stanza nello stato Usa ha fatto 44,9 milioni di profitti, pur contando zero dipendenti. Tra il 2014 e il 2015 l’istituto allora guidato da Fabrizio Viola ha chiuso due società in Irlanda e Olanda, ma le altre restano attive, o almeno lo erano alla data di chiusura del bilancio 2015.

L’altro caso che balza all’occhio è quello di Veneto Banca: l’istituto di cui per anni è stato ad Vincenzo Consoli, di cui ora si attende la richiesta di rinvio a giudizio per ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio, ha succursali in Albania, Croazia, Romania, Moldavia, Svizzera e Irlanda. E da Dublino sono arrivati negli ultimi due anni 103 milioni di utili, incassati, annota L’Espresso, grazie a “soli sei dipendenti”. Meno fortunata la Popolare di Vicenza, la cui filiale irlandese dopo anni di utili ha chiuso l’ultimo bilancio con un rosso di 99,8 milioni. E verrà chiusa nel corso del 2017, stando a quanto fanno sapere dal quartier generale.

L’inchiesta, spiega l’articolo, è stata resa possibile dall’obbligo, imposto alle banche dall’Unione europea a partire dal 2015, di pubblicare il rendiconto dei dati finanziari relativi a tutti i Paesi in cui hanno attività.

Autore: Alberto

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