Ministro SENZA VERGOGNA fa ricorso alla Camera: RIVOGLIO IL VITALIZIO

ROMA ore 19:39:00 del 27/04/2016 - Categoria: Denunce, Politica - Vitalizio

Ministro SENZA VERGOGNA fa ricorso alla Camera: RIVOGLIO IL VITALIZIO

Uscito dal Parlamento, nel 2013 è entrato nel consiglio di presidenza della Corte dei Conti. E per questo nel 2014 la Camera ha bloccato l’erogazione della pensione per incompatibilità con il compenso del nuovo incarico

Ministro senza vergogna, fa ricorso contro la Camera: “Rivoglio il vitalizio”

Uscito dal Parlamento, nel 2013 è entrato nel consiglio di presidenza della Corte dei Conti. E per questo nel 2014 la Camera ha bloccato l’erogazione della pensione per incompatibilità con il compenso del nuovo incarico. Chiedendogli indietro un anno di arretrati. Ma l’ex parlamentare di Forza Italia non vuole rinunciare al doppio stipendio.

Perché accontentarsi di uno stipendio, quando si può incassare anche il vitalizio? È il caso di Enrico La Loggia, attualmente impiegato alla Corte dei Conti. Oltre all’attuale paga, l’ex parlamentare di Forza Italia ritiene di aver diritto alla pensione maturata nel corso di cinque legislature trascorse tra i banchi di Montecitorio, anche se legge vieta di poter cumulare le due retribuzioni quando si riveste un incarico pubblico. E per questo ha scelto di ricorrere contro la Camera nel dicembre del 2014, chiedendo di riavere indietro tredici mesi di vitalizio, per un totale di circa 65 mila euro. Una parola definitiva sulla vicenda la pronuncerà a giorni il consiglio di giurisdizione dei deputati, come conferma Tancredi Turco del gruppo di Alternativa libera: “Faccio parte del collegio chiamato a giudicare e le confermo che decideremo entro pochi giorni se accogliere o rigettare il ricorso”.

Al politico siciliano, ministro delle Riforme in uno dei governo Berlusconi, spetta un vitalizio di 5.079 euro al mese. Frutto di un’attività parlamentare iniziata nel 1994 e conclusa a inizio 2013. A ottobre di quello stesso anno, però, La Loggia entra a far parte del Consiglio di presidenza della Corte dei Conti. E continua per un po’ a ricevere due retribuzioni. Poi, a novembre 2014, la Camera gli impone di restituire la somma dei vitalizi percepiti dall’ottobre 2013 fino a quel momento. Ed è a quel punto che l’ex parlamentare ricorre contro la Camera.

Non è la prima volta che un “ex” fa causa alla Camera per cumulare vitalizio e stipendio. È già successo a molti, ad esempio al cantante Gino Paoli per il periodo in cui è stato al vertice della Siae. È però forse la prima volta che a inoltrare un ricorso sia un componente del consiglio di Presidenza della Corte dei Conti. Si tratta dell’organo di autogoverno dei magistrati contabili, a loro volta chiamati a vigilare proprio sulle spese pubbliche all’interno del bilancio dello stato. Non hanno competenza sui conti della Camera, che gode di un regime autonomo, ma questa storia rischia di suonare comunque paradossale.

Autore: Alberto

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