Medicine? Ne prendi troppe. (Anche solo per una normale stanchezza fisica)

(Napoli)ore 19:12:00 del 12/08/2019 - Categoria: , Denunce, Salute

Medicine? Ne prendi troppe. (Anche solo per una normale stanchezza fisica)

PRENDIAMO TROPPE MEDICINE - Quell’interminabile ed estenuante coda fra voi e il bancone della farmacia è, quasi sempre, la perfetta combinazione di due fattori: una farmacista particolarmente flemmatica e un anziano armato di una decina di ricette che, co

PRENDIAMO TROPPE MEDICINE - Quell’interminabile ed estenuante coda fra voi e il bancone della farmacia è, quasi sempre, la perfetta combinazione di due fattori: una farmacista particolarmente flemmatica e un anziano armato di una decina di ricette che, con ammirevole puntigliosità, chiede metà prontuario farmaceutico. Spazientirsi non serve, l’ottuagenario non ha alcuna fretta e, spesso, aggiunge fantasiose variazioni sul tema: «Del felison me la dà la confezione con 60 pasticche da 30 mg anziché quella da 30 con 15 mg? Non esiste? E ce l’avete quello sciroppo per la tosse, che si chiamava fluidosan? Ah, era un pediluvio?».

PRENDIAMO TROPPE MEDICINE - Dunque abbia un anziano in casa, genitore, nonno (o sé medesimo, dopo una certa quantità di compleanni) sa benissimo di cosa stiamo parlando. L’età ci trasforma in collezionisti compulsivi di pillole. Quante esattamente? Secondo i dati dell’Aifa, un ultra 65enne su 10 prende ogni giorno più di una decina di farmaci (significa un milione e 400 persone); mentre uno su due si «accontenta» di un numero variabile fra cinque e nove (e questi sono 6 milioni). Per ipertensione, tachicardia, colesterolo, glicemia, dolori reumatici, insonnia, ansia, osteoporosi, problemi di stomaco... L’elenco potrebbe continuare ma ci fermiamo qui.

PRENDIAMO TROPPE MEDICINE - La spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, dello scorso anno, è stata pari a 29,1 miliardi di euro, di cui il 77% rimborsato dallo Stato. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è ammontata a circa 482 euro. Secondo i dati Aifa, i medicinali dell'apparato cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata, seguiti dai farmaci di apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici. L'82,7% delle dosi consumate ogni giorno in regime di assistenza convenzionata è costituito da medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano il 65,9% della spesa convenzionata.

Il 72,3% delle cure erogate nel 2018, sono state a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), mentre il restante 27,7% è stato acquistato direttamente dai cittadini (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione).
Per quanto riguarda gli acquisti in farmacia, sono diminuite sensibilmente le confezioni dei farmaci di classe A acquistate in forma privata (-24,9%), mentre sono aumentate le confezioni dei farmaci di automedicazione (+4,1%), dei farmaci di classe C con ricetta (+3,0%) e rimaste stabili le confezioni dei farmaci di classe A erogate in distribuzione diretta.

Fenomeno che gli esperti chiamano «politerapia» (o polifarmacia) e che, a parte la spesa sanitaria in eccesso, porta a conseguenze nefaste: effetti collaterali accumulati, interazioni fra i diversi principi attivi, scarsa aderenza alla terapia. Del resto, è un classico: l’80enne che si dimentica la pasticca per l’ipertensione la prende quando si ricorda, cioè in ritardo, o ne prende due la volta successiva per «recuperare». Fare casino con i farmaci ha anch’esso un termine tecnico: «mancata aderenza alla terapia», problema che riguarda quasi il 70 per cento di chi soffre di malattie croniche. Insomma, troppe pasticche e prese pure a casaccio.

Autore: Gerardo

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