Ma davvero credevate nel Jobs Act?

ROMA ore 09:18:00 del 03/04/2016 - Categoria: Denunce, Lavoro, Politica - Jobs Act

Ma davvero credevate nel Jobs Act?

Il lavoro a tempo indeterminato consente il licenziamento in qualunque momento e comporta enormi aggravi per il sistema sociale.

A febbraio il tasso è tornato a salire inesorabilmente. Toccando l'11,7% segna un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a gennaio. Secondo il report dell'istituto di statistica, i disoccupati sono aumentati di circa settemila unità, con un aumento percentuale dello 0,3% che sintetizza un dato di crescita tra gli uomini e di calo tra le donne.

Il venditore di pentole fiorentino non ha capito che con gli incentivi droghi il mercato. Succedeva anche con l'auto: tutti a cambiare la macchina per approfittare degli sconti statali, poi per anni le vendite boccheggiavano. Con il mercato del lavoro sta accadendo esattamente la medesima cosa.

A febbraio ci sono 97mila occupati in meno a causa della riduzione dei lavoratori permanenti. Secondo i dati provvisori dell'Istat, sono 92 mila in meno in un mese. Per idipendenti a tempo indeterminato è il primo calo dall'inizio del 2015. "Dopo la forte crescita registrata a gennaio 2016 (+0,7% pari a +98mila, ndr), presumibilmente associata al meccanismo di incentivi introdotto dalla legge di Stabilità 2015 - spiega l'istituto - il calo dell'ultimo mese riporta i dipendenti permanenti ai livelli di dicembre 2015". Ci sono tuttavia 96mila occupati e 238mila dipendenti a tempo indeterminato in più rispetto ai dodici mesi precedenti. I dati provvisori dell'Istat mostrano una crescita su base annua degli occupati dello 0,4%, mentre calano sia i disoccupati (-4,4%, pari a 136 mila in meno) sia gli inattivi(-0,7%, 99 mila in meno). Nello stesso arco di tempo i dipendenti a termine diminuiscono di 39mila unità e i lavoratori indipendenti di 103mila. A febbraio è migliorato il tasso di disoccupazione giovanile che è diminuito al 39,1%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione giovanile sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché ancora impegnati negli studi. Nell'ultimo mese è anche cresce il tasso disoccupazione (+0,2 punti fino al 15,6%) tra i 15-24enni mentre è calata l'inattività (-0,3 punti al 74,3%).

Il Jobs act ha rivelato tutto il suo fallimento. Se uno firmava un contratto per due anni era sicuro di lavorare per due anni. Il lavoro a tempo indeterminato consente il licenziamento in qualunque momento e comporta enormi aggravi per il sistema sociale. Essendo poi il lavoro del tutto insicuro i dipendenti fanno crollare i consumi ed ecco il boomerang che torna indietro.

Se si vuole l'occupazione ci vogliono i consumi altrimenti nessuno assume. E come fanno ad esserci i consumi se gli italiani non prendono soldi ma pagano solo tasse. Dai risparmi non si prende nulla si pagano tasse, gli stipendi sono fermi, tasse tasse tasse. Gli italiani non hanno la mentalita' di indebitarsi per consumare anche con tassi sotto zero. Quindi l'occupazione calera' e' una cosa naturale.

L'Italia non riparte. Anzi, arretra. E, mentre Matteo Renzi è in tournée negli Stati Uniti, l'Istat pubblica i dati sulla disoccupazione che fanno carta straccia delle promesse del premier.

Dopo i dati "positivi" di gennaio quelli diffusi oggi dall'Istat, secondo Giuliano Poletti,"indicano che il mercato del lavoro continua a registrare oscillazioni congiunturali legate a una situazione economica che presenta ancora incertezze". "Queste oscillazioni non modificano, comunque, la tendenza positiva dell'occupazione nel medio periodo", puntualizza il ministro del Lavoro sottolineando come a febbraio, "su base annua, si registrano 136mila disoccupati in meno e 96mila occupati in più" con un "aumento consistente" di quelli stabili.

Autore: Samuele

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