L'Ombra della Guerra, anteprima

(Firenze)ore 13:47:00 del 09/10/2017 - Categoria: , Videogames

L'Ombra della Guerra, anteprima

Shadow of War, oggi, è quindi atteso da un discreto seguito di fan, e promette faville: oltre a disinnescare le problematiche del primo capitolo, la nuova avventura di Talion vuole potenziare tutte le componenti del gameplay, dal sistema di combattimento

L'Ombra della Guerra è il seguito di quella che possiamo considerare una delle più sorprendenti "sleeper hit" di questa generazione. Shadow of Mordor arrivò sul mercato, tre anni fa, accolto dai (legittimi) dubbi dei fan, che lo avevano già bollato come un tie-in derivativo e poco brillante. Al netto degli evidenti difetti, il gioco si rivelò invece una delle più ispirate produzioni videoludiche dedicate al Signore degli Anelli, nonché un open world solidissimo, sorretto da una trovata originale come quella del Nemesis System: un "meccanismo" a tratti persino rivoluzionario, capace di costruire un senso di progressione completamente diverso rispetto a quello di tanti altri action/adventure ben più generici.
Shadow of War, oggi, è quindi atteso da un discreto seguito di fan, e promette faville: oltre a disinnescare le problematiche del primo capitolo, la nuova avventura di Talion vuole potenziare tutte le componenti del gameplay, dal sistema di combattimento al sottofondo ruolistico che permette di potenziare il protagonista.
Ne esce un gioco ricchissimo, schiettamente divertente e a tratti persino spettacolare, che pur non riuscendo ad eliminare tutte le criticità dei free roaming, le occulta abilmente, fin quasi a farle sparire. Shadow of War è, insomma, un gioco iterativo eppure apparentemente inesauribile, che riesce a caratterizzare le sue situazioni-tipo tanto bene da renderle sempre diverse, in qualche modo nuove, rimandando quanto più possibile il sopraggiungere della monotonia. Longevo e con un endgame sorprendentemente ricco, L'Ombra della Guerra è un titolo che verrà sicuramente ricordato dagli appassionati del fantasy.

Sono svariate, purtroppo, le variazioni sul tema da parte della storia raccontata, a partire dalla revisione della storia di Castamir, passato alla storia de La Terra di Mezzo con l'apposizione di Usurpatore, uno degli umani più famosi e importanti della Terza Era, scatenatore della sanguinolenta Guerra delle Stirpe: la sua presenza, accanto alle vicende di Celebrimbor, lo collocano più di tremila anni prima le sue reali vicende, ponendolo in un ruolo sì di traditore, mantenendo intatta la sua natura, ma inserendolo in un contesto che non è del tutto suo. La stessa scelta di proporre Shelob in forma umana potrebbe far pensare a una variazione poco sensata di quella che è la natura del Grande Ragno, ma in realtà, come già d'altronde spiegato dal team di sviluppo, presentarla come una donna è una interpretazione del suo stesso nome che non esula eccessivamente dalla fedeltà. Il personaggio che maggiormente esce rimpinguato da questa esperienza, però, non è altro che Celebrimbor: la Mano d'Argento, il Lucente Signore, il Fabbro Mastro, il Noldor di Valinor per antomasia, cresce fino a essere un personaggio incredibilmente epico, che sfiora a tratti la grandezza di tutti quei protagonisti che la Terra di Mezzo ha visto svilupparsi sotto i nostri occhi. Le sue linee di dialogo, il suo sentire il bisogno di stendere Sauron una volta per tutte, il suo essere asetticamente concentrato su un unico obiettivo, sono tutte sfaccettature di uno Spettro che ha un solo messaggio per gli Orchi: "Dite all'Oscuro Signore che sto venendo a prenderlo" è una delle frasi che meglio tiene in bilico l'Elfo tra il bene e il male, un conflitto che spesso anche Talion, parlando con lo spirito che alberga nel suo corpo, non mancherà di far notare.


L'Oscuro Signore
L'esperienza de L'Ombra della Guerra si inerpica in tantissime attività, molte più di quante ce ne aveva offerte L'Ombra di Mordor: partiamo dalle novità, che confluiscono nell'Assedio alle fortezze, già ampiamente mostrato nel corso dei vari hands on fino a oggi. Sarà fondamentale espugnare tutti gli avamposti Uruk, gestiti indistintamente da Orchi o altre creature, tutte pronte a vestire i panni di Reggente, a comando di una delle zone che compongono le varie regioni di Mordor. Il nostro compito sarà chiaramente quello di uccidere tale sovrano e mettere al suo posto uno dei nostri, un orco che ha preferito il nostro ideale a quello di Sauron o a quello del Re stregone di Angmar. Per farcela dovremo infiltrarci in queste enormi fortezze, tutte difese da altissime mura e da un esercito abbastanza corposo da non poter essere affrontato da un solo ramingo: la grande novità, che ci verrà presentata all'inizio dell'Atto II, risiede quindi nel poter avere a nostra disposizione un esercito da schierare e da gestire, con tutti i power up del caso. Avremo dalla nostra fino a un massimo di cinque campioni da schierare accanto a noi, con i vari slot che si sbloccheranno ogni cinque livelli di Talion: ognuno di essi, tra l'altro, potrà avere anche un ulteriore boost dato da una truppa o un drappello di bestie od orchi, che a loro volta potranno essere degli incendiari, armati di frecce velenosi o anche delle vere e proprie macchine pronte a distruggere le mura e i cancelli che tengono fuori dal cortile da conquistare la nostra avanzata. Una volta selezionati i nostri capitani, pronti ad affiancarci e a servirci come guardie del corpo anche durante i momenti più concitati dell'azione, dovremo recarci nei punti selezionati della fortezza, ossia quelli adibiti alla conquista. Il funzionamento è il più canonico possibile, con il nostro esercito che dovrà sostare all'interno dell'area indicata per un determinato quantitativo di secondi, quanti ne basteranno per permetterci di piantare il falcione della Mano d'Argento a terra e dichiarare come conquistato quell'appezzamento: ogni Fortezza ne avrà un determinato numero, partendo da un minimo di due fino ad andare a crescere, e una volta ottenuto tutto ciò che ci appartiene sarà possibile andare a sfidare il Reggente.

Essendo tali sfide molto lunghe e durature, è stato impostato un sistema di checkpoint che ci permette di ripartire dalla battaglia contro il boss finale, piuttosto che dover ripetere tutta la conquista: nel caso in cui dovessimo, invece, morire durante la fase preliminare dovremo ricominciare tutto dall'inizio, con l'aggravante di scatenare tutto l'effetto farfalla del Nemesys System, che andremo a vedere tra poco. La caduta del Reggente ci porterà a dover nominare qualcuno dei nostri fidati a difesa della guarnigione, il che significa dover, poi, controllare che tutto vada per il meglio: parliamo d'altronde sempre di orchi, che potrebbero essere attaccati o decidere di tradirci quando meno ce l'aspettiamo. Altro aspetto fondamentale da tener presente è la possibilità di essere assaltati anche da altri giocatori, sfruttando la componente online: non abbiamo avuto modo di testare la costanza degli attacchi, avendo giocato con i server non ancora popolatissimi, ma avremo modo poi di scoprire in che modo tale aspetto può intensificare l'intera esperienza, rendendola molto più faticosa e laboriosa.
La lingua gelata
Vi ritroverete ad affrontare numerose storyline all'interno del rincorsa all'Anello, con alcune che rappresentano dei veri e propri capolavori di regia e di sceneggiatura e altri che, invece, non si esalteranno del tutto. Tra i primi rientra assolutamente l'incontro con Carnan, lo spirito della foresta, che nella sua sfida a Zok prima e a Tor Goroth dopo, il Balrog che sta spaventando La Terra di Mezzo, ci mette dinanzi a delle maestose e gargantuesche creature da combattere e da domare: salire in groppa a un drago e sfruttarne tutte le caratteristiche, o anche affidarsi a un enorme Graug da lotta per fronteggiare uno dei temuti demoni che procurarono la morte a Gandalf il Grigio è uno dei momenti più epici del nostro viaggio ne L'Ombra della Guerra. Non da meno, però, sarà la possibilità di vestire i panni di Celebrimbor, prima che questi si infiltrasse nel corpo di Talion: il Lucente Signore aveva delle attitudini in battaglia che superano di gran lunga quelle del Ramingo e metterle in mostra in una sequela di missioni che ci permetteranno di acquisire maggior dimestichezza con tutti i suoi poteri sarà non solo piacevole, ma storicamente pregnante. Questo perché ogni missione sarà accompagnata da una contestualizzazione storica, che ci permetterà di rivivere i primi anni della Seconda Era, quando il discendente di Feanor si lanciò contro l'Oscuro Signore per sottrargli l'Unico Anello. Non vi saranno variazioni di gameplay, se non la possibilità di sfruttare una maggior durata della Concentrazione, il che permetterà di avere un boost non solo da parte dei proiettili elfici, ma anche di realizzare più Colpi d'Ombra e intimorire più facilmente gli Uruk e gli Orchi. Concederci qualche minuto, però, senza Talion ci permette di entrare ancora di più nel personaggio che è il reale protagonista della nostra vicenda, guardarlo in volto e non trovare un'anima scavata e dilaniata dalla morte e dalla cupidigia, bensì un guerriero fiero che non lasciava sopravvissuti sul campo di battaglia. Allo stesso modo ci ritroveremo a dover combattere contro dei ben noti volti della saga dell'Anello, per dare ancora una volta un collegamento a chi, come quelli della nostra generazione, è cresciuto all'ombra delle pellicole di Peter Jackson e sogna di potersi ritrovare a combattere contro un Nazgul

Autore: Gregorio

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