L'Instabilità della verità.

(Cosenza)ore 19:03:00 del 17/10/2016 - Categoria: Cultura, Curiosità

L'Instabilità della verità.

Cosa hanno in comune la vicenda di Tiziana Cantone ed il film del 1998 American History X? Apparentemente niente, ma entrambi mostrano che la verità non sempre sta da una parte sola, e spesso è brutale.

Cos'hanno in comune la vicenda di Tiziana Cantone ed il film del 1998 “American History X”?

Apparentemente niente, ma entrambi mostrano che la verità non sempre (ok, quasi mai) sta da una parte sola, e spesso è brutale.

II 13 settembre 2016 Tiziana Cantone, ragazza di 31 anni di Mugnano (Napoli) si suicida in seguito al clamore suscitato e alle offese ricevute in seguito alla diffusione del video hard da lei girato e spedito ad altre quattro persone tramite WhatsApp; all’inizio la ragazza si rivolge al Tribunale, ma non ottiene giustizia ed è anzi condannata a pagare le spese processuali per un totale di 21000 €.

Subito dopo il tragico evento si scatena il tam tam mediatico: i telegiornali danno risalto alla vicenda, mostrano la madre in lacrime e condannano (peraltro giustamente) il mondo del web… Purtuttavia c’è chi, giustamente, fa notare: cosa si aspettava succedesse? Non lo sapeva che mettendo in rete una cosa simile sarebbe successo un macello? Se a questo aggiungiamo che i video sarebbero in realtà SEI, la frittata è fatta.

La stessa Tiziana spiegò che quando li aveva girati era in un periodo di depressione e insicurezza, ma questo serve solo a mitigare il giudizio su di lei: al giorno d’oggi anche un bambino sa cosa succede su internet e che tutte le precauzioni che uno può prendere potrebbero rivelarsi inutili; una volta c’era il Vecchio West, ora c’è internet con le sue praterie digitali a consentire a qualsiasi idiota di aprire bocca e di avere i suoi 15 minuti di gloria, senza che la giustizia possa fare molto al riguardo… A chi vogliamo dare la colpa: a Tiziana, depressa e sprovveduta? Al web?

Troppo facile, sia in un caso che nell’altro. Sarebbe meglio guardarci l’un l’altro in faccia e ammettere che la colpa è nostra: di coloro che “campano di web”, di coloro che vivono per ingiuriare gli altri e di coloro che hanno lasciato sole persone come Tiziana e le altre che si sono suicidate per colpa di bulli e idioti.

“American History X” racconta invece la parabola di Derek Vinyard (Edward Norton), che parte come capo di una banda di naziskin disadattati, ma è costretto a rivedere tutto ciò in cui crede dopo un’esperienza in prigione: tornato a casa dovrà impedire al fratello Danny (Edward Furlong) di percorrere la sua stessa strada.

Non mi dilungherò oltre sulla trama del film, concentrandomi invece su un punto essenziale, anzi il punto: Pazzi criticabili e condannabili, Derek e compagni sono figli del loro tempo, di una società che, pur meno di oggi, toglie loro le certezze, rendendoli facili prede di gente come Cameron Alexander (Stacy Keach), fautori della supremazia bianca e fanatici di Adolf Hitler.

Se la prendono con i neri, gli ispanici, gli ebrei, il governo… Tutti sono però vittime dell’inadeguatezza della società, molte volte preda di un senso di colpa di fondo: verso gli ebrei per l’Olocausto, verso i neri per via delle persecuzioni razziali, ecc. In un flashback vediamo come il defunto padre di Derek, un pompiere, fosse stato costretto ad assumere due neri al posto di due bianchi più qualificati. Ammesso che le cose siano andate proprio così (sappiamo solo il suo punto di vista, sbaglia quindi a lamentarsi? Io credo di no.

E’ poi sbagliato lamentarsi della droga portata dai neri (?!?)? No, anche se non bisogna dimenticare che i bianchi non sono dei santi, ed effettivamente hanno la loro parte di colpa: quello con la comunità nera è un problema creato da loro, un circolo vizioso che hanno voluto loro; come è (o almeno dovrebbe essere) risaputo, furono schiavisti bianchi a prelevare i neri dall’Africa e fu sempre il razzismo dei bianchi a ridurre in povertà i neri. Gli “slums” sono una diretta conseguenza di un errato modo di pensare.

A volte rifletto e mi chiedo: se Martin Luther King e Malcolm X avessero potuto continuare la loro opera, sarebbe stato un vantaggio solo per i neri?

L’America è la terra della libertà e dell’uguaglianza, ma sia gli USA che il resto del mondo devono imparare a non cadere in un meccanismo di compensazione che fa più danni che altro. Vuoi aiutare gli stranieri che ti chiedono aiuto?

PRIMA evita di fare cavolate e dai una mano ai loro paesi di origine, poi puoi pensare ad aiutare loro, beninteso che nessuno trova la pappa pronta.

Autore: Luigi

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