Legge 47: boss, killer e corruttori se fanno i bravi non vanno in carcere

(Milano)ore 08:48:00 del 05/02/2017 - Categoria: , Denunce, Sociale

Legge 47: boss, killer e corruttori se fanno i bravi non vanno in carcere

La legge 47 del 16 aprile 2015 è una vera e propria spada di Damocle sulle misure preventive. Cosa accade e perché?

La legge 47 del 16 aprile 2015 è una vera e propria spada di Damocle sulle misure preventive. Cosa accade e perché?. “Il pericolo di reiterazione del reato” non dev’essere solo “concreto”, ma anche “attuale”. Questa la parolina magica “attuale” che equivale a buttare sabbia negli ingranaggi della magistratura inquirente. In pratica se al termine di indagini complesse e difficili vengono – dopo mesi o anni – incastrati da indizi schiaccianti i presunti colpevoli non finiscono per forza dietro le sbarre. Se nell’arco di tempo dai reati commessi – gli indagati e futuri imputati – si sono comportati bene ovvero non sono incappati in denunce o fermi cioè con ogni probabilità non sono stati pizzicati dalle forze dell’ordine non possono essere arrestati. L’“attuale” insomma è predominante sul “concreto”.

Ci piacerebbe conoscere, proprio alla luce della "famigerata 47" le motivazioni dei provvedimenti che mantengono in custodia cautelare tre imputati per noti fatti di conaca. Bossetti, Buoninconti ed il prete che si fa chiamare Padre Graziano. Reiterazione del reato, occultamento delle prove, pericolo di fuga. Come si concretizzano queste regolette al fine di tenere in carcere le persone prima nominate?

Autore: Gregorio

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