Le donne che dicono di amare gli animali USANO COSMETICI CHE LI UCCIDONO - DIFFONDI

(Milano)ore 12:01:00 del 10/05/2017 - Categoria: , Cronaca, Denunce, Salute

Le donne che dicono di amare gli animali USANO COSMETICI CHE LI UCCIDONO - DIFFONDI

UNA GUIDA PER RICONOSCERE I COSMETICI CHE  “UCCIDONO” GLI ANIMALI E DOVE RIVOLGERSI PER ACQUISTARE QUELLI CRUELTY FREE.

UNA GUIDA PER RICONOSCERE I COSMETICI CHE  “UCCIDONO” GLI ANIMALI E DOVE RIVOLGERSI PER ACQUISTARE QUELLI CRUELTY FREE.

In una società consumistica , si ricorre spesso all’acquisto di un prodotto in modo “comodo” e “poco consapevole” .

Tuttavia il consumatore medio sta diventando sempre più attento alle caratteristiche di ciò che acquista, specialmente nell’ambito alimentare,ma, nella sfera degli acquisti dei cosmetici, ancora oggi, c’è molta ignoranza.

Siamo tutti un po’ vittime del marketing spietato, dei video tutorial che si vedono tanto girare in questo periodo; trasformazioni strabilianti di normali teenager da cadaveri acqua e sapone  a bambole moderne di porcellana.

Per una trasformazione del genere vengono utilizzati dai 6 ai 10 prodotti, ok fino qui tutto normale, ma,  in base a cosa acquistiamo tali prodotti?

Facendo una veloce classifica potremmo dire:

in base alla  qualità

alla consistenza

ai colori

alle recensioni

ai gusti personali

al potere pubblicitario

potremmo andare avanti per ore, mal a domanda è, in  quante acquistano cosmetici in base alla loro crudeltà?

Cosa intendi per cosmetici crudeli?

Semplice, i prodotti testati sugli animali , ciò significa sofferenza e morte per loro per ovvi motivi tecnici di procedure sperimentali.

Bene scommetto che lo sapevi oppure  è possibile che fai parte di quelle persone che si farebbero ammazzare per il proprio cane ma non hanno avuto la premura di leggere l’etichetta del mascara.

Magari segui anche una dieta vegetariana.

Questo articolo non vuole essere provocatorio,quindi, critiche a parte , andiamo a vedere come verificare i prodotti che già utilizziamo , e a chi rivolgerci dopo averli bruciati

Partiamo dall’etichetta

Appena possibile rovista nel tuo beauty e cercale seguenti indicazioni.

Prodotto finito non testato su animali:
significa che gli ingredienti con cui è composto il prodotto possono però essere stati testati su animali.

Prodotto non testato su animali:
equivale alla scritta sopra, non dà nessuna informazione specifica, il prodotto è l’insieme dei vari componenti, che se di nuova formulazione sono stati testati.

Testato clinicamente:
significa che il prodotto è stato testato su volontari umani, ma potrebbe essere stato testato anche sugli animali (o potrebbero esserlo stati gli ingredienti).

Testato dermatologicamente:
significa che il prodotto (o gli ingredienti) è stato testato sulla pelle, ma non specifica se di uomini o animali.

Le etichette che si trovano su cosmetici e detersivi non hanno alcun valore per quanto concerne l’effettiva assenza di “crudeltà” nel prodotto in questione. La dicitura “Non testato su animali”, “Testato clinicamente”, “Testato dermatologicamente” non ha alcuna importanza, perché per lo più indica semplicemente che il prodotto finito non è testato. Ciò che veramente è importante, invece, è che non siano testati su animali i singoli ingredienti, e questo non è assicurato da alcuna dicitura o simbolo.

Capito adesso?

NOTE:

Oltre ai farmaci anche prodotti chimici, detersivi, pesticidi, additivi devono essere per legge testati sugli animali prima di essere commercializzati.

I test prevedono che l’animale venga forzato ad ingerire o respirare la sostanza fino all’avvelenamento e alla morte o che se ne sperimentino gli effetti sugli occhi o sulla pelle nuda.

Ogni anno a causa di questa crudeltà trovano una morte orribile milioni di animali di tutte le specie.

Hai adesso una visione più chiara?

Bene, rimediamo..

Le ditte “cruelty-free”: quali sono e dove trovare i loro prodotti

La lista delle aziende “cruelty-free” è compilata tenendo conto dell’adesione allo Standard “senza crudeltà” attraverso la certificazione ICEA (società indipendente di auditing) dietro accordo con LAV – Lega Anti Vivisezione; oppure dell’adesione allo stesso Standard attraverso l’associazione inglese Naturewatch; oppure dell’autocertificazione di rispetto dello stesso Standardinviata alla dott.ssa Antonella de Paola, autrice della “Guida ai prodotti non testati su animali”.


Le ditte “cruelty-free”

Queste ditte non testano il prodotto finito, non commissionano test su prodotto finito e ingredienti, e non usano ingredienti testati dai produttori dopo l’anno di adesione a questa policy.

Così, di fatto, non incrementano la sperimentazione su animali.

TUTTE le altre NON sono da considerarsi “cruelty-free”, anche se riportano sulle confezioni la dicitura “non testato su animali” o simili, finché non avranno dato conferma della propria politica aziendale in uno dei due modi prima descritti.

Si consiglia di preferire le aziende certificate ICEA, che hanno accettato di sottoporsi a controlli esterni anziché operare in regime di semplice autocertificazione.

La lista delle ditte “cruelty-free”

è aggiornata periodicamente. È disponibile il pieghevole “Cosmetici e sperimentazione animale”, pronto per essere riprodotto con una comune stampante da tavolo e distribuito. Scaricalo cliccando qui.

Da: QUI

Autore: Luca

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