La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio...MA DOVE????

(Cagliari)ore 21:22:00 del 09/11/2019 - Categoria: , Denunce, Economia, Lavoro

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio...MA DOVE????

LA REPUBBLICA INCORAGGIA E TUTELA IL RISPARMIO ? - Qualcuno saprebbe dirci se sia ancora in vigore quell’articolo 47 della Costituzione italiana, che recita più o meno

LA REPUBBLICA INCORAGGIA E TUTELA IL RISPARMIO ? - Qualcuno saprebbe dirci se sia ancora in vigore quell’articolo 47 della Costituzione italiana, che recita più o meno:

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese”?

La piega che da anni ha preso il Bel Paese sembrerebbe suggerire che vi sia stato e sia tutt’ora in corso una forma evidente di alto tradimento di questo articolo della Carta.

Era il luglio 1992, quando il governo Amato non trovò di meglio che fare cassa con un prelievo forzoso dello 0,6% sui conti bancari degli italiani. Il precedente gravissimo aleggia come uno spettro sin da quell’anno ogni qualvolta che il governo di turno non sappia dove attingere a piene mani per aumentare le sue entrate.

LA REPUBBLICA INCORAGGIA E TUTELA IL RISPARMIO ? - Sempre in quel periodo viene stangata la casa, bene prezioso per le famiglie italiane. Nasce l’ICI/IMU, che verrà eliminata sulle prime abitazioni solamente nel 2008 e per pochi anni, ripristinata nel 2013 e abbandonata nuovamente qualche anno dopo. Nel frattempo, però, oltre 20 miliardi all’anno vengono sborsati dai contribuenti sugli immobili a scopo abitativo (seconde case), di lusso, uffici, locali commerciali, terreni e capannoni. E il Duemila esordisce male anche per gli investimenti azionari.

Senza entrare in troppi dettagli, estranei all'economia di questi brevi appunti, è agevole constatare che - di fatto - lo Stato ha abbandonato completamente il settore credito-finanza, lasciandolo in una condizione di completa autodeterminazione, rivelatasi perniciosa.

Si è arrivati al punto che le scarne disposizioni emanate in questo delicatissimo settore, sono state predisposte e formulate dalla stessa banca centrale, cioè direttamente dalla parte interessata, ed approvate poi in sede parlamentare, senza dibattito.

LA REPUBBLICA INCORAGGIA E TUTELA IL RISPARMIO ? - E' da sottolineare che - oggi - questo anomalo modo di procedere è dettato da norme europee per le quali, è vietato allo Stato emanare disposizioni in tema di credito e risparmio senza il consenso della banca centrale.

Particolarmente dissonante dal dettato costituzionale appare la nuova legge bancaria, che ha regolato ex novo tutta la materia.

Questa legge ha declassato "la raccolta del risparmio e l'esercizio del credito" da "servizio pubblico" ad "attività d'impresa". In termini più chiari, la legge ha privatizzatol'attività bancaria, conferendole l'assetto giuridico di una attività imprenditoriale privata che ha come scopo primario, non l'interesse pubblico, bensì il conseguimento di un profitto personale (mediante, però, il denaro pubblico).

E' stata così sottratta all'autorità dello Stato una materia che, per la Carta costituzionale, costituisce oggetto di primario interesse collettivo.

Si può incidentalmente rilevare che questa nuova legge recepisce impostazioni e principi, come si è visto, profondamente innovativi, che risultano essere stati introdotti in tutte le nazioni occidentalipressoché contemporaneamente.

Questa universalità lascia la sgradevole sensazione dell'intervento di un concerto sovranazionale dotato di una autorità tale da poter imporre ai governi nazionali indirizzi normativi in linea con propri interessi speculativi del tutto in contrasto con quelli della società civile.

Al di là di tutto ciò, un sistema di norme attinenti - come prescrive la Costituzione - alla tutela ed alla incentivazione del risparmio, sono totalmente assenti dall'ordinamento nazionale.

Il risparmio, in effetti, non è nè incoraggiato, nè tutelato.

Il primo, ed il più semplice provvedimento che ci si potrebbe attendere in tal senso, sarebbe l'emanazione non di titoli pubblici abbandonati agli umori del mercato - sia come quotazione del capitale, sia come livello degli interessi - bensì di Buoni del Tesoro a valore fisso, indicizzati all'inflazione ed a rendimento stabilito dallo stesso Stato emittente, anziché dagli acquirenti nelle c.d."aste".

La tutela del risparmio riguarda anche altre forme di impiego, tra cui principalmente la casa, che esamineremo più oltre.

Anche per ciò che attiene alla protezione del risparmio, l'attenzione del legislatore è piuttosto scarsa e deludente, tanto che sono stati possibili raggiri e truffe colossali ai danni dei risparmiatori, che hanno caratterizzato la storia del Paese negli ultimi anni. Turlupinature molto gravi, che hanno coinvolto direttamente le banche, il comparto delle emissioni obbligazionarie ed azionarie, i titoli "derivati" e le borse valori.

Il controllo del sistema bancario, poi, è rimesso totalmente alla banca centrale, che di tale sistema è diretta espressione ed emanazione. Il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, previsto dalla legge, dispone di poteri solo formali e, sul piano pratico, è del tutto inesistente.

Autore: Samuele

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